Note sacre lungo la Via Francigena del Sud

Il tracciato della Via Francigena in Capitanata

Tocca la quinta edizione il festival di musica sacra “La Via Francigena del Sud” (clicca per visionarne il programma). Un modo senz’altro inedito per imparare a conoscere i suggestivi luoghi legati al misticismo nella tradizione garganica e pugliese tutta. Sei Comuni – Foggia, San Severo, San Marco in Lamis, Manfredonia, San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo – e 9 concerti in programma per la manifestazione, in corso fino al 10 ottobre (ingresso libero). «Un evento di elevata qualità che rientra nel più ampio progetto di sviluppo culturale, turistico ed economico che la Provincia di Foggia ha inteso sostenere in questi anni attraverso le varie iniziative a sostegno della Via Francigena, altro fiore all’occhiello del nostro territorio», assicura l’Assessore provinciale alla Cultura, Billa Consiglio.

Quante volte sentiamo parlare del celebre “Cammino di Santiago”? Ebbene anche la Via Francigena del Sud rientra tra i “Cammini d’Europa”, quella rete di cooperazione internazionale sostenuta dall’Unione Europea volta a riprendere gli antichi percorsi dei pellegrini in marcia da tutta Europa verso la Terra Santa. Un cammino da farsi con le gambe e con lo spirito: un pellegrinaggio che poneva Roma, Monte Sant’Angelo e Gerusalemme quali tappe fondamentali, emblemi di un’ascesi da Homo (la tomba degli apostoli Pietro e Paolo), Angelus (il santuario garganico) e Deus (il santo sepolcro di Cristo).

Il segnale della Via Francigena

Addentrandoci lungo la Via Francigena del Sud scopriamo che questa parte dal basso Lazio e attraversa Campania e Puglia, fino a giungere – tra terra e mare – a Gerusalemme. Si tratta senza dubbio di un percorso dalle grandi potenzialità per un turismo ‘slow’, a basso impatto ambientale, da viversi in un rapporto più diretto con la natura e il paesaggio. Ma non solo: è la via che ha visto formarsi le radici di un’identità europea. Qui mercanti ed eserciti, uomini politici e di cultura, si incrociavano e si incontravano. Siamo a cavallo tra X e XIII secolo, periodo di massima espansione di quel tracciato che ancor oggi brulica sotto l’asfalto di autostrade e statali che, spesso, ricalcano il tracciato di quelle strade in uso in età romana e nel medioevo.

L’itinerario – I pellegrini, che da Roma si dirigevano verso Gerusalemme, attraversano i Monti Lepini fino a Benevento. É lungo l’asse viario della Via Appia Traiana che si innesta la cosidetta “Via dell’Arcangelo” (o Via Micaelica). In Puglia la Via Francigena del Sud inizia nella provincia di Foggia: da Monte San Vito, in agro di Faeto, si tocca il punto più alto dell’antica via Traiana (presso la ex taverna di Celle San Vito, 938 m s.l.m.). Con meno affanno si può ammirare il panorama sulla Capitanata, proseguendo in discesa fino a Troia.

Santuario di San Michele Arcangelo - la grotta

Sullo sfondo si intravedono le due città d’arte di Lucera mentre, in fondo, statuario vi è il Gargano, la “Montagna Sacra”. Un cielo limpido permetterà poi di scorgere in lontananza gli abitati di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e, vicino al mare, Monte Sant’Angelo, meta finale della Via Longobardorum (Via dei Longobardi). Da qui si prosegue verso sud, passando per Manfredonia, Siponto, Borgo Incoronata a Foggia, fino a far rotta verso la Terra di Bari.

Il culto di San Michele – Cuore di questo percorso è senz’altro il culto micaelico. Già diffuso agli albori del V secolo, il suo enorme sviluppo è legato alla presenza nel meridione dei Longobardi, che ivi fondarono il Ducato di Benevento. Nel tentativo di ricercare sbocchi verso il mare più volte raggiunsero Siponto, all’epoca sotto il dominio bizantino e oggi frazione di Manfredonia (Fg). Fu così che i Franchi entrarono in contatto con il culto di S.Michele, nel quale ritrovarono corrispondenze con il culto del loro dio pagano Wodan.

Numerose sono perciò le grotte dedicate all’Arcangelo che puntellano in lungo e in largo il territorio pugliese (Orsara, Gravina, Minervino Murge, Cagnano Varano, Mottola, San Nicandro Garganico, Statte, Altamura, Putignano, Castellaneta). Degno di nota è tra tutti il santuario ipogeo di Monte Sant’Angelo. Una scalinata di 89 gradini conduce all’ingresso del sito da dove, oltrepassata la porta in bronzo, si raggiunge la basilica vera e propria. Secondo la tradizione qui l’Arcangelo Michele apparve per tre volte al vescovo di Siponto. Domina sul complesso il campanile del XIII secolo, alto ben 40 metri. Dal 2011 il Santuario fa parte della lista dei Monumenti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Fonti: portali della Regione Puglia; www.viafrancigenadelsud.info.

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