
Dal 2014 ad oggi ci sono stati pochi passi in avanti per il progetto di ricucitura verde che, tra piazza Santa Chiara, il giardino d’Aragona e piazza Massari, potrebbe regalare a Bari un parco urbano pedonale a ridosso del Castello Svevo
L’intervento rientra nel Piano triennale delle Opere pubbliche 2026-28 (da 395.138.835 euro per il 2026) approvato in Consiglio comunale lo scorso 24 febbraio ma attende l’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione del più ampio progetto “Porto e città: il parco del Castello” in fase di concertazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
E’ tuttavia iniziata la riqualificazione delle aree verdi sul lungomare De Tullio, primo stralcio del macro-progetto “Porto e città: Il parco del Castello”, finanziato (lato Comune) con 26.500.000 euro di risorse del FSC 2021-2027, per gli anni dal 2025 al 2029. Nell’ambito del più ampio progetto del Parco del Castello, la giunta comunale ha dato il via libera a interventi di messa in sicurezza di una porzione dell’area verde di Corso De Tullio, per un importo complessivo di 190mila euro.

I lavori, avviati lo scorso luglio, avevano come obiettivo la riqualificazione di 5.292 metri quadri per aprire al pubblico la porzione trasferita dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche al Comune di Bari con l’obiettivo di restituirla alla fruizione pubblica. “Si tratta – aveva detto il sindaco Vito Leccese nel corso di un sopralluogo – di un primo, importante risultato, per il quale ringrazio gli amici del Comitato cittadino, un tempo animato dall’indimenticabile Arturo Cucciolla, che da anni si battono affinché quell’area di Bari vecchia venga riconnessa al mare attraverso un articolato progetto di valorizzazione e tutela ambientale”.
Nel frattempo si è aperto il nodo idrogeologico relativo alla fattibilità di alcune opere legate al progetto. Si temono ripercussioni idriche e possibili allagamenti nella città vecchia. La Cattedrale con la sua Cripta dista appena 150 metri. L’opera, come ha spiegato ad Ambient&Ambienti il geologo prof. Giuseppe Spilotro, “costituirà uno sbarramento all’attuale deflusso della falda sotterranea verso il mare”.
Leggi qui il suo intervento: Bari, il Parco del Castello: sistemi complessi e culture parziali
Step 1: il Comitato del Parco chiede patti chiari con l’Autorità Portuale
“Vorremmo una decisione ufficiale, non più discutibile, sul fatto che l’Autorità Portuale conceda al Comune di Bari un tratto di area carrabile all’interno del porto. Questo è il punto che vorremmo vedere dichiarato non solo a parole, come è sempre stato dal 2017 ad oggi, ma con un atto formale. Poi che si realizzi il passaggio di questa arteria in trincea, con una sopraelevata o che si ritorni alla nostra ipotesi iniziale di passaggio in superficie, non tocca a noi deciderlo. A noi interessa solo avere la conferma che ci sia la possibilità di spostare la strada in area portuale”.
Il Comitato Parco del Castello di Bari, attraverso il suo presidente Andrea Guarnieri, aspetta chiarezza sul destino di un’opera per troppo tempo rimandata che non solo darebbe corpo a un progetto datato 2014 ma assicurerebbe finalmente vivibilità ad un’area strategica (oltre che turistica) del centro storico oggi in “stato di degrado elevato” e regalerebbe alla città una ricucitura verde lungo la costa. Ecco cosa ha detto Guarnieri ad Ambient&Ambienti.
Due settimane fa il Comitato Parco del Castello di Bari ha partecipato a un incontro con l’Amministrazione comunale. Cosa è emerso?
Premesso che lamentiamo il fatto di non essere aggiornati sull’evoluzione delle varie situazioni che riguardano il Parco, abbiamo appreso degli incontri tra Comune e Autorità Portuale e che è stata incaricata un’impresa di fare sondaggi geologici sulla falda. Dall’incontro non sono emerse novità concrete, perché in sostanza siamo in attesa della decisione finale dell’Autorità portuale.
Ovvero?
E’ emerso che nel tempo ci sono state resistenze soprattutto da parte dei tecnici dell’Autorità portuale ma ora sembra che queste posizioni si siano in qualche maniera smussate, e si stia tornando verso l’idea iniziale.
La strada della discordia
Il nodo centrale è una strada.
