Cop29: a Baku si discute di emissioni e finanza climatica

È iniziata a Baku, in Azerbaigian, la COP29. Si tratta della 29esima Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite con il focus sulla finanza climatica globale. Per undici giorni, in programma negoziati, vertici e incontri

 

Durante l’Angelus domenicale, un pensiero è arrivato anche dal Papa. Il Pontefice ha espresso l’augurio che il vertice possa dare “un contributo efficace per la tutela della nostra casa comune”. E c’è davvero da sperare nei positivi effetti della 29esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. A Baku, in Azerbaigian, ha infatti preso il via la Cop29: per undici giorni si vivranno dei negoziati incentrati sul taglio alle emissioni e sui finanziamenti economici da destinare ai Paesi in via di sviluppo.

Dalle promesse ai fatti

A tenere a battesimo l’evento sono state le proteste di vari attivisti, intervenuti per chiedere una giustizia climatica e un cessate il fuoco a Gaza. Hanno anche puntato il dito contro “la retorica, gli appelli urgenti e le promesse di cooperazione” che contrastano con uno “sfondo di cambiamenti politici sismici, guerre globali e difficoltà economiche”. In sostanza: basta con le promesse, sì ai fatti.

Un nuovo target

Stavolta sarà necessario trovare un accordo sulla definizione di un nuovo obiettivo per la finanza climatica, l’Ncqg, New Collective Quantified Goal. Si valuterà, in sostanza, il finanziamento annuale che viene destinato dai Paesi più ricchi per gli aiuti ai paesi vulnerabili contro gli effetti del cambiamento climatico. L’obiettivo dei più ottimisti è quello di superare i 100 miliardi di dollari, quota fissata alla Cop16 di Copenaghen nel 2009 per il periodo 2010-2025. Ma non solo: va definito anche un nuovo target e un nuovo modello di finanziamento, che spazi da risorse pubbliche ai finanziamenti attraverso le Banche Multilaterali di Sviluppo, fino ai contributi del settore privato.

Gli analisti ed esperti, in realtà, si dividono. Per una schiera questa sarà una Cop29 interlocutoria, aspettando il summit più rilevante del prossimo anno, in Brasile, nel quale dovranno essere aggiornati gli impegni di de-carbonizzazione. La teoria contraria si oppone a questa impostazione e, anzi, ritiene l’accordo di Baku sul fondo per gli aiuti fondamentale per molti Stati per definire i loro piani di riduzione delle emissioni.

Le minacce di Trump

Intanto, il vertice arriva a pochi giorni dalle elezioni americane e ad alimentare polemiche e apprensione, ci ha  pensato proprio il rieletto Donald Trump. Secondo una indiscrezione del Wall Street Journal, infatti, il presidente degli Usa replicherà la scelta fatta durante il primo insediamento alla Casa Bianca, uscendo dall’Accordo di Parigi, il trattato internazionale sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Trump andrebbe quindi a replicare la scelta già fatta nel 2017.

A provare a stemperare e ribadire l’impegno degli Stati Uniti nella lotta al cambiamento climatico nonostante ci ha pensato l’inviato per il clima di Washington, John Podesta, intervenuto in apertura dei colloqui della Cop29 in Azerbaigian. Podesta ha riconosciuto che la prossima Amministrazione “cercherà di fare un’inversione a U”, ma ha evidenziato il ruolo e l’impegno di “città, Stati e singoli cittadini degli Stati Uniti”.

Le temperature

E nella prima giornata non sono mancati altri allarmi. È “rosso” quello lanciato da Celeste Saulo, Segretario generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), che ha descritto ritmo del cambiamento climatico come “allarmante”, chiedendosi cosa vedrà “la prossima generazione”. “Le temperature sono solo una parte del quadro. I cambiamenti climatici si manifestano sotto i nostri occhi quasi quotidianamente sotto forma di fenomeni meteorologici estremi. Quest’anno abbiamo assistito a piogge e inondazioni da record e a terribili perdite di vite umane in molti Paesi”. Ed è per questo che ha ribadito l’impegno: “Certamente non rinunceremo all’obiettivo di 1,5 gradi, abbiamo la responsabilità di mantenerlo in cima alla nostra agenda”. La Cop29 è appena cominciata, ma sul tavolo ci sono tanti temi. Da negoziare.

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