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Risparmio energetico, gli italiani lo vogliono in casa, ma…

L’Europa dichiara guerra allo spreco di energia e lo fa in maniera molto concreta, con un “pacchetto” Clima/Energia che accentua la posizione unilaterale dell’Europa. L’obiettivo è quello di ottenere una riduzione del 20% delle emissioni europee di CO2, che corrisponde a meno del 4% su scala globale, ma che sarebbe già un primo passo verso la certezza di una migliore vivibilità.

<p>guangzhou city, guangdong, china</p>

guangzhou city, guangdong, china

L’aumento della domanda di energia primaria mondiale, infatti, sostenuta dai combustibili fossili, ha ormai raggiunto i livelli di guardia: si calcola che nel 2020 le emissioni di CO2 saranno superiori di oltre il 60% ai livelli del  1990.

Insomma, alla luce di questi dati è giusto pensare a cosa si possa fare per salvaguardare il nostro ambiente ed il primo passo è sviluppare una coscienza ambientalista. Poi subentrano gli aspetti pratici, come la costruzione di  nuovi edifici (privati o no) che rispettino rigidi principi di efficienza energetica e che siano alimentati da energie rinnovabili. Attualmente sono proprio questo tipo di costruzioni ad utilizzare il 40% di tutta la rete energetica e sono responsabili del 36% delle emissioni totali di CO² della Ue.

<p>tabella classi energetiche</p>

tabella classi energetiche

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Quali sono, allora, le misure da rispettare?

Per iniziare, già dal primo luglio 2009 tutti gli edifici (esclusi box e cantine) devono avere un attestato di certificazione energetica (Ace), un documento che valuta l’immobile dal punto di vista del consumo energetico e gli assegna una classe. Per un appartamento di 120 metri quadri la differenza tra la classe energetica G (bassa qualità) e B (buona qualità) può comportare una divario nella spesa per il riscaldamento di quasi 2.000 euro l’anno.

La certificazione energetica, oltre a essere obbligatoria per la compravendita di un immobile di nuova costruzione o oggetto di una ristrutturazione complessiva, costituisce anche un valore aggiunto in caso di vendita. Inoltre è necessaria per accedere a eventuali incentivi o agevolazioni economiche. In caso di riqualificazione energetica, infatti, è possibile accedere ad una detrazione del 55% delle spese sostenute, con un importo massimo di spesa che varia a seconda della tipologia di lavori effettuati.

un ingegnere edile verifica il progetto

un ingegnere edile verifica il progetto

Un altro aspetto non trascurabile, inoltre, riguarda certamente i costi di costruzione per una casa ecologica. E’ vero che sono in media più alti del 10-15%, ma possiamo considerare questi soldi un vero e proprio investimento per il futuro. Dal punto di vista energetico, infatti, questo tipo di costruzioni garantisce un risparmio del 25-30%, mentre il risparmio economico sulle spese annue può arrivare al 38%.

Secondo un’indagine realizzata per conto del portale immobiliare Casa.it, il 63% degli italiani desidera «un’abitazione costruita secondo principi di eco sostenibilità» e il 57% ha già previsto interventi di ristrutturazione energetica. Tuttavia al momento solo il 32,8% abita in case parzialmente o integralmente costruite secondo criteri di eco sostenibilità. Un gap da colmare entro il 2020.

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