Bando UE di due anni sui neonicotinoidi. Greenpeace: «Scelta giusta, ma non basta»

Le api sono le principali responsabili dell’impollinazione di centinaia di specie di piante, sia coltivate sia selvatiche: la mancata impollinazione potrebbe avere conseguenze serie sulla perdita di biodiversità.

Il declino delle api è solo uno dei sintomi di un sistema agricolo che, basato sull’uso intensivo di prodotti chimici (in particolare Bayer e Syngenta), ha fallito l’obiettivo di garantire una produzione abbondante, ma al contempo sostenibile per l’ambiente. La Commissione Europea vuole correre ai ripari: è stata presentata agli Stati membri  la proposta di sospendere per due anni l’uso di alcuni pesticidi particolarmente nocivi per le api. Si tratta di tre neonicotinoidi, utilizzati sulle colture di mais, colza, girasole e cotone (nella forma di sementi conciate), in formulazione granulare e in spray.

«La proposta della Commissione Europea – afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace – è un primo e positivo passo avanti per affrontare gli effetti nocivi dei pesticidi sulle api, ma non basta. Queste sostanze sono fonte di problemi per gli insetti impollinatori anche quando sono utilizzate in colture diverse da quelle menzionate dalla proposta della Commissione».

La proposta UE è già stata da tempo parzialmente recepita in Italia: un bando temporaneo vieta l’utilizzo dei neonicotinoidi per le sementi conciate. «Ora – conclude Ferrario – è necessario estendere il divieto anche all’uso in formulazione granulare e in spray».

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