Non si finisce mai di imparare a proposito della Valle d’Itria, e l’agile volumetto La Valle d’Itria da scoprire, a firma di Maria Teresa Acquaviva ne è la dimostrazione. Infatti alle sempre suggestive notizie su quello che è uno dei luoghi più belli d’Italia (ad esempio i nomi e le origini dei paesi che insistono su quella che viene chiamata “La Murgia dei trulli”) si aggiungono accurate schede su Locorotondo e Cisternino contrassegnati dal marchio “I Borghi più belli d’Italia”, Martina Franca, indiscussa meta del barocco pugliese, e Alberobello, capitale dei trulli e Patrimonio Unesco.
Zoom sulle contrade – La parte più originale è però data dalle amorose ricognizioni sulle contrade, una peculiarità della zona, di cui vengono ricostruiti origini, sviluppi e significato sociale. La mappa delle contrade viene ricostruita puntigliosamente e con una mole di informazioni storiche, artistiche, sociologiche tali, tuttavia, da non risultare assolutamente indigeste al turista o anche al semplice curioso in vena di una gita domenicale tra ulivi, trulli, palmenti e tratturi. Forse è questa la caratteristica più interessante di questo lavoro, che definire “guida turistica” è troppo riduttivo: poche pagine – accompagnate peraltro dalle foto di alcuni dei più conosciuti fotografi della zona, che hanno fissato nei loro scatti non solo le bellezze paesaggistiche ma la sostanza “umana” di quei luoghi – sapientemente costruite in modo da suscitare la curiosità e al tempo stesso fare conoscere correttamente la terra dei trulli. A proposito di trulli, l’autrice con dovizia di particolari racconta perchè sono nati, come sono composti, quali funzioni hanno avuto e hanno ancora e li definisce “un modello edilizio ecocompatibile per il materiale edile utilizzato, la pietra, che garantisce una confortevole inerzia termica nella modalità in cui viene assemblata”.
Sapori e saperi della valle d’Itria – Ma se questo volumetto fosse solo una ricognizione delle bellezze paesaggistiche della Murgia dei trulli non si discosterebbe dai tanti altri opuscoli che raccontano la Valle d’Itria. Qui si guarda anche alle persone che la abitano, a quelle donne che con senso dell’ospitalità lavano ogni giorno non solo casa loro ma anche il tratto di strada antistante la loro abitazione, a quegli uomini che col latte di calce imbiancano ogni anno le pareti interne ed esterne di trulli e case, a quegli artigiani che con pazienza cercano di tramandare lavori ormai in “crisi di vocazioni”; c’è spazio per le sagre, per gli eventi, insomma colori e sapori si incontrano lungo gli itinerari proposti. Qua e là affiorano garbatamente anche considerazioni sulle potenzialità turistiche dei paesi trattati, affidate più a una politica di marketing territoriale che a un’eredità culturale.
Un prodotto multimediale – Ma c’è dell’altro. La Valle d’Itria da scoprire nasce dalla sinergia tra le associazioni Pandora e Valleditria.it e vede la collaborazione di numerosi esperti e conoscitori della zona; si presenta in due versioni – italiano e inglese – proprio per divulgare sul mercato internazionale il “prodotto Valle d’Itria” , e – questa è la vera novità – è un testo multimediale, perchè grazie al codice a barre QR code è possibile visionare su smartphone e e telefoni cellulari dei filmati (a cura di Graziana Semeraro) relativi ad alcuni contenuti trattati: così l’amante dell’archeologia potrà tuffarsi sia pur virtualmente nell’area della Chiesa di san Nicola a Cisternino; chi sui trulli vuole saperne ancora di più può scoprire come nasce oggi una chianca da trullo; chi desidera una sosta gastronomica potrà imparare come nascono burrate e mozzarelle, in attesa di poterle gustare dal vivo magari davanti a un bel trullo o all’ombra di un ulivo secolare, uno dei tanti che rendono unica la valle omonima da cui è possibile guardare l’Adriatico in lontananza.
Maria Teresa Acquaviva, La Valle d’Itria da scoprire, Pandora ed. ,2013, pagg.66 € 8,00 (versione italiana) €10,00 (versione inglese)


