Amianto: ONA parte civile in Umbria

421 controlli e ispezioni, 56 segnalazioni all’Asl di situazioni di rischio e 10 denunce penali. È questo il risultato in cifre di un’operazione del Corpo Forestale dello Stato dell’Umbria, nell’ambito di una serie di controlli su edifici ad uso agricolo, artigianale, industriale e zootecnico realizzati con materiali contenenti amianto, in tutto il territorio della regione.
In particolare, sono stati effettuati 320 controlli, nei comprensori di Perugia, Assisi, Città di Castello, Spoleto e dell’Altotevere. Al termine sono stati segnalati trentaquattro casi pericolosi all’Asl con sei denunce per abbandono o deposito incontrollato di rifiuti speciali, anche pericolosi, tra i quali eternit.

I restanti 101 controlli sono stati effettuati, invece, in provincia di Terni, con 22 casi segnalati e quattro denunce per gli stessi reati. Le segnalazioni riguardano capannoni fatiscenti, con le coperture eternit sbriciolate e per questo motivo altamente pericolose, perché le fibre sottilissime, respirate, causano gravi patologie asbesto correlate che portano al decesso.

Lo smaltimento dell’eternit, è compito delle amministrazioni comunali, cui ne è stata segnalata la presenza dalla Forestale; le ordinanze dei sindaci obbligano, a norma di legge, i diretti interessati a bonificare i siti; per chi non rispetta l’obbligo scatta la denuncia. Le denunce della Forestale, invece, riguardano le discariche abusive di materiale pericoloso. In entrambi i casi è imposta la rimozione attraverso ditte specializzate.

L’Associazione Osservatorio Nazionale Amianto ONLUS, nella persona del suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, rende noto che si costituirà parte civile nelle nei procedimenti che riguardano i casi di amianto.  Pertanto Bonanni tiene a informare quanti interessati che oltre alle persone che hanno sviluppato una malattia asbesto correlata (diagnosticata o conosciuta dopo il 1999), anche le persone sane residenti nelle  località inquinate dall’amianto possono chiedere un risarcimento dei danni esistenziali derivanti dal loro diritto alla salute, senza escludere che possano più chiedere ulteriore risarcimenti nel caso in cui sviluppassero delle patologie.

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