Reati ambientali, 2 milioni di euro per la bonifica… Che confusione!

La foto delle Guardie ambientali documenta la quantità di rifiuti sversati nel territorio di Manfredonia a gennaio 2024 (foto archivio)

Siamo di fronte alla tela di Penelope: dopo 10 giorni e due audizioni sull’Ambiente, gli esiti degli incontri in V Commissione sono stati più volte fraintesi e riletti dai partecipanti e dagli auditori

 

Un papocchio, una gran confusione, un insieme di eventi che poco hanno a che fare tra di loro (se non il concetto) che hanno complicato una vicenda, chiara dall’inizio, ma che invece è stata probabilmente, più o meno inconsapevolmente, portata verso un’altra direzione. Stiamo parlando delle ultime due audizioni della V Commissione regionale sull’Ambiente, il 31 marzo e il 7 aprile.

Due audizioni al prezzo di una

La sede del Consiglio regionale della Puglia (Fonte: Regione Puglia)

“L’abbandono illecito dei rifiuti nelle campagne foggiane è un fenomeno che deve interessare non solo le istituzioni, ma tutta la società, viste le pesanti ripercussioni sull’ambiente e la salute. Le testimonianze in commissione sono state importanti e richiedono risposte immediate”. È quanto dichiarato dalla consigliera regionale Rosa Barone a margine dell’audizione del 31 marzo in V Commissione Ambiente, fortemente voluta dal consigliere regionale Antonio Tutolo a seguito del convegno organizzato a Foggia, dove hanno partecipato tutte le Associazioni invitate in Commissione, per dibattere sullo sversamento nelle campagne foggiane di rifiuti provenienti dalla Campania a seguito del commissariamento. Per il consigliere Tutolo e la collega foggiana Barone, la Regione Puglia deve prendere coscienza del fenomeno e reperire risorse da mettere in un capitolo di bilancio per dare la possibilità ai Comuni di smaltire i rifiuti.

Nell’occasione, la dirigente Riccio, in assenza dell’assessore Triggiani, ha evidenziato quanto la Regione sta facendo da tempo per affrontare il fenomeno dei rifiuti abbandonati: “37 incontri con tutti gli ARO regionali per il perfezionamento delle procedure di raccolta, e con interventi onerosi finanziariamente per i nuovi centri comunali di raccolta. Il deposito dell’ecoballe è stata definita una sciagura, ma bisogna attrezzarsi in maniera più attenta sul territorio e cercare di fare rete con tutte le realtà esistenti. Il fondo oggi non è disponibile a valere dei fondi strutturali europei, ma le risorse su questo tipo di rimozioni sono di importanti capacità, per questo molto va fatto insieme ai proprietari dei terreni anche con campagne di sensibilizzazione.”.

In attesa di novità e di sentire l’assessore Triggiani, la seduta è stata rinviata di una settimana.

Two is make che one

(Foto Foggia Città aperta)

Per l’appuntamento del 7 marzo, è bene fare subito un distinguo: in Commissione si è discusso di reati ambientali, ovvero l’abbandono di rifiuti nelle campagne e nei terreni foggiani, che i Comuni non possono bonificare (come previsto dalla legge) per mancanza di fondi; e di ecomafie, ovvero il rapporto di Legambiente, già presentato a luglio, che affronta il fenomeno molto più complesso e vasto, che non riguarda l’abbandono dei rifiuti ma le organizzazioni criminali e la gestione dei traffici illeciti di rifiuti, analizzando i dati forniti delle forze dell’ordine.

È qui che la “vicenda foggiana” diventa un caso a sé: sono reati ambientali, ma abbandono di rifiuti non riguarda le ecomafie; per cui è necessario un approccio diverso.

La domanda però nasce spontanea: se l’abbandono dei rifiuti è un fenomeno conclamato il tutta la regione, e non solo, perché i rifiuti foggiani sono diversi?

A Foggia si è parlato anche di ecoballe abbandonate in terreni incolti, ma le ecoballe non sono semplici rifiuti abbandonati, ma implica una strategia, anche perché è stato accertato più volte dalle Forze dell’Ordine che la Capitanata è diventata la “discarica abusiva” della Campania, come sostenuto anche nel corso delle audizioni.

Quindi, come collochiamo Foggia? E il resto della regione?

Il protocollo Demetra

L’assessore Serana Triggiani

L’assessore regionale all’Ambiente Serena Triggiani ha presentato nella seconda seduta della V Commissione il Protocollo Demetra: è un fondo, richiesto dalla CIA-Agricoltori Italiani di Puglia, che prevede lo stanziamento della somma di 2 milioni di euro, reperiti dal bilancio regionale, per aiutare i Comuni che non hanno risorse sufficienti per bonificare i terreni. Triggiani ha rimarcato così la strategia regionale per il contrasto al littering, introdotta nel 2022, sostenuta da Massimo Fragassi dell’Ufficio studi della CIA e dal geologo Francesco Bacchelli di Fare Ambiente che l’hanno definita “un buon inizio”. Se Fragassi ha segnalato la necessità di incrementare il fondo e di farlo diventare strutturale, Bacchelli ha detto che il fondo potrebbe disincentivare l’adozione di misure idonee di prevenzione e contrasto agli illeciti ambientali.

