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Xylella: Emiliano su sequestro ulivi

05/11/2012 Bari, Primarie del PD, con il sud ricostruiamo l'italia, nella foto Michele Emiliano sindaco di Bari e presidente del Pd Puglia

Michele Emiliano

La Procura di Lecce ha notificato un provvedimento di sequestro di tutti gli ulivi colpiti da Xylella fastidiosa e non, che avrebbero dovuto essere eradicati.

Il documento, firmato dal procuratore Cataldo Motta e dai pm Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci, blocca di fatto, il prosieguo dell’eradicazione delle piante in Salento.

«La notizia del provvedimento di sequestro da parte della Procura della Repubblica di Lecce è arrivata come una liberazione – ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -. Finalmente avremo a disposizione dati tecnici ed investigativi per discutere con l’Unione Europea della strategia finora attuata per contrastare la Xylella, fondata essenzialmente sull’eradicazione di massa di alberi malati e sani».

A conclusione delle indagini compiute dagli uomini del Corpo forestale dello Stato, i magistrati leccesi, inoltre, hanno notificato dieci avvisi di garanzia a quanti hanno ricevuto l’incarico di occuparsi dell’emergenza Xylella. Tra gli indagati il commissario straordinario Giuseppe Silletti, comandante del Corpo forestale dello Stato, di Puglia.

«In questi mesi la Regione Puglia ha sempre ribadito alla Procura della repubblica di Lecce la sua disponibilità a fornire collaborazione alle indagini in corso – ha continuato Emiliano -. E anche oggi ribadisco questa disponibilità assieme alla piena fiducia negli uffici giudiziari leccesi».

La malattia che ha colpito i nostri ulivi sembra, ormai, insediata «e non può più essere totalmente debellata», ha detto il governatore. «Da domani si ricomincia una nuova storia nella quale la ricerca di una cura che guarisca la malattia e ne rallenti l’espansione diventa centrale. Questa è la ragione per la quale abbiamo dato vita in Puglia alla task force per la ricerca sulla Xylella, finanziandola con diversi milioni di euro».

Oltre al comandante Silletti risultano indagati il dirigente dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia Silvio Schito, il suo predecessore Antonio Guario, nel frattempo andato in pensione, il dirigente del servizio Agricoltura della Regione Puglia Giuseppe D’Onghia, Giuseppe Blasi del Servizio fitosanitario nazionale, il dirigente dell’istituto Caramia di Locorotondo Vito Nicola Savino, Franco Nigro dell’Università di Bari, il responsabile dell’Istituto per la protezione delle piante del CNR Donato Boscia, la ricercatrice presso dello stesso istituto Maria e il ricercatore dello IAM di Valenzano Franco Valentini. Gli indagati, che facevano parte della task force regionale sono stati sospesi dall’incarico in attesa di chiarire la propria posizione.

I reati contestati sono diffusione colposa della malattia delle piante, violazione dolosa e colposa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale e ideologico commesso da pubblico ufficiale, getto pericoloso di cose, distruzione di bellezze naturali.

Il sequestro preventivo ordinato dalla Procura di Lecce riguarda sia “tutte le piante di ulivo interessate dalle operazioni di rimozione in esecuzione del Piano Silletti” e “da rimozione volontaria”, sia quelle ordinate dall’Osservatorio fitosanitario.
Una inchiesta parallela, per diffusione colposa di malattia delle piante, è stata aperta anche dalla Procura di Brindisi. Le indagini si concentrano soprattutto sulle modalità con cui sono state effettuate le eradicazioni.

«La Regione Puglia è persona offesa degli eventuali reati commessi e ai sensi dell’art. 90 del c.p.p. si riserva di indicare elementi di prova che possano contribuire all’accertamento della verità. In caso di rinvio a giudizio si costituirà parte civile nei confronti di tutti gli imputati» ha concluso Emiliano, che ha chiesto al procuratore della Repubblica Cataldo Motta di comunicargli eventuali notizie utili allo svolgimento della sua funzione.

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