La Puglia, le leggi, l’ambiente (2a parte)

La seconda parte ( per leggere la prima parte dell’articolo clicca qui) del viaggio attraverso il 2010 visto dalla parte dell’ambiente comincia ad aprile. Dopo la pausa pasquale, la giunta approva un provvedimento che spiana la strada allo sviluppo sostenibile delle rinnovabili: i pannelli fotovoltaici approdano sugli edifici pubblici. Il disciplinare, così come concepito, permette alle imprese di essere inserite in un albo regionale dei locatari di aree ed edifici pubblici da destinare alla realizzazione di impianti fotovoltaici.

Esempio di tetto di civile abitazione con pannelli fotovoltaici integrati

A maggio, sempre la giunta sblocca i fondi (1,6 milioni di euro) delle economie vincolate, le cosiddette risorse residuali della Carbon Tax; il provvedimento riapre i termini del bando per i progetti di impiego del biodiesel e carburanti a bassa emissione da utilizzarsi per il trasporto pubblico urbano e l’adeguamento agli standard di efficienza energetica degli impianti di pubblica illuminazione. Nello stesso mese arriva lo stop alla deleguration nel fotovoltaico: gli impianti da costruire in aree protette devono essere sottoposte a Valutazione di impatto ambientale (Via). La giunta regionale ha dovuto correre ai ripari perché la norma precedente era stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta. È di maggio anche l’ok al Distretto produttivo dell’ambiente (Dipar) che conta 186 aziende, 6 università e centri di ricerca, 5 enti pubblici, e 11 associazioni di categoria e sindacati. Il Dipar mette in rete le aziende pugliesi del settore per creare filiere in grado di operare sinergicamente nel campo dei rifiuti, delle bonifiche e del ciclo dell’acqua.

Nel quinto mese dell’anno è approvato e pubblicato anche l’aggiornamento per il 2010 dei criteri generali di applicazione della difesa integrata, sulla base dei quali l’Osservatorio fitosanitario regionale ha prodotto il documento che contiene le “Norme di difesa integrata regionale – Aggiornamenti 2010”, un testo di riferimento per tutti i produttori che intendono commercializzare merci di qualità garantite da un marchio. Le linee costituiscono un valido supporto tecnico-scientifico di consultazione per i tecnici che operano in agricoltura e che danno assistenza e consulenza alle aziende. Le “Norme fitosaniterie eco-sostenibili per la difesa delle colture agrarie” applicate nel territorio pugliese permettono l’implementazione dei sistemi di qualità di filiera finalizzata alla certificazione dei processi produttivi agricoli che costituiscono la via indispensabile per la qualificazione e la valorizzazione delle produzioni tipiche regionali.

Copertura di civile abitazione con pannelli di amianto

A giugno si riapre la problematica sulla bonifica del territorio regionale dall’amianto. In Puglia a 18 anni dall’approvazione della legge 257/92 che mise al bando la fibra killer, non c’è ancora un piano regionale amianto per il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali contaminati e, secondo il Mivis, sul territorio regionale ci sono 1,5 milioni di metri quadri di amianto, mentre il registro regionale dei mesotelioni dell’unità ospedaliera di medicina del lavoro presso l’Università degli Studi di Bari conta 2.751 casi accertati e 859 decessi a causa dell’amianto. Intanto, una mannaia si abbatte sull’albo dei certificatori energetici. Sempre a giugno, il Tar Puglia accoglie il ricorso dell’ordine degli ingegneri di Bari, Foggia, Taranto e Lecce e con sentenza 2424/2010 annulla la delibera di giunta 2272/2009 e parte del regolamento regionale 10/2010. Secondo il Tar sono le norme nazionali a prevalere e non è necessario che gli ingegneri seguano un corso per iscriversi all’elenco dei certificatori energetici.

numero verde contro i reati ambientali 800-08.58.98

A luglio la Regione attiva il numero verde contro i reati ambientali e la Puglia diventa l’unica in Italia a dotarsi di un recapito al quale i cittadini possono sporgere denuncia. Ai comuni arriva una dotazione di 20 milioni di euro per i cosiddetti boschi urbani che prendono il posto delle aree verdi degradate. Il bando, primo ed unico nel suo genere, finanzia il 100% del costo degli interventi e rappresenta una opportunità importantissima per convertire in boschi le aree urbane ed extraurbane degradate. (2. Continua)

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