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Sull’efficienza energetica l’Unione Europea dice la sua

Entro il 2020, tutte le nuove costruzioni si prefigurano come “edifici a energia quasi zero”, ossia con impatto ambientale quasi nullo poiché alimentati da fonti rinnovabili. Priorità agli edifici pubblici, che dovranno garantire l’adempimento con 2 anni di anticipo, esser sottoposti a controlli regolari e affiggere in luogo ben visibile il proprio certificato di prestazione energetica. L’Unione Europea ha così deciso di incidere con una nuova legislazione sul tema focale dell’efficienza energetica in edilizia, votando un provvedimento in maggio con cui invita tutti gli Stati membri a recepirlo ed adeguarsi al più presto. La direttiva EPBD (Energy Performance Buildings Directive) punta a regolamentare il settore spingendo l’abbattimento delle emissioni di CO2 mediante la riduzione di circa il 30% dei consumi abitativi.

Parkhaus a Zwolle in Olanda, parcheggio con fotovoltaico integrato, progetto del 2003

Parkhaus a Zwolle in Olanda, parcheggio con fotovoltaico integrato, progetto del 2003

Gli edifici sono ritenuti responsabili del 40% del consumo globale di energia nell’Unione. Si stima che in Italia circa il 28% delle emissioni sia riconducibile a edifici residenziali, commerciali e uffici. In ciascun edificio, di media, il 78% dell’energia va al riscaldamento, il 15% per l’acqua calda, il 5% per cucina ed elettrodomestici e il 2% per l’illuminazione; mentre l’aria condizionata aumenta il consumo di un edificio fino a soglie del 25%.

Secondo alcuni recenti dati diffusi dall’Enea, l’Agenzia Nazionale per l’Energia, questi interventi potrebbero poi fornire un forte stimolo al comparto dell’edilizia e un buon incremento all’occupazione, nell’ordine di 150mila nuovi addetti e di un prodotto interno lordo di +0,6% nell’intero arco dell’intervento. Ad un recente convegno sul tema, Federcasa ha inoltre reso noto come un piano di riqualificazione che coinvolga intorno ai 40mila alloggi l’anno possa necessitare di quasi 1 miliardo di investimento annuo, portando benefici computabili sui 450 euro di risparmio in bolletta per le famiglie e sulle 4 tonnellate di anidride carbonica in meno per ogni nucleo abitativo.
Secondo la normativa, la prestazione energetica degli edifici dovrebbe essere calcolata in base ad una metodologia, differenziata a livello nazionale e regionale, che comprenda caratteristiche termiche, ma anche altri fattori come il tipo di impianto di riscaldamento e condizionamento, l’impiego di energia da fonti rinnovabili, gli elementi passivi di riscaldamento e raffrescamento, i sistemi di ombreggiamento, la qualità dell’aria interna, un’adeguata illuminazione naturale e le caratteristiche architettoniche intrinseche dell’edificio.

 

reparto di un negozio di elettrodomestici

reparto di un negozio di elettrodomestici

A partire da luglio 2014 non saranno più concessi incentivi per costruire o ristrutturare edifici non conformi e dal luglio 2017 gli Stati membri adegueranno i loro requisiti a quelli dettati dal metodo comparativo europeo che verrà stilato in Commissione entro fine anno. La certificazione energetica, obbligatoria dai 250mq, sarà infine ben visibile sugli annunci sia si vendita che di locazione. Da Bruxelles arrivano inoltre anche novità per quanto riguarda le classi di efficienza che aggiungono fino ad un massimo di tre segni “+ (più)” alla classe A degli elettrodomestici e inizieranno a identificare anche prodotti come infissi e finestre.

sala riunioni della Commissione Europea

sala riunioni della Commissione Europea

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