Il Parco del Castello, così come lo abbiamo disegnato, progettato, consegnato e regalato al Comune, prevede come primo step, fondamentale per la realizzazione del Parco, lo spostamento di un tratto di Corso De Tullio in area portuale. Con precisione, si tratta di quel tratto di strada di circa 200 metri che dalla Vecchia Dogana va fino al Palazzo della Finanza e al Giardino Isabella d’Aragona: va spostato in area portuale per permettere la realizzazione di questo grande parco, integrando le varie zone di verde esistenti e realizzandone di nuove. Ne consegue che, punto fondamentale, sia l’accordo con l’Autorità Portuale per spostare la strada dentro la sua area di pertinenza. Questo accordo, raggiunto nel 2017 ha subito alti e bassi e i bassi corrispondono al rifiuto di proseguire per esigenze del porto.
Come mai il cambio di passo?
All’improvviso e senza il nostro coinvolgimento, alla fine del 2020, il Comune e l’Autorità portuale, in pompa magna, presentarono un mega-progetto da 55 milioni di euro che doveva coinvolgere porto e Comune per la realizzazione del parco. Per l’occasione vennero due ministri a Bari. Scomposto in due sottoprogetti, uno di competenza portuale e uno comunale, è stato finanziato nel 2022: in totale 29 milioni di euro lato porto, circa 26 milioni dai Fondi di coesione regionali lato Comune. Ma questa parte ha avuto ritardi. Pur se ammissibile, l’approvazione del sotto progetto 2 è stata rimandata alla fine del 2025, quando la Presidente del Consiglio venendo a Bari ha erogato i fondi di coesione che comprendono in maniera esplicita i 26 milioni per il Parco del Castello. E questo sembrava la svolta di tutto. Così però non è stato perchènel frattempo il Porto aveva già speso i suoi 29 milioni per altre opere, non essendo arrivato il finanziamento del Comune.
Un bastone tra le ruote che ha fermato tutto. In pratica i due sottoprogetti non erano più compatibili tra loro.
Interagendo con il sindaco Vito Leccese, abbiamo saputo che stava interloquendo con il nuovo presidente dell’Autorità portuale, per riprendere il discorso. Da allora è passato tutto il 2025. Dai giornali abbiamo ora appreso che il Comune ha assegnato a una ditta specializzata l’incarico di effettuare sondaggi in area portuale, per vedere lo stato della falda. A questo punto abbiamo chiesto di aggiornarci e siamo arrivati all’incontro di due settimane fa.
Il punto ora è la trincea?

Il progetto che è stato approvato e finanziato prevedeva la realizzazione di questa trincea in area portuale per raccogliere e convogliare lì il traffico sia portuale che cittadino, abbassando il livello della strada di 3-5 metri, per permettere il passaggio agevole dei visitatori, delle persone, che dal parco debbano e vogliano scendere sulla banchina e quindi raggiungere quell’area che il porto aveva deciso di aprire alla città. Per verificare che questa sia una soluzione tecnicamente fattibile, sono stati avviati questi sondaggi per capire esattamente dove passa la falda, quale sia la portata, se la soluzione possa essere conforme al progetto o se occorra una variante.
In questo momento quindi non è una questione finanziaria ma di progetto?
Da quello che ci ha detto l’assessore, sono stati impegnati i primi 700 mila euro per i lavori nel giardino ex Provveditorato. Ma ora, se non si risolve il problema dello spostamento della strada, non si può fare nulla. E il Parco del Castello resta nei desideri.
L’esito di questi sondaggi idrologici che devono verificare se la trincea può funzionare o se si rischia di allagare il centro storico.
Di base la fattibilità teorica c’è, posto che il progetto è stato redatto dai tecnici dell’Autorità portuale e dai tecnici del Comune di Bari e ha superato tutte le fasi di ammissibilità e di verifica a livello ministeriale. Ma il punto è un altro. Noi vorremmo arrivare a una decisione ufficiale sul fatto che l’Autorità portuale conceda un tratto della sua area carrabile all’interno del porto al Comune di Bari. A noi interessa che ci sia la possibilità di spostare la strada. Poi i tecnici decideranno come procedere ma a noi interessa poco. Aspettiamo un punto fermo: che il Porto accetti e sottoscriva di realizzare un passaggio veicolare all’interno dell’Autorità portuale. Basterebbe questo: sapere se si può procedere per rendere fruibile e gradevole tutta l’area intorno al castello, che oggi versa in una situazione di degrado elevato.
Leggi Parco del Castello collegato al Porto di Bari: è il progetto giusto?


