La prima comunità energetica della Sardegna a Siddi

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Siddi, veduta, dal nuraghe Sa fogaia

La proposta del sindaco ai suoi cittadini. Il progetto mira a sfruttare il 110% per trasformare Siddi nel primo paese energeticamente efficientato per intero

Un piano di riqualificazione energetica per la cittadina di Siddi perché diventi il primo polo completamente energetico della Sardegna, non soltanto con gli edifici pubblici ma anche con quelli privati. E’ questa la proposta che il sindaco Marco Pisanu ha fatto ai circa 650 cittadini del comune che amministra, e che proprio i cittadini dovranno approvare.

L’idea è stata creata insieme a Crea Casa Luxury Living, general contractor qualificato nella pianificazione e sviluppo dei processi in vari settori e che di recente si occupa anche di ottimizzare l’ecobonus per progetti di efficientamento energetico.

Il progetto

Si tratta di una sfida molto interessante perché non si tratta solo di progettare la riqualificazione energetica di un intero paese, ma di andare oltre il semplice efficientamento energetico inserendo elementi di microeconomia e di diritto internazionale. L’obiettivo finale di questo progetto, fanno sapere i vertici di Crea Casa Luxury Living, è  “produrre energia per venderla in modo che il paese possa autofinanziarsi, dando corso a un concetto completamente nuovo di economia collaborativa”.

La proposta che riguarda Siddi dunque, non si ferma alla sola riqualificazione energetica, ma si basa sul piano emanato dall’Unione Europea nel 2019 riguardo al pacchetto legislativo Cep-Clean Energy Package. In quest’ottica, la transizione energetica diventa la concreta occasione per costruire un nuovo modello di organizzazione sociale: produzione e consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili innescano cambiamenti culturali, materiali ed immateriali, basati sul risparmio energetico e sull’efficienza dei consumi, diventata ormai una delle più grandi sfide della contemporaneità.

Il processo è sicuramente complesso, perché si tratta di “rieducare” la popolazione, i comuni, le istituzioni e le attività preposte alla protezione del territorio  e questo implica naturalmente l’attivazione di nuove forme di azione collettiva e di economie collaborative, insieme alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali. Ma il risultato finale sarà la creazione di nuovi modelli di green economy tecnologicamente all’avanguardia ma senza i danni provocati dallo sfruttamento energetico classico.

Decideranno i cittadini

La proposta, adesso, è al vaglio dei cittadini che dovranno valutare la fattibilità del progetto sulle loro abitazioni private. «Il progetto è ambizioso – dichiara il Sindaco Pisanu – e non riguarda solo gli edifici pubblici, ma anche e soprattutto i singoli cittadini, che avranno così la possibilità di efficientare dal punto di vista energetico le loro abitazioni».

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