I vini migliori lo preferiscono all’omologo tappo in plastica. Perché è un materiale naturale, utilizzato dall’uomo sin dall’antichità: già i Fenici lo impiegavano per sigillare i recipienti contenenti il prezioso “nettare degli dei”. Stiamo parlando del sughero, oggi come non mai materia prima versatile in usi che spaziano dalla bioedilizia al design, all’abbigliamento e alle calzature.
La sua presenza nella vita di ogni giorno è data per scontata, eppure in quanti settori potrebbe essere valorizzato ma resta ancora ai margini! Uno spreco davvero se si pensa che il sughero è ricavato da una quercia sempreverde che, da ben 60 milioni di anni, cresce in maniera del tutto spontanea all’interno dell’area centro occidentale del bacino mediterraneo. In Italia le sugheriere sono diffuse in Sardegna, in particolare in Gallura dove la pianta svetta ancorata a rocce granitiche.
A guardare al sughero con occhi nuovi è senza dubbio – prima tra tutti – la bioedilizia. Dagli scarti dei turaccioli si producono pannelli e granulati per la realizzazione di intercapedini, sottopavimenti, sottotetto e sottotegola, per l’isolamento a cappotto interno ed esterno degli edifici. Il sughero è ottimo come isolante termo-acustico (ha un coefficiente di conducibilità pari a 0,043 W/mK) nonché materiale antisismico, senza rinunciare alla traspirabilità negli ambienti.
Anzi, ad esempio, nelle partizioni perimetrali delle abitazioni, garantisce un corretto isolamento e un elevato comfort termico, permettendo all’involucro di respirare ed evitando la formazione di condense.
E ancora: il sughero resiste bene all’usura, al fuoco, all’attacco di roditori ed insetti. Il costo dell’isolamento con questo tipo di prodotto va valutato considerando il risparmio energetico che otterremo negli anni successivi al montaggio. Le valutazioni di mercato propendono per circa € 20/mq (compreso di collante, rasante e iva).
Ma il sughero prende sempre più piede anche nell’arredo. Sedute e tavoli, sgabelli o tavolini d’appoggio: spesso realizzati partendo dagli scarti di lavorazione dell’industria dei tappi. Non manca in cucina, con fruttiere, sottopentola, tovagliette, taglieri, vassoi, mestoli. Una versatilità possibile grazie alle ottime proprietà isolanti e all’impermeabilità di questo materiale 100% riciclabile. Inoltre è assai elastico e leggero, per questo tanto amato dal bioarredo. É possibile trovare il pavimento naturale in sughero: composto da trivets, collegamenti in sughero che creano un decorativo effetto mosaico.
Applicazioni garantite anche nel settore tessile. Grazie ai tessuti in fibra di sughero si può sostituire la carta da parati, con il duplice risultato di isolare le stanze dall’umidità, dal caldo e dal
oltre che dal rumore. Alle finestre possono esserci tende di fibra di sughero, mentre in bagno si possono avere lavabi di sughero, dall’aspetto elegante e rustico insieme.
E poiché si tratta di un prodotto atossico e che non necessita di operazioni particolari, si potrà dire “addio” a dispendiosi trattamenti per preservare il mobilio, spesso zeppi di sostanze chimiche nocive per noi e per l’ambiente. Per iniziare ad usarlo basta guardarsi un po’ attorno: facile da reperire sia tramite il riciclaggio che direttamente dalle piante (e senza danneggiarle!), con applicazioni che aspettano solo il libero sfogo della vostra fantasia. Meglio di così?


