
L’Associazione H2IT interviene alla Camera dei Deputati e presenta le proposte per promuovere lo sviluppo dell’idrogeno
Dopo il report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, H2IT, Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, è intervenuta alla Camera dei deputati nel ciclo di audizioni della Commissione Attività Produttive, commercio, turismo in merito alla proposta sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
H2IT aggrega grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università che lavorano nel settore dell’idrogeno. Conta attualmente 54 soci che rappresentano tutta la catena del valore dell’idrogeno dalla produzione fino agli usi finali, comprendendo aziende che si occupano della logistica dell’idrogeno per il suo trasporto, distribuzione e stoccaggio, imprese che sviluppano le tecnologie quali elettrolizzatori e celle a combustibile, aziende della componentistica, imprese che sviluppano sistemi per l’utilizzo dell’idrogeno nei settori della mobilità, del residenziale della produzione di energia e dell’industria. Costituita nel 2005, H2IT si è posta di raggiungere gli obiettivi di stimolare la creazione dell’infrastruttura per l’uso dell’idrogeno, essere portavoce degli attori del settore e assicurare un ruolo di leadership per l’Italia nel mercato mondiale.
Il Presidente di H2IT Alberto Dossi ha mostrato le potenzialità di sviluppo di un settore che, se adeguatamente sostenuto, può creare importanti opportunità economiche e giocare un ruolo primario nel panorama europeo e internazionale. La Commissione Europea, infatti, identifica l’idrogeno come uno dei settori chiave e una delle catene del valore strategiche per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050. L’idrogeno è un vettore energetico che non genera emissioni di CO2 e, se prodotto da fonti rinnovabili attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua, è privo di emissioni sia carboniche che inquinanti anche nella sua produzione. E in questo processo di sviluppo e di ricerca l’Italia può e deve essere uno dei principali protagonisti, potendo contare sull’esperienza delle nostre aziende, dei centri di ricerca e delle Università.
All’interno del PNRR l’idrogeno è già presente in 3 delle 6 missioni: “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” ed “Istruzione e Ricerca”, ma in linea generale, secondo H2IT, il piano potrebbe essere potenziato negli aspetti di dettaglio riguardanti i progetti specifici e le risorse che andranno a finanziarli, nel chiarire le modalità di finanziamento di tali progetti e i prossimi passi per la loro implementazione.
Risulta importante ampliare l’azione del PNRR da ambiti specifici citati nello stesso ad azioni più ampie relative ai settori dell’industria e del trasporto pesanti, dell’integrazione di fonti rinnovabili e delle relative infrastrutture. Lo sviluppo di questa filiera richiede parallelamente l’implementazione di un quadro legislativo, normativo e autorizzativo abilitante senza il quale tali progetti non potrebbero compiersi.
Durante l’audizione, H2IT ha toccato alcuni punti chiave per quanto riguarda l’idrogeno e il PNRR. Tra questi la produzione, l’esigenza di una filiera che deve essere integrata, il quadro normativo, la ricerca e sviluppo, la mobilità e trasporto, la tecnologia, l’utilizzo dell’idrogeno nell’industria “hard-to-abate”.


