Sicurezza e sostenibilità, ecco l’isola ecologica per il porto di Lampedusa

Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente,Giuseppe Cannarile, comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa, Marco Paolilli, responsabile della rete di raccolta del COOU,alla presentazione dell’Isola ecologica

L’olio lubrificante usato è uno tra i rifiuti più pericolosi per l’ambiente: quattro chili di olio usato, il cambio di un’auto per intenderci, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche e causano la morte per asfissia della fauna e della flora sottostante. Nonostante ciò lo sversamento illecito degli oli è un fenomeno ancora troppo sottovalutato.

In occasione del passaggio della Goletta Verde a Lampedusa lo scorso 15 luglio, il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati – main partner della storica campagna estiva di Legambiente – ha voluto donare alle autorità locali un’isola ecologica all’interno della quale saranno posti un serbatoio da 500 litri per la raccolta dell’olio usato e un contenitore per la raccolta delle batterie esauste. Così nella nuova isola ecologica saranno conferiti almeno 1.000 litri l’anno di olio usato, che se venissero gettati in mare potrebbe inquinare una superfice d’acqua di 1.250.000 mq. «I tanti episodi di sversamenti di oli esausti che si consumano ogni anno nell’indifferenza totale confermano l’importanza di un presidio attento e costante del nostro mare anche sotto questo delicato aspetto», dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente

A Lampedusa, l’isola ecologica del porto che sarà attivata entro la fine della stagione balneare –  è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale e della Capitaneria di Porto; successivamente l’isola ecologica sarà adibita anche a punto di raccolta anche per il recupero delle batterie al piombo esauste.

In Sicilia solo il porto di Riposto (Catania) era già attrezzato al conferimento dell’olio usato. Sugli oltre 200 porti turistici italiani solo una trentina sono attrezzati per la raccolta dell’olio lubrificante usato con un’apposita “Isola del porto”, mentre tutti gli altri restano ancora scoperti.  «Si tratta di un grande passo in avanti in difesa dell’ambiente e del mare di Lampedusa al quale stiamo lavorando con le autorità locali – ha spiegato Marco Paolilli, responsabile della rete di raccolta del COOU -. Non dimentichiamo che anche una piccola imbarcazione produce una quantità tale di olio usato che, se gettato in mare, inquina irrimediabilmente l’ambiente».

Il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini

E’ un progetto che così si inserisce a pieno titolo nelle politiche di tutela e valorizzazione ambientale già avviate dal Comune di Lampedusa e Linosa.

«Ora speriamo che la Regione approvi al più presto il Piano rifiuti portuale in modo da consentirci di proseguire sulla strada della maggiore tutela ambientale dell’isola» , dichiara Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa. «Si tratta di un tassello importante, che si aggiunge alle tante attività già avviate e portate avanti a Lampedusa, prima fra tutte la difesa e valorizzazione della Riserva naturale, per portare avanti con efficacia politiche e progettualità innovative e sostenibili che possono rappresentare un volano di sviluppo economico solido e duraturo».

 

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