
A Belém i negoziati sono agli sgoccioli. Il 21 novembre, infatti, si chiude la Cop30 in Brasile e alle porte dell’Amazzonia si continua a dialogare per arrivare a degli impegni concreti sul clima
Ultime, decisive ore. A Belém si prova a raggiungere qualche risultato concreto. E per spingere i negoziati, alla Cop30 torna in scena il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva
Lo fa invitando i leader globali a porsi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e promuovendo una Roadmap, una proposta brasiliana che definisce piani d’azione e obiettivi concreti per ridurre l’uso globale di combustibili fossili. “Tutti devono essere consapevoli delle proprie responsabilità. Per questo motivo abbiamo introdotto la Roadmap. Dobbiamo dimostrare alla società che facciamo sul serio, senza imporre nulla a nessuno, senza stabilire scadenze. Ogni Paese ha la sovranità di determinare cosa può fare entro i propri tempi e le proprie capacità, ma noi dobbiamo dimostrare serietà”.

In attesa dell’esito e degli impegni concreti, Lula ha però voluto celebrare una sua personale “vittoria”, focalizzando l’attenzione sul luogo scelto per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. E ha ribadito la scelta simbolica di Belém, in assonanza con un altro luogo “storico”. “Per noi era molto importante mostrare l’Amazzonia per come è veramente e radicarla nella mente delle persone di tutto il mondo. Sono certo che ora le persone sappiano che non esiste solo la città di Bethlehem, dove nacque Gesù, ma anche Belém do Pará, la Belém del popolo brasiliano, straordinariamente caloroso, accogliente e generoso”.
Il TFFF
C’è però qualche iniziativa che sta già ottenendo risultati: è il Tropical Forest Forever Facility (TFFF). La Ministra dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici, Marina Silva, ha infatti evidenziato i progressi del Fondo lanciato dal Brasile: “Siamo lieti di ricevere l’annuncio della Germania del suo contributo. Questo contributo, pari a circa 1 miliardo di euro per il TFFF, è il risultato di sforzi continui e dimostra che questo strumento di finanziamento globale è molto ben progettato, molto ben strutturato e sta iniziando a dare risultati”.
Il TFFF stabilisce un nuovo modello di finanziamento per il clima: i paesi che preservano le foreste tropicali saranno compensati finanziariamente attraverso un fondo di investimento globale. Gli investitori, a loro volta, recuperano le risorse investite, con rendimenti allineati ai tassi medi di mercato. In pratica, il fondo crea una nuova economia basata sulla conservazione, trasformando le foreste esistenti in una fonte di sviluppo sociale ed economico.
Friday for Future
E’ una Cop30 che guarda al futuro e le nuove generazioni sono particolarmente coinvolte. Due attiviste di Fridays for Future Italia, ad esempio, scelte dal movimento per seguire la COP30 sono in presenza a Belem.
Molti i temi scottanti per cui il movimento si unisce alla pressione delle organizzazioni della società civile da tutto il mondo organizzata dal contro summit in contemporanea all’università di Belem. Per questo Friday for Future chiede ai paesi partecipanti alla COP30 di i”mpegnarsi a raggiungere una decisione finale per un percorso che porti all’eliminazione totale dei combustibili fossili. La formula di ‘transizione’ della COP28 e la semplice ‘eliminazione graduale del carbone’ della COP26 non sono più accettabili”.
Si chiede, inoltre, che vengano gettate “le basi per un nuovo accordo che vada oltre l’Accordo di Parigi e risponda alle sfide del nuovo contesto climatico e politico globale, in modo da scongiurare il pericolo di superare in modo permanente il limite di aumento della temperatura di 1,5 °C”.
Il WWF guarda oltre
Anche il WWF si muove e guarda oltre. A pochi giorni dalla conclusione della COP30 in Brasile, l’incontro “Clima di Cambiamento. La sfida dei giovani alla COP30” organizzato da WWF Italia con la partecipazione di Save the Children, Mediterranea e Oxfam offrirà uno spazio di riflessione condivisa sulle implicazioni delle crisi climatica e sociale, con particolare attenzione al ruolo delle nuove generazioni, tra le più esposte agli impatti globali e al tempo stesso protagoniste imprescindibili del cambiamento. L’appuntamento sarà lunedì 24 novembre, dalle 18.00 a 20.00, alla redazione di Scomodo in via Carlo Emanuele I, 26 a Roma.
Interverranno giovani under 35, rappresentanti di ognuna delle quattro organizzazioni per offrire una lettura integrata delle principali sfide che caratterizzano l’attuale contesto globale.
Durante l’incontro saranno affrontati temi cruciali e interconnessi: dal superamento dei limiti planetari e l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi, alle ripercussioni del cambiamento climatico sui diritti e sulle prospettive delle nuove generazioni. Si discuterà, inoltre, dei nessi tra crisi ambientale e fenomeni migratori e delle dimensioni della giustizia climatica, incluse quelle legate alle disparità di genere. I diversi contributi mostreranno un quadro integrato in cui ambiente, diritti e giustizia sociale non vengono affrontati come ambiti separati, ma come parti di una stessa sfida e di altrettante soluzioni condivise.


