Basta zaffate nauseabonde ed olezzi improvvisi. La soluzione a queste problematiche, infatti, sarà presto a portata di naso per i comuni che si sviluppano sotto lo schiaffo di discariche o altre di fonti ad alto tasso di emissioni odorigene. Tutto questo grazie al progetto S.E.D. (Sistema Esperto di monitoraggio delle emissioni di sostanze odorigene da Discariche), una rete di ‘nasi elettronici’ collegata a stazioni meteo in grado di monitorare in tempo reale i cattivi odori percepibili in città, mapparli e classificarli per poi individuare e mettere in campo le misure necessarie. Interventi studiati ad hoc, quindi mirati e risolutivi.
Comune pilota del progetto è San Cesario di Lecce, spinto dall’esigenza di monitorare la qualità dell’aria vista la prossimità agli impianti di trattamento dei rifiuti e alla discarica del Comune di Cavallino. «Una discarica gestita in modo scorretto procura disagi ai cittadini la cui entità e il cui effetto sulla salute sono ancora difficilmente quantificabili», tuonava al riguardo il sindaco Andrea Romano. Il progetto è sviluppato e realizzato da un raggruppamento di imprese (Virtech Srl, Up Vision, Sei Consulting e Wicity) che ha come capofila la società di consulenza Virtech Srl, già autrice di altri innovativi strumenti come l’app Baby School vincitrice allo Smau di Milano 2014.
L’intervento è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso fondi FESR Regione Puglia 2007-2013 (Bando Apulian ICT Living Labs). A breve termine, l’intento del progetto sarà, quindi, quello misurare con metodo scientifico il disagio dei cittadini per l’inquinamento dell’aria causato dalle discariche, fornire alle amministrazioni pubbliche risposte in termini di percezione del territorio e perdita di biodiversità e dotare i gestori delle discariche di strumenti per migliorare e “mitigare” gli impatti. A lungo termine, invece, sarà quello di integrare i sensori per lo sviluppo di un sistema esperto che permetta di gestire in modo pro-attivo le discariche.
Entrando nel dettaglio, quindi, «S.E.D. è una piattaforma multicanale di nuova generazione – spiega Nicola Fiore, General Manager Virtech srl – nata per gestire i dati provenienti dalle reti di sensori (nasi elettronici e stazioni meteo) e quelli provenienti dalle segnalazioni dei cittadini e costruire una base di conoscenze a disposizione di cittadini, istituzioni, ricercatori e imprenditori per lo studio dell’impatto delle discariche sul territorio». A fare fronte comune dietro S.E.D. vi sono università, imprese, cittadini e pubblica amministrazione, tutti impegnati nella sperimentazione di nuove soluzioni per rispondere – efficacemente e fattivamente – alle esigenze del territorio.
L’App è stata presentata all’assessore alla Qualità del territorio della Regione Puglia Loredana Capone (seconda da sinistra)Un sistema aperto e spiccatamente “social” che si inserisce nel solco dell’eco-informatica. «Sosteniamo una scienza dei cittadini in cui ognuno di noi può partecipare ad accrescere le conoscenze collettive – spiega invece Alberto Basset, professore presso l’Università del Salento (LifeWatch), partner del progetto – e a indirizzare l’attenzione della ricerca scientifica. Il ruolo dei cittadini-scienziati è importante per controllare e monitorare lo stato di salute delle specie con cui condividiamo il nostro ambiente di vita e che possono segnalarci fattori di rischio, o tranquillizzarci sulla loro assenza». Le rilevazioni saranno consultabili in tempo reale attraverso il portale dedicato www.progettosed.it in grado di mettere in relazione i dati raccolti con tutte le variabili del caso.
Le criticità segnalate dai cittadini attraverso l’App dedicata, invece, consentiranno al Comune-pilota di monitorare il tasso di inquinamento nel territorio e intervenire nelle situazioni di maggiore disagio. «S.E.D. – si legge nel progetto -, avvalendosi dei servizi di e-Science dell’Infrastruttura Europea di ricerca su biodiversità ed ecosistemi LifeWatch e dell’expertise del Consorzio CETMA propone, da un lato, la realizzazione di una rete di sensori per il monitoraggio delle emissioni di sostanze odorigene nell’aria e la realizzazione di un’applicazione mobile per la raccolta dei dati dai cittadini; dall’altro, l’ideazione di una piattaforma web per l’integrazione e la fruizione dei dati, inclusi quelli sulla biodiversità raccolti attraverso la “scienza dei cittadini”». Insomma, l’informatica al servizio della qualità dell’ambiente e della vita.


