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Villa De Grecis riconsegnata alla città di Bari

All'interno di Villa de Grecis gli affreschi sono di Nicola Colonna

Atmosfere ottocentesche da Fin de Siecle, giardini in cui i “bei motti” si confondono con la bellezza delle architetture, spazi dove il tempo ha lasciato le tracce di una storicità che sembra rinnovare promesse di grandezza futura. Questa l’atmosfera che prende chi, per avventura – e non solo – si trova a visitare Villa De Grecis che, dopo 200 anni, torna a rivivere uno spazio senza tempo, dove il futuro accade sempre nel rispetto della storia. E’ nuovamente lì a imporre la sua presenza, questa vecchia signora ricca di un fascino che, in seguito ai lavori di ristrutturazione, ha manifestato in tutta la sua eterea bellezza.

Villa de Grecis è sottoposta al vincolo di tutela della legge 1089/39 per i suoi pregi architettonici

Una storia prestigiosa e un esempio di architettura – Fondata nei primi anni dell’Ottocento dalla famiglia De Grecis, la villa è uno degli esempi più pregevoli ed eleganti di villa di campagna, poi divenuta villa-palazzo, esistenti nel territorio comunale di Bari. La tipologia edilizia da funzione produttiva agricola lascia spazio alle attività del tempo libero: il piano terra è destinato alle scuderie, al giardino ed ai relativi addetti alle manutenzioni; il piano superiore, invece, è destinato all’uso residenziale secondo la consueta suddivisione degli spazi fra zona giorno e zona notte. La dimora oggi si presenta costituita da un corpo di fabbrica a due piani dalla facciata tripartita, aggettante nella parte centrale e arretrata in quella posteriore, fasciata a piano terra da un liscio bugnato, ritmata da un portico sovrastato da un loggiato scandito da archi con un chiaro intento di unire elementi passati e recenti. Vi è il desiderio di far convivere elementi tipici del palazzetto medievale a quelli rinascimentali o a ricercate e accennate sperimentazioni art nouveau. Un incontro che era stato richiesto dal progettista e mantenuto poi dal gruppo tecnico che ha eseguito i lavori di restauro e destinazione dell’edificio a sala ricevimenti.

Il parco di Villa de Grecis custodisce esemplari di alberi e piante unici in Europa

Nuova vita nel rispetto della tradizione – Gli spazi sono ancora eclettici, nulla stride, tutto è coerente: dalla loggia al torrino in stile Fin de Siecle fino agli affreschi di Nicola Colonna (1862-1948). Sono proprio questi pregi architettonici che impongono e giustificano l’assoggettamento al vincolo di tutela della legge 1089/39. Alle consueta costruzione delle ville ottocentesche rientra il dialogo costante con la natura, che lo si percepisce appena si varca il cancello. «Il verde è arte, filosofia di vita, approccio all’esistenza, non solo un’intima passione», amava ripetere Antonio de Grecis, manager della famiglia  appassionato produttore di essenze di diversa specie e dimensione. È suo il merito dell’esclusivo giardino che rispecchia e rivela una lunga e appassionata tradizione familiare che si rinnova. Ad oggi i Vivai de Grecis custodiscono esemplari rari in tutta Europa. Un polmone verde in piena città: esemplari unici per dimensione e rigore delle forme (palmecee, Falso pepe, alberi di Giuda e cespugli di lecci). Un parco secolare dove la confusione urbana, che dista appena qualche chilometro dalla Villa, sembra fermarsi in una lunga sosta in cui a vivere sono soltanto le specie botaniche e il quieto e trasognato vivere al di là del tempo.

 

 

 

 

 

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