AquiLANA, zafferano e Montepulciano per tingere la lana

Valeria Gallese e la missione AquiLANA

La rivincita della lana del Gran Sasso: da scarto a risorsa nella bottega di Valeria Gallese

Valeria Gallese

 

Filiera etica e una tradizione centenaria che non si arresta. Valeria Gallese è un’imprenditrice della lana e ha scelto di abitare in un paesino di circa 1200 abitanti, Barisciano, ai piedi del Gran Sasso. E di fare un lavoro che le consente di coniugare passione e amore per il territorio. Questa è la storia di un Appennino che si promuove con tenacia a determinazione, e che lo fa grazie alla creatività delle donne. Valeria in estate, quando arrivano i turisti, apre la propria bottega a Santo Stefano di Sessanio, a 1250 metri di quota. Quando Valeria è arrivata da queste parti la lana non veniva più usata da molto tempo. I pastori, invece di venderla, dovevano pagare per smaltirla come rifiuto speciale. «Ho fatto il liceo scientifico, ho studiato Veterinaria. Dopo aver seguito un corso integrato professionalizzante sulla Gestione genetica del gregge, mi sono appassionata alle pecore e ho deciso di intraprendere quella che ora per me è una missione: contribuire a risollevare il mercato della lana». Oggi Valeria è arrivata a lavorare fino a 16 mila chili di lana all’anno.

I colori del Gran Sasso per la lana abruzzese

Produce berretti, sciarpe, scaldacollo, scaldamani, maglioni, mongolfiere e collane. Gioca con i colori, in uno uno stile semplice ed essenziale, molto curato e personalizzato. L’unicità sta nelle sfumature di colore, diverse per ogni capo. Per tingere la lana, Valeria usa i colori del Gran Sasso e dell’Abruzzo. Dalla ginestra ricava il giallo, dall’iperico il verde, per il blu si serve del guado, una pianta che veniva utilizzata dai pittori del Medioevo. Per ottenere il tortora, immerge la lana nel Montepulciano d’Abruzzo, il robusto vino rosso che si produce ai piedi del massiccio. Entrando nella bottega di Valeria si viene avvolti dal tripudio di colori e di profumi delle lane naturali, di pecore autoctone. Si è accolti, è proprio il caso di dirlo, da un caldo e colorato abbraccio. «Sono nata in città, ad Avezzano, sono venuta a vivere ai piedi del Gran Sasso nel 2008, subito prima del terremoto dell’Aquila. Sono dovuta tornare nella Marsica, appena possibile sono tornata qui, e per sei anni, fino al 2016, ho vissuto nei prefabbricati della Croce Rossa Italiana», ci racconta con grinta solare Valeria. 

AquiLANA e il legame profondo con il Parco nazionale del Gran Sasso

Barisciano e Santo Stefano di Sessanio. Entrambi i borghi sono legati a filo doppio alla lana. Di fronte a Barisciano, nella piana tra L’Aquila e Navelli, passa il Tratturo Magno, l’autostrada della transumanza abruzzese, che le greggi hanno percorso da e verso il Tavoliere di Puglia fin dal tempo dei Popoli Italici. Santo Stefano, dal 1579, è stata dominata per due secoli dai Medici di Firenze, che basavano la loro prosperità sull’arte della lana.

Consapevole del passato, Valeria nel 2016 apre la sua bottega nella centrale piazza medicea di Santo Stefano di Sessanio. Inizia ad acquistare le lane di famiglia appena tosate e, passo dopo passo, coinvolge col tempo in questa filiera etica e certificata anche altri pastori locali. Grazie alla fiducia meritata, oggi Valeria raccoglie le lane dal Gran Sasso al Tavoliere delle Puglie. Acquista quindi le lane dai pastori, garantendo il giusto valore commerciale, e le rivende ai turisti, agli amanti del filato e alle aziende tessili. In pratica, con grande professionalità e con spirito da sognatrice, ha centralizzato la vendita, ha garantito la qualità del prodotto, ha spuntato dei prezzi migliori. Manda le lane a lavare e filare a Biella, e quando torna le tinge e le lavora all’uncinetto.

Dal 2020, Valeria ha iniziato a collaborare con le cooperative Altopiano di Navelli e Oro Rosso, per riutilizzare nella tintura della lana gli scarti del raccolto dello zafferano dell’Aquila dop. Collabora con altre imprenditrici del tessile e artigiani, in tutta Italia, e con altri giovani imprenditori di Santo Stefano di Sessanio. Contagia e coinvolge tutti, impossibile dire di no al suo sorriso e al suo entusiasmo, fatto di sacrifici e impegno.

«Da quando ho fondato AquiLANA, in estate, quando Santo Stefano è piena di turisti, passo la maggior parte del tempo nella mia bottega. In inverno mi dedico maggiormente alla vendita on line. Ogni giorno amo vivere e far conoscere il mio territorio, a tratti aspro ma sempre autentico. In compagnia dei miei bimbi, dei mie cani pastore abruzzese, con la gente del posto. Sferruzzando a maglia», racconta Valeria. Una scelta di vita a dimensione d’uomo. Lodevole è il confronto rispettoso ed empatico di Valeria con i pastori locali, persone molto riservate e forgiate nella tempra dalle montagne del Gran Sasso.

Ma come avviene la raccolta della lana?

Valeria Gallese spiega che bisogna muoversi in maniera molto coscienziosa: è importante trovare degli allevatori con i quali si instauri un rapporto di fiducia e che condividano la sua missione, vale a dire vedere la lana come una materia prima che va valorizzata.  Le pecore devono essere tosate libere, cioè lasciate tra le gambe del tosatore senza essere legate. La lana deve essere raccolta non sporca e le postazioni di tosatura devono essere pulite.

Vivere la vita a colori, la filosofia di Valeria

Il laboratorio

Armonia, essenzialità, pragmatismo. «Nei colori trovo pace, serenità e buonumore», scrive spesso Valeria. La “bottega delle Meraviglie”, per noi visitatori è la definizione più adatta al mondo di AquiLANA. Fatto di rispetto per il prossimo e del territorio, di costruzione del bello, di principi etici e sociali includenti, di coerenza. «La mia nonna materna aveva un forno e produceva pane. Lasciava sempre il forno acceso, per dare alle persone che ne avevano bisogno la  possibilità di usarlo gratuitamente», ricorda Valeria mentre chiacchieriamo con lei. Essere perbene e credere nell’importanza di una rete di persone è evidentemente nel dna di Valeria.

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