Il millepiedi eletto Animale di Grotta 2020

Si tratta di un millepiedi “spazzino” presente in 4 grotte piemontesi. In questo modo si celebra la biodiversità delle grotte italiane

In Italia ci sono più di 40.000 grotte che ospitano oltre 3.600 specie di organismi ad oggi conosciuti.

In occasione della giornata mondiale della Biodiversità, La Società Speleologica Italiana lancia la campagna Animale di grotta dell’anno con il millepiedi spazzino Plectogona sanfilippoi, e una serie di webinar incentrati sulla biodiversità nelle grotte, tenuti in collaborazione con l’associazione Biologia Sotterranea-Piemonte e vari esperti di biospeleologia, al fine di  sensibilizzare il pubblico e le istituzioni sull’importanza della tutela della vita sotterranea e sulle minacce che questa subisce a causa dell’opera dell’uomo in superficie.

Al contrario di quanto si può comunemente pensare, le specie cavernicole non sono sparuti relitti, o ‘vicoli ciechi’ dell’evoluzione, bensì sono numerose, specializzare (troglobie) e svolgono importantissime funzioni ecologiche e servizi ecosistemici soprattutto nella depurazione delle acque sotterranee. Seppure ancora poco nota alle persone che non visitano le grotte, la biodiversità sotterranea è ricca di specie rare ed endemiche, cioè distribuite in aree molto ristrette, a cui si aggiungono numerose specie di superficie – pipistrelli, geotritoni e moltissimi invertebrati – che nelle cavità trovano un riparo. “Le grotte non sono sistemi chiusi, ma parte di un complesso di ambienti, interconnesso con il suolo e con gli ambienti a valle – come le risorgive e le emergenze di falda nei terreni alluvionali – grazie ai sistemi di microfessure nella roccia –  ha spiegato nell’introduzione ai webinar Fabio Stoch, speleologo e biospeleologo del laboratorio di Biologia Evoluzionistica & Ecologia dell’Università libera di Bruxelles. – Ogni ecosistema fornisce al resto degli esseri viventi e all’uomo dei ‘servizi’, senza i quali la vita sulla terra e la nostra stessa sopravvivenza non sarebbero possibili. La biodiversità è dunque il capitale naturale che ci permette di sopravvivere e, per gli ecologi, è una misura chiave per quantificare la salute del nostro pianeta. Le maggiori minacce alla biodiversità, con cui dobbiamo necessariamente confrontarci, provengono proprio dall’uso intensivo degli ambienti di superficie: deforestazione, pascolamento, impermeabilizzazione dei suoli, estrazioni di rocce carbonatiche nelle cave, sviluppo della rete viaria e escavazione di gallerie, inquinamento veicolato nelle grotte e nelle falde carsiche da punti idrovori, sia microfessure che inghiottitoi”

La campagna sull’ Animale di grotta dell’Anno, nasce nel 2009 su iniziativa della Federazione Speleologica Tedesca (VdHK) e sotto l’egida della Federazione Speleologica Europea (FSE), diffondendosi nel tempo in diversi Paesi del Mondo. Ogni anno i singoli Paesi scelgono di divulgare informazioni scientifiche e curiosità su un organismo che caratterizza il sottosuolo del proprio territorio, con l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico e le istituzioni sull’importanza degli ecosistemi sotterranei e degli animali che vi abitano.

Per il 2020 la Società ha scelto di concentrarsi sul simpatico diplopode Plectogona sanfilippoi, proprio per la sua importante funzione ecologica di decompositore, che ben rappresenta l’interconessione tra i vari ecosistemi e l’urgenza di tutelare la biodiversità e quindi proteggere anche gli organismi più fragili e “invisibili” ai più. “A protezione della fauna delle grotte ci sono in effetti degli strumenti normativi, come ad esempio la Direttiva Habitat (92/43/CE), ma si rivelano insufficienti e di scarsa efficacia. Oggi gli studiosi dispongono di strumenti scientifici anche sofisticati come telerilevamento per l’uso del suolo, DNA ambientale per confermare la presenza delle specie cavernicole, studi di vulnerabilità degli acquiferi. Ma il loro utilizzo è limitato, e non è una questione di mezzi e tecniche, ma di educazione e cultura. Ecco che l’educazione nelle scuole, la divulgazione scientifica attraverso i media specializzati e non, adesso i webinar, accanto al rispetto delle regole cui educhiamo gli speleologi durante i corsi, sono l’unica via percorribile per fare la differenza”, ha dichiarato Vincenzo Martimucci, presidente della Società Speleologica Italiana.

Plectogona sanfilippoi, il “millepiedi spazzino”, chiamato così in onore del naturalista genovese Nino Sanfilippo (1922-1994), è presente in 4 grotte del Piemonte, due delle quali molto conosciute e turistiche, ovvero la Grotta di Bossea e la Grotta del Caudano. Il genere Plectogona, con almeno 7 specie note, è il più diffuso nelle cavità sotterranee delle Alpi Liguri e Marittime nel territorio piemontese.

Queste specie hanno spesso un’andatura veloce che mette in evidenza il caratteristico movimento ondulatorio delle zampe, con impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore. È un animale depigmentato, quasi trasparente, con occhi non più funzionali, ridotti a piccole aree triangolari ai lati del capo; l’aspetto generale e l’allungamento delle antenne e delle zampe sono caratteri riferibili alla sua specializzazione alla vita sotterranea. Si tratta di un organismo saprofago onnivoro, che si nutre di qualunque residuo organico, risultando fondamentale nei processi di decomposizione e quindi nel riciclo della sostanza organica: un vero e proprio “spazzino” del sottosuolo.

Articoli correlati