Rifiuti: la Regione Puglia ci mette la faccia

Giovanni Campobasso

«La velocità di incremento degli indici della differenziata in Puglia è tale da renderla la prima Regione in Italia in questa attività. Ciò vuol dire che stiamo creando un circolo virtuoso nel quale i ruoli dei Comuni avranno assoluta importanza». Così Giovanni Campobasso, dirigente del Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica dell’assessorato alla Qualità dell’Ambiente Regione Puglia, commenta i dati nazionali rilevati negli ultimi due anni da Conai (Consorzio nazionale imballaggi).

Le responsabilità sul territorio – Già perché qualcosa sta cambiando in termini di responsabilità e competenze ma anche nella gestione economica. Un passaggio importante era avvenuto con la nuova organizzazione dei servizi pubblici locali, disciplinata dalla L.R. 24/2012. Allora furono costituiti 38 ARO (Ambiti di Raccolta Ottimali) – 8 per la provincia di Bari, 8 per Foggia, 11 per Lecce, 3 per la BAT, 3 per Brindisi e 5 per Taranto -, che andavano a sostituire i consorzi ATO (Ambiti Territoriali Ottimali), già passati da 15 a 6 secondo una dimensione provinciale. In sostanza si è dato così il via a funzioni associate di organizzazione del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto da parte dei Comuni, in linea con quanto stabilito dal governo centrale (L. 42/2010 e successive proroghe) che ha decretato la soppressione delle Autorità d’Ambito e ha demandato alle Regioni il compito di trasferire le funzioni degli ATO ad altri Enti locali.

In Puglia gli obiettivi del Piano regionale di gestione dei rifiuti, sono ambiziosi: ridurre fino al 10% la produzione per effetto delle politiche di prevenzione e raggiungere il 65% di raccolta differenziata

Un provvedimento preso – secondo le intenzioni dello Stato – per contenere la spesa pubblica ed eliminare gli enti intermedi nel sistema di governance.

Ruolo della Regione – Ma alle Regioni è demandata anche la predisposizione e l’adozione di Piani regionali di gestione dei rifiuti, l’approvazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti. E in Puglia – com’è chiarito nel PRGRU (clicca per visionare il testo) – gli obiettivi sono ambiziosi: ridurre fino al 10% la produzione per effetto delle politiche di prevenzione, raggiungere il 65% di raccolta differenziata.

Una Regione che spinga verso la “società del riciclo” e che riesca a porre in primo piano i cittadini. «L’autorità regionale promuove la creazione di un dibattito adeguato dedicato al tema all’interno degli stessi consigli comunali, affinché i cittadini vi possano partecipare», fa sapere il dirigente Campobasso. Trasparenza anche sui conti: «Il Piano Economico Finanziario del Ciclo dei rifiuti deve diventare di pubblico dominio perché si conoscano bene i costi di gestione. Solo così potrà essere sollecitato l’impegno dei cittadini a ridurre i costi generali».

La creazione di una “società del riciclo” è tra gli obiettivi della Regione Puglia; ecco una originale rastrelliera per bici presentata alla Fiera del Levante (foto Giovanna Lodato)

Il cittadino e la carta dei servizi – Un ruolo non marginale quello della cittadinanza attiva, sostenuto con vigore anche da Giovanni Portaluri, responsabile Funzione Competitività e Territorio di Invitalia, soggetto attuatore del Programma di supporto agli Enti Locali dell’Obiettivo Convergenza per l’applicazione della riforma del mercato dei servizi pubblici locali. Comportamenti virtuosi che conducono a servizi più efficienti e a meno tasse, magari affiancati dalla presenza di apposite strutture tecniche. Queste ultime – sempre secondo Invitalia – dovrebbero essere esterne alle amministrazioni pur sfruttandone le competenze già presenti, con un ruolo chiave da parte della Regione quale traino e super partes nella scelta delle risorse.

«Uno degli elementi di maggiore debolezza all’origine della persistente arretratezza della situazione dei rifiuti nel nostro Paese e degli squilibri a danno delle regioni meridionali è costituito dal diffuso fenomeno della frammentazione organizzativa e gestionale con la presenza di numerose unità produttive di piccole dimensioni», dichiara Portaluri.

In questo rapporto di mutua collaborazione tra enti e cittadini non possono mancare processi trasparenti e condivisi da parte dei gestori. Si ricorda a tal proposito l’importanza della carta dei servizi, strumento a disposizione di tutti per conoscere obiettivi e doveri in un pubblico servizio. E plauso di Invitalia va in questo senso alla «Puglia è stata l’unica Regione nel mezzogiorno ad avviare un percorso partecipato in tema rifiuti, un problema non più solo a carico dei Comuni».

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