
Il primo laboratorio sarà presentato questo pomeriggio, mercoledì 24 giugno, alle 17, nella sala consiliare di Palazzo della Città, per redigere il Nuovo Piano Urbanistico Generale del Capoluogo pugliese
Una rigenerazione urbana che sia inclusiva e sostenibile per gli interessi della città e le necessità dei cittadini.

Al via questo pomeriggio, mercoledì 24 giugno, alle 17, nella sala consiliare di Palazzo della Città, il primo laboratorio di mappatura del territorio di “Bari rigenera con cura”, il percorso partecipato promosso dal Comune di Bari in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze che porterà alla redazione delle “Linee Guida per una Rigenerazione Urbana inclusiva dal punto di vista di genere”.
Il documento finale, esito di un processo che coniugherà ricerca accademica, partecipazione civica e pianificazione strategica e sostenibile del territorio, fornirà indirizzi utili alla redazione e all’attuazione del nuovo Piano Urbanistico Generale di Bari e contribuirà a innovare le politiche urbane attraverso l’integrazione della prospettiva di genere nei processi di rigenerazione della città.
Perché una rigenerazione urbana inclusiva dal punto di vista di genere
La città non è vissuta da tutte e tutti nello stesso modo. Tempi di vita, carichi di cura, modalità di spostamento, percezione della sicurezza, accesso ai servizi, uso degli spazi pubblici e bisogni quotidiani cambiano in relazione al genere, all’età, alla condizione sociale, alla presenza di disabilità, alla composizione familiare e ad altri fattori che incidono sull’esperienza urbana.
Assumere una prospettiva di genere nei processi di rigenerazione urbana significa ampliare lo sguardo sulla città e sulle sue trasformazioni, leggendo i bisogni differenziati delle persone e orientando politiche, piani e progetti verso una maggiore equità.
Non si tratta di progettare una città “per una parte” della popolazione, ma di costruire strumenti più efficaci per rendere la città più accessibile, sicura, prossima, inclusiva e vivibile per tutte e tutti.
Fasi, strumenti ed esiti attesi

Il percorso è articolato in sette fasi: definizione del progetto e del cronoprogramma; analisi e costruzione delle mappe di genere; formazione e avvio del processo partecipativo; sintesi dei dati e individuazione del Municipio pilota; analisi del Municipio pilota; attività partecipative sul campo; redazione finale delle mappe di genere e delle linee guida, con restituzione pubblica degli esiti.
Gli strumenti previsti includono analisi urbanistiche e territoriali, raccolta ed elaborazione di dati, questionari, incontri pubblici, focus group, passeggiate urbane, attività partecipative nei Municipi e momenti di restituzione.
Le Linee Guida non costituiranno uno strumento urbanistico autonomo, ma un documento di indirizzo culturale, metodologico e operativo a supporto delle politiche urbane, dei programmi di rigenerazione e dei processi di pianificazione, incluso il nuovo Piano Urbanistico Generale.
I laboratori di mappatura del territorio nei Municipi, dopo la giornata di oggi in sala consiliare, nella quale sarà presentato anche il libro “Prospettive femministe sulla città” di Chiara Belingardi e Daniela Poli, edito dal Consiglio Nazionale di Ricerca, proseguiranno mercoledì 1° luglio, nella sala Ianni del Comando di Polizia Locale, Municipio I, in via Aquilino 3 (Japigia), martedì 7 luglio nella sede del Municipio IV, in via Vittorio Veneto 92 (Carbonara), martedì 14 luglio, nella sede del Municipio III, in via Vincenzo Ricchioni 1 (San Paolo), martedì 21 luglio, nella sede del Municipio V, in piazza Gianmarko Bellini (Palese) e giovedì 23 luglio, nella sede del Municipio II, in corso Benedetto Croce 96 (Carrassi). L’orario di inizio per tutti i laboratori sarà alle ore 17.


