Sostenibilità. Italiani popolo di Prosumer?

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La figura del “Prosumer” è centrale nello scenario del mercato fotovoltaico residenziale in Italia, che ha registrato, infatti, negli ultimi anni un progressivo trend in crescita

Produttori e consumatori evoluti di energia, in Italia i prosumer sono sempre più numerosi. È quanto emerge dal sondaggio lanciato da ENGIE

 Dopo gli hippie degli anni 60, accomunati dal desiderio di pace nel mondo, gli yuppy degli anni 80, concentrati sulla ricerca della propria affermazione professionale, e i più recenti hipster, giovani con un interesse comune verso moda e cultura, vi è oggi la figura del ‘Prosumer’. Termine nato dalla crasi tra le parole inglesi producer e consumer, il prosumer identifica una persona molto attiva nella salvaguardia del pianeta che produce autonomamente energia rinnovabile per i propri consumi, immettendone l’eccesso in rete.

Secondo i dati del Politecnico di Milano, nel 2025, già un milione di italiani potrebbe scegliere di autoprodurre energia verde, magari mettendosi insieme in gruppi di produzione. I prosumer quindi sono una sorta di ordine sociale, specchio dell’era green & blue, che finalmente sta contagiando il mondo, perlomeno occidentale, e che in Italia è a tutti gli effetti un orientamento destinato ad affermarsi.

Prosumer, attenti all’ambiente e ai consumi sostenibili

ENGIE, gruppo energetico mondiale che ha l’ambizione di accelerare la transizione verso un’economia carbon neutral e impegnato in particolare nello sviluppo delle energie rinnovabili, ha esaminato più a fondo il profilo dei prosumer attraverso un sondaggio rivolto alla community Instagram.

Dal sondaggio emerge che il 52% del campione si ritiene molto green, tanto da pensare di installare sul tetto della propria abitazione un pannello fotovoltaico (93%) o da immaginarsi di condurre una vita totalmente plastic free. Esiste però una percentuale del 54% che dichiara di spostarsi in auto o in moto e oltre il 25% afferma di volersi rifornire da fonti di energia rinnovabile, purché, oltre a salvaguardare il pianeta, vi sia un risparmio anche in bolletta.

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Il Prosumer crede fermamente nell’innovazione tecnologica come chiave di svolta per contrastare i cambiamenti climatici

Secondo il 75% del campione, il Prosumer crede fermamente nell’innovazione tecnologica come chiave di svolta per contrastare i cambiamenti climatici e fa scelte consapevoli e informate anche in ambito moda e alimentazione: acquista infatti capi provenienti da origini organiche/vegetali o frutto di up-cycling, alimenti a Km 0, riducendo al minimo il consumo di alimenti di origine animale.

Il Prosumer utilizza acqua, condizionatore e riscaldamento con scrupolosa attenzione verso l’ambiente. Nativo digitale, o più semplicemente a favore delle innovazioni tecnologiche, vive la tecnologia come parte integrante del proprio quotidiano.

Che i Prosumer siano una categoria sociale destinata ad affermarsi lo conferma il sondaggio: ben il 65% dei rispondenti ha ammesso di sapere che cosa sia una comunità energetica (un insieme di prosumer che immettono nella rete elettrica pubblica l’energia in eccesso autoprodotta da pannelli fotovoltaici domestici; la comunità energetica è diventata realizzabile a norma di legge in Europa solo dal 2019 e in Italia dal 2020). Essere Prosumer non è pertanto una moda, ma è espressione di un interesse spontaneo, specifico e condiviso: quello della salvaguardia del Pianeta.

Fotovoltaico in ascesa

La figura del “Prosumer” è centrale nello scenario del mercato fotovoltaico residenziale in Italia, che ha registrato, infatti, negli ultimi anni un progressivo trend in crescita. Si stimano circa 60.000 impianti fotovoltaici sotto i 20 kWp l’anno sino al 2030. Inoltre, per effetto dei recenti provvedimenti governativi (meccanismo della Cessione del Credito applicato alla Detrazione del 50% – Bonus Casa – e superbonus110%), ci si attende un forte sviluppo nel biennio 2021-2022.

In un impianto fotovoltaico il Prosumer, oltre a autoconsumare l’energia solare prodotta e immettere in rete la parte rimanente, grazie ai sistemi di “storage” può aumentare il suo autoconsumo, “accumulando” l’energia e utilizzandola quando gli serve (di notte per esempio).

L’energia prodotta dall’impianto FV è energia 100% digitale ovvero monitorata, ottimizzata e capace di alimentare la Smart home, casa intelligente che comporta una riduzione degli sprechi e benessere sostenibile.

 

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