Cernobbio, WWF: nucleare sicuro non esiste

Il nucleare può essere sostenibile?

“Occorre seria politica per la vera transizione energetica, la convocazione da parte del ministro Pichetto Fratin di una piattaforma di esperti sul nucleare cosiddetto sostenibile, una definizione di per sé insostenibile”

 

“L’Italia non può permettersi di perdere tempo e fondi per riaprire la discussione sul nucleare”. Non usa mezzi termini il WWF a margine delle dichiarazioni rilasciate durante l’incontro annuale degli industriali al Forum Ambrosetti di Cernobbio, dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin, che ha annunciato la convocazione di una piattaforma di esperti sul nucleare cosiddetto sostenibile e dopo le dichiarazioni ministro alle infrastrutture e vicepremier Salvini, il quale si diceva pronto anche a invadere le competenze non sue.

 Perché in Italia le rinnovabili non decollano

“Gli investimenti delle agenzie pubbliche sulla ricerca sul nucleare sono già molto ingenti e probabilmente superano largamente quelli sulla ricerca sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica, le vere energie del futuro, come tutti riconoscono; i problemi di sicurezza, delle scorie e di economicità della fissione nucleare non sono stati superati, la fusione nucleare non arriverà prima di 30 anni, cioè arriverà a transizione completata”: questo il commento del WWF, che in una nota riepiloga le debolezze del sistema-Italia nell’affrontare la questione della transizione energetica.

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Comunità energetiche rinnovabili, le grandi dimenticate

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha proposto la convocazione di una piattaforma di esperti sul nucleare cosiddetto sostenibile (Ph governo.it)

Un primo problema è la lentezza nell’acquisizione di capacità energetica – eolico e fotovoltaico anzitutto –  attraverso le rinnovabili, ben inferiore ai 9 GW annui e  malgrado il mondo corra nella direzione opposta consapevole dei vantaggi che le fonti green offrono. A chiedere un cambio di passo in Italia sono imprese e cittadini, ma con poco successo, afferma il WWF, che rilancia la questione delle comunità energetiche rinnovabili (“del decreto per renderle operative non si hanno notizie dal febbraio scorso, con varie scuse – pare a maggio fosse stato inviato all’indirizzo sbagliato a Bruxelles per l’ok sui finanziamenti europei – e la bozza di decreto sulle aree idonee, arrivata dopo un’attesa lunghissima, è scritta per rendere tali aree ingestibili”),che attualmente mette in seria difficoltà gli operatori interessati a chiedere permessi.

Superare l’uso del gas

Altro nodo strettamente collegato al precedente è l’uso massiccio del gas in Italia, adoperato come energia di transizione sostitutiva del carbone per attendere lo sviluppo delle rinnovabili,  ma che è la maggior fonte di gas serra per il nostro Paese. “L’uso del gas deve essere superato e la crisi climatica ci dice che questo deve avvenire rapidamente: invece in Italia si continua a investire e a pagare l’uso dei fossili, dalle navi rigassificatrici che pagheremo sino al 2043 e che già durante la crisi si sono dimostrate inutili, ai pesanti sussidi ambientalmente dannosi (22,4 miliardi di euro l’anno secondo il Catalogo dei sussidi ambientali 2022) e alla costosissima e fallimentare Cattura e Stoccaggio del Carbonio (CCS), su cui punta anche SNAM”.

 Italia, nucleare inaccettabile

WWF considera “inaccettabile” l’inserimento del settore nucleare tra gli ambiti tecnologici e le linee di azione prioritarie al 2030 nella proposta di aggiornamento del PNIEC, che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha recentemente trasmesso alla Commissione europea, specificando che esistono “grandi potenzialità” per l’Italia per contribuire al rilancio dell’energia nucleare in Europa e nel mondo e assegnando alle tecnologie nucleari  un ruolo importante nella transizione energetica verso la neutralità climatica. “Il WWF e le altre organizzazioni ambientaliste hanno già ampiamente dimostrato che il nucleare non conviene, è costoso e pericoloso continua la nota stampa -. In particolare, il WWF ha pubblicato un documento in cui risponde ai molti luoghi comuni messi in giro dalla propaganda nuclearista (Consultabile qui).

aree trivellazioni
Le zone idonee (in verde) e non idonee (in grigio)alle estrazioni di gas (Elaborazione ArcGis)

“Sui piccoli reattori di cui tanto si parla, per esempio, si evidenzia i prototipi attuali non hanno risolto, ma aggravano i problemi del nucleare, come diversi studi testimoniano: impianti di più contenute dimensioni non diminuiscono affatto la quantità complessiva dei rifiuti radioattivi prodotti che va rapportata alla capacità di generazione elettrica, ossia per sostituire ad esempio un EPR da 1.600 MW con gli SMR occorrerebbe realizzarne oltre 5.

Peraltro, i pochi impianti costruiti negli ultimi decenni nel continente europeo sono stati tutti fallimentari sul piano dei costi e dei tempi. La centrale di Olkiluoto 3, in Finlandia, era stata progettata nel 2000, i lavori sono iniziati nel 2005 e la prima produzione è iniziata nel marzo del 2022; il costo è stato di circa 9 miliardi di euro, invece dei 3,2 stimati all’inizio. Per la centrale di Hinkley Point C (…), nel Regno Unito, mentre già si annunciano i soliti ritardi, il costo è lievitato a 25-26 miliardi di sterline, il 50% in più del budget originario del 2016”.

 Uranio, spesa inutile

Ultimo problema sollevato dall’associazione del panda è quello dell’uranio. “Proprio nei mesi scorsi negli USA si è scoperto che le imprese statunitensi pagano circa 1 miliardo di dollari all’anno all’agenzia nucleare russa Rosatom e alle sue sussidiarie per comprare l’uranio arricchito. Un vincolo di dipendenza energetica di cui il nostro Paese, che dovrebbe già affrancarsi dal gas, non ha certo bisogno”.

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