Passa la legge anticorruzione: svolta nel processo di messa in sicurezza del territorio

La Camera

Il ddl anticorruzione è diventato legge dello Stato. Dopo due anni e 51 giorni dalla sua presentazione in Senato, il 15 marzo 2013, dal non ancora eletto presidente Pietro Grasso, oggi è arrivato l’ok definitivo della Camera. Dodici gli articoli con le nuove norme contro la corruzione.

«Da oggi l’Italia è più forte», ha commentato il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Ora «il Paese ha strumenti più forti per contrastare la corruzione e le mafie».

E proprio l’Autorità Nazionale Anticorruzione, nella stessa mattinata, a Palazzo Chigi, ha posto la firma, insieme con ministero dell’Ambiente, ministero delle Infrastrutture e Italiasicura al Protocollo d’intesa per monitorare e vigilare sugli interventi e le opere contro il dissesto idrogeologico.

«Il protocollo d’intesa firmato – ha commentato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – è un’ulteriore svolta nel processo di messa in sicurezza del territorio. Garantire trasparenza nell’affidamento degli incarichi per la realizzazione delle opere utili alla mitigazione del rischio idrogeologico è un’ulteriore svolta nel processo di messa in sicurezza del territorio». «Per mettere in sicurezza il territorio c’è bisogno di tempi certi, procedure semplici e progetti fatti bene».

Migliorare la qualità dei progetti è uno dei prossimi obiettivi della struttura di missione Italiasicura, «al quale si sta intensamente lavorando – ha continuato Graziano -. Elevati standard di qualità aiutano ad allontanare la probabilità che avvengano fenomeni corruttivi e soprattutto consentono di realizzare opere utili. Troppe volte i fenomeni di corruzione – conclude il presidente dei geologi – si sono accompagnati alla realizzazione di opere inutili e persino dannose».

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