DDI, il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso. Le reazioni

Dura replica dell’associazione “Scuole diffuse in Puglia”: “La scuola è finita”

 

Non si è fatta attendere la risposta dell’associazione “Scuole diffuse in Puglia”, che in una nota commenta la sentenza del Consiglio di Stato che ha decretato la legittimità dell’ordinanza della Regione Puglia n.121, già confermata dal ricorso al Tar.

«Apprendiamo del rigetto da parte della Consiglio di Stato del nostro ricorso contro l’ultima ordinanza della Regione Puglia, la 121 che conferma il diritto alla didattica a scelta da parte delle famiglie – spiega la presidente Terry Marinuzzi – Il Consiglio di Stato ha ritenuto che “la deroga regionale configuri una solo parziale deviazione rispetto ai principi del D.L. n. 52/2021, introducendo una facolta?, per ciascuna famiglia, di scegliere tra la didattica in presenza e la DDI”. Il Consiglio di Stato ha ritenuto, in conclusione, che “la previsione opzionale offerta a ciascuna famiglia renda conforme alla necessaria proporzionalita? la misura derogatoria”.

E allora per tutti i ragazzi bullizzati perché le loro famiglie hanno scelto la presenza, per tutti i minori che, nel silenzio delle Istituzioni, si sono persi, per tutti i bambini e le bambine, le ragazze ed i ragazzi che vittime di violenza tra le mura domestiche speravano nelle ultime settimane di poter tornare a Scuola per lanciare un grido di aiuto, possiamo solo dire che “la scuola è finita”.

Ora tocca alle Istituzioni tutte, colpevolmente rimaste in silenzio, colmare quel vuoto e garantire i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in via diretta.

Da parte nostra la Comunità di “Scuole diffuse in Puglia” con tutte le Associazioni, i Comitati, i docenti, i pedagogisti, i genitori che in questi lunghi mesi hanno promosso un’idea Umana di Scuola, oggi che anche il Ministro Bianchi nelle sue ultime dichiarazioni pubbliche elogia la DAD annunciandone l’utilizzo in via strutturale dal prossimo Settembre, continuerà a farsi carico del disagio di ogni minore che non sarà messo nelle condizioni più opportune per frequentare in una classe a norma con altri suoi pari, a supportare ogni famiglia che si sentirà rifiutata dalla Comunità scolastica per aver mostrato la necessità per i propri figli di fare Scuola a scuola, a difendere il diritto non esercitato da un terzo degli adolescenti pugliesi che quest’anno non ha seguito un solo giorno le lezioni da casa e che ha abbandonato, irrimediabilmente, la Scuola.

Da cittadine e cittadini democratici non possiamo che accettare il pronunciamento dei tribunali amministrativi, da uomini e donne impegnate per il Bene Comune continueremo ad affermare il diritto universale all’Istruzione sancito nei dettami costituzionali e impresso nella coscienza collettiva all’origine della nostra Civiltà. Anche in Pandemia».

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