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Lecce sotterranea, non solo barocco leccese

Un ciclo di incontri sul patrimonio geologico organizzato dall’Ordine geologi di Puglia, per conoscere e apprezzare Lecce sotterranea

Una Lecce inedita è la Lecce sotterranea di cui si parlerà venerdì 16 febbraio alle ore 16 presso l’ex convento dei Teatini nella città capitale del barocco locale.

Lecce, Masseria la grotta

L’incontro “Lecce rurale e sotterranea: dalla conoscenza del patrimonio alla valorizzazione”, è il primo appuntamento del ciclo di incontri sul patrimonio geologico dal titolo Lecce Geologica”. La manifestazione è organizzata dall’Ordine regionale dei geologi (Org) della Puglia con il Patrocinio del Comune di Lecce, il Parco Bosco e Paludi di Rauccio, l’Ordine degli ingegneri di Lecce e l’Ordine degli architetti di Lecce, quest’ultimo co-organizzatore della prima giornata.

La conoscenza di Lecce sotterranea è di particolare significato, perché il territorio comunale racchiude un importante patrimonio archeologico industriale legato alla presenza di frantoi oleari ipogei o semi-ipogei. Un patrimonio che, sino ad oggi, ha visto una frammentaria conoscenza tanto che nel Catasto delle Cavità artificiali redatto dalla Federazione speleologica pugliese per la Regione Puglia ne sono segnalati a Lecce solo 3.

Una mappa di Lecce sotterranea attraverso i frantoi ipogei

Come spiega Antonio Monte, ricercatore dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibam-Cnr) di Lecce e vice presidente dell’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, «I trappeti ipogei costituiscono un peculiare corpus di monumenti del patrimonio archeoindustriale di Terra d’Otranto e rappresentano un unicum a livello nazionale. Pertanto, attraverso la conoscenza di questi beni sono stati attivati, da numerosi Enti locali, processi di patrimonializzazione che hanno portato al recupero e rifunzionalizzazione, restituendo così alle comunità locali, e non solo, la memoria e la loro identità nella quale si sono identificate per secoli».

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Durante l’incontro su Lecce rurale e sotterranea verrà illustrato un ipogeo posto nel Parco Bosco e Paludi di Rauccio, nei pressi di Masseria la grotta. Si tratta di un insediamento rupestre, scavato  nel tufo, che è stato recentemente scoperto da Alessandro Romano e dal geologo Stefano Margiotta.

L’ipogeo è una grotta quadrata con una colonna al centro, che nei secoli deve avere avuto molteplici fruizioni e che oggi apre nuovi interessanti scenari per l’area del Parco, perchè solitamente gli insediamenti rupestri non si trovano isolati ma sono parte di complessi di insediamenti.

Margiotta: frantoi come laboratori multimediali

Lecce sotterranea frantoio ipogeo

Il frantoio ipogeo nei pressi della Masseria la grotta

«Gli studi geologici condotti nell’ambito degli strumenti di pianificazione della città di Lecce  – spiega Margiotta – hanno consentito di individuare e descrivere complessivamente ben 23 frantoi nel territorio comunale e con questo aumentando notevolmente la base conoscitiva su questi ipogei e mettendo in evidenza l’importanza dei rilievi geologici di dettaglio a scala comunale per l’aggiornamento degli Atlanti regionali. La collocazione nello spazio geografico di questi ipogei permette di ricostruire l’economia agricola leccese dell’epoca consentendo una progettazione unitaria che porti al recupero di questi beni. In quest’ottica, appare essenziale innanzitutto la rifunzionalizzazione del frantoio posto su suolo di proprietà comunale, il quale potrebbe divenire sede di un laboratorio multimediale che metta in rete una Lecce rurale che oggi non esiste più, ma che rimane indubbiamente patrimonio culturale e magari turistico dell’intero territorio”.

« La conoscenza dei beni geologici e la loro valorizzazione dichiara Salvatore Valletta, Presidente dell’Org della Puglia, contribuiscono allo sviluppo locale dei territori favorendo percorsi turistici. I geologi pugliesi invitano pertanto la Regione a rendere operativo il censimento dei siti di interesse geologico e speleologico realizzato ai sensi della Legge regionale 33/2009 prevedendo l’inserimento dei siti nel Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr)».

 Il primo incontro si chiuderà sabato 17 febbraio con una visita al frantoio di Casino San Giuseppe, nei pressi di Torre Chianca dove i visitatori potranno immergersi nell’atmosfera rurale del tempo osservando i vari ambienti del trappeto.

 

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