
Donne e impresa: le aziende agricole sono sempre più al femminile, al Sud il +5% rispetto alla media nazionale
Aziende agricole sono sempre più gestite da donne.
Le quote rosa nell’imprenditoria agricola stanno acquistando sempre più rilievo già da qualche decennio, tanto che le aziende gestite da donne sono una tipologia imprenditoriale che impatta in maniera importante nell’area metropolitana milanese.
Sono 51.404 le attive, pari al 17,5% del totale. In Lombardia sono in totale 154.265 mentre in Italia se ne registrano 1.153.435 (dati 2015).
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E se al Nord la motivazione dello sviluppo delle aziende agricole al femminile rappresenta evidentemente una risposta alla mancanza di soluzioni occupazionali, nonché una strategia per conciliare lavoro e famiglia, al sud spesso si tratta di proseguire una tradizione familiare.
Le aziende agricole rosa nel 2015 hanno registrato un’ottima prestazione, con un aumento della propria base del 2,1%, dato superiore sia al totale milanese (+1,6%) sia alle aree territoriali di confronto, che pure hanno avuto performance di segno positivo (Lombardia +1%; Italia +0,4%).
Anche sul piano della natalità è stato significativo il contributo di questa compagine, con un quinto delle iscrizioni totali nell’area metropolitana e con un saldo positivo che sfiora le 1.400 unità.
Dal punto di vista organizzativo, le donne scelgono ancora in maggioranza la natura giuridica della ditta individuale (52%), ma rilevanti sono anche le forme societarie (in totale il 45,2%), in particolare le società di capitale, che rappresentano quasi un terzo del totale e che sono quelle cresciute di più rispetto al 2014 (+4,1%).
I numeri rosa nelle aziende agricole:
Dato ancor più significativo riguarda le aziende agricole, in forte ascesa. In Lombardia oggi sono 718 quelle guidate da donne e, dato molto interessante, il 12,4% delle imprese femminili milanesi ha in prevalenza soci/titolari under 30; il 17% è di nazionalità straniera.
Sono in aumento anche le giovani imprenditrici con una formazione rilevante, laureate o diplomate nel settore agrario, o addirittura diplomate in altri settori ma che ritornano alla terra.