Fin qui, sembra tutto chiaro. Sbagliato!

Triggiani precisa

L’assessore Triggiani a distanza di due giorni ha informato che la Giunta ha riprogrammato le risorse residue impiegate nel Programma Regionale per la Tutela dell’Ambiente contenente gli obiettivi e le linee mirate alla tutela dell’ambiente. “Con questo provvedimento – ha spiegato l’assessore – rimoduliamo e implementiamo con 22.015.641,01 di euro il Piano regionale per la tutela dell’ambiente (PRTA), denominato ‘Programma di azioni per l’ambiente. Cambiano anche gli assi di intervento che diventano nove, tra cui uno nuovo rispetto al passato, ovvero l’Asse 6, tutto dedicato al sostegno per azioni strategiche contro l’abbandono di rifiuti nei centri urbani e nelle campagne. E per il quale asse Regione Puglia ha stanziato una dotazione pari a 2 milioni di euro, nell’ambito della pianificazione e rimodulazione delle risorse finanziarie dedicate al Programma. Tale dotazione non è un fondo straordinario per l’abbandono dei rifiuti, come emerso erroneamente a margine dell’ultima Commissione Ambiente in Consiglio regionale, ma di una riprogrammazione delle risorse disponibili. Risorse che abbiamo deciso di destinare per il contrasto all’abbandono dei rifiuti in applicazione di una delibera della Giunta regionale approvata a marzo. Con successivi provvedimenti, inoltre, verranno definite le destinazioni e le modalità di impiego delle nuove risorse assegnate a ciascun Asse”.

Una vittoria di Pirro? E adesso?

Un protocollo a cui si aderisce

ecoballe a Mafredonia

Dopo la seduta la CIA ha cantato vittoria per il risultato, sostenendo che “i Comuni della Capitanata che ad oggi hanno aderito al “Protocollo Demetra” sono 13: Candela, Orsara di Puglia, Torremaggiore, Rocchetta Sant’Antonio, Panni, Bovino, Alberona, Carlantino, Sant’Agata di Puglia, Casalnuovo Monterotaro, San Marco in Lamis, Vieste, Manfredonia.”. Altri Comuni sembra che siano pronti a condividere il protocollo, appena completano l’iter burocratico, mentre altri pare che siano scettici, perché ritengono che la cifra non sia adeguata.

La vicenda è ingarbugliata e necessita di un passo indietro.

L’antefatto

Il 13 settembre 2022, il signor Nicola Nardella scoprì nel suo terreno a Borgo Cervaro, in provincia di Foggia, 20 ecoballe scaricate illegalmente. Sembra che aprì una balla per veder cosa c’era dentro e trovò tra i tanti rifiuti anche gli scontrini e le generalità del presunto proprietario dei rifiuti. Così fece la denuncia ai Carabinieri. Il Comune, per legge, avrebbe dovuto bonificare il terreno ma sostenne invece che i costi erano a carico del proprietario del terreno. Così Nardella si rivolse alla CIA, che contestò la decisione del Comune proseguendo le azioni fino al Convegno di Foggia dello scorso 11 marzo sullo sversamento di rifiuti nelle campagne della Capitanata, organizzato dal Forum delle Associazioni, Scuole e Parrocchie, che ha Tutolo e Barone alle 2 audizioni in Commissione, al Protocollo Demetra, e alla precisazione di Triggiani.

Le perplessità dell’ANCI Puglia

Presidente dell’ANCI Puglia, Fiorenza Pascazio

Sulla complessa vicenda è intervenuta anche la presidente dell’Anci Puglia Fiorenza Pascazio, che ha spiegato che i Comuni non sono nelle condizioni di sostituirsi ai responsabili o ai proprietari incolpevoli per la rimozione e la bonifica, ma anche che 2 milioni di euro non sono la soluzione. Pascazio ha segnalato che il problema dei rifiuti abbandonati nelle campagne riguarda tutta la Puglia. Per contrastare il fenomeno sarebbe necessario un innalzamento del livello di guardia, con controlli continui e notturni. In tal senso sarebbe opportuno coinvolgere il governo nazionale: non solo il ministero dell’Ambiente ma soprattutto il Viminale.

Le nostre perplessità

Qui sembra che la questione sia chiusa: infatti, per la CIA è un “risultato storico”, per il Fare Ambiente e ANCI Puglia non è una soluzione.

Ma le perplessità restano: i 2 milioni di euro a chi giovano realmente? Perché esultano le associazioni se gli stessi Comuni non sono d’accordo? Perché Foggia è un caso straordinario?

Sembra evidente che l’apporto dell’attività delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia Costiera, in Commissione abbia creato ulteriore confusione nei partecipanti e in chi abbia seguito lo svolgimento dei lavori in diretta streaming che, a quanto riferito a Tutolo, è stata spesso interrotta a causa della campagna elettorale e per il rispetto della par condicio. Questa operazione ha creato maggiori disagi nella comprensione di quanto stesse accadendo.

Il rapporto Ecomafie 2024 di Legambiente

La presidente di Legambiente Puglia, Daniela Salzedo

In conclusione a questa nostra difficile e complessa analisi di quanto sia accaduto in Commissