È arrivato a Rabat in Marocco lo scorso 16 aprile, percorrendo 1.600 km di distanza dal porto di La Ciotat in Francia da cui è partito 9 giorni prima; e fin qui nulla di strano, potrebbe trattarsi di un normale viaggio via mare, se non fosse che a compierlo è il più grande battello alimentato interamente a energia solare, MS Tûranor Planet Solar, che ripete per il 2013 la campagna Planet Solar a favore delle energie rinnovabili.
Lungo l’Atlantico – Per il catamarano e il suo equipaggio diretto da capitan Gérard D’aboville, Rabat è il punto di partenza per una delle più lunghe navigazioni senza tappe intermedie di questa campagna 2013, la traversata dell’Atlantico del Sud: una rotta già affrontata nel 2010, durante il giro del mondo che valse a Planet Solar il Guinness dei primati per la traversata transatlantica più veloce in battello solare (26 giorni, 19 ore e 10 minuti). Quest’anno MS Tûranot Solar raggiungerà l’isola caraibica di Saint Martin tentando di battere il precedente record. Ma il vero obiettivo è la spedizione scientifica Planet Solar deep water, che porterà la più grande barca del mondo a energia solare a risalire lungo le coste americane per effettuarvi una campagna di misurazioni scientifiche lungo la Corrente del Golfo per conto della storica Università di Ginevra; a questa si aggiungeranno altre attività come la raccolta di rifiuti di plastica galleggianti ed eventi rivolti a bambini e ragazzi.
L’oceano come uno scrigno – Da maggio a agosto 2013, l’èquipe diretta dal prof. Martin Beniston, climatologo e direttore dell’istituto di scienze dell’ambiente dell’Università di Ginevra, navigherà lungo la corrente oceanica del Golfo, uno dei più importanti regolatori del clima europeo e nordamericano, percorrendo più di 8mila km da Miami (USA) a Bergen (Norvegia), passando per New York, Boston e Reykjavik (Islanda). «Saranno prese una serie continua di misure nell’acqua e nell’aria per studiare i parametri-chiave della regolazione del clima, come gli aerosol atmosferici e il fitoplancton», spiega il prof. Beniston. I ricercatori si interesseranno principalmente ai vortici oceanici – che veicolano grandi quantità di energia – e alle zone di formazione delle acque profonde, luoghi strategici in cui le acque di superficie si tuffano verso i grandi fondali marini per alimentare il tapis roulant oceanico, un sistema di correnti che collega tutti i bacini oceanici tra loro.
Uno degli strumenti installati a bordo – attualmente il solo apparecchio che permette una analisi spinta degli aereosol grazie a una tecnologia laser – sarà testato per la prima volta a bordo del MS Tûranor Planet Solar. Si cercherà di arricchire le conoscenze sulle interazioni complesse tra fisica, biologia e clima e sapere qualcosa di più sugli scambi di energia tra oceano e atmosfera. Il progetto sensibilizzerà, inoltre, il grosso pubblico ai problemi climatici attraverso lo sviluppo di attività e di risorse didattiche; senza dimenticare che « l’obiettivo ultimo dell’impresa sarà quello di dare un impulso allo sviluppo dell’industria navale solare», come dichiara Luka Muller Studer, rappresentante del proprietario del MS Turanor PlanetSolar.
Ma come nasce il progetto Planet Solar? Tutto parte nel 2006 in Islanda, dove l’eco-esploratore ed eco-imprenditore Raphael Domjan, colpito dall’inesorabile scioglimento dei ghiacciai, decide assieme ad altri collaboratori di dar vita a un progetto di sensibilizzazione alle tematiche ecologista completamente originale. Tûranor (il cui nome significa “potere della luce”) è ricoperta da oltre 500 m2 di pannelli solari, funziona esclusivamente a energia solare e non emette alcuna sostanza inquinante suscettibile di falsare i dati raccolti nelle sue spedizioni. Numerosi gli enti, associazioni, personaggi che sostengono l’iniziativa: tra i supporters di questa ultima spedizione, il principe Alberto di Monaco.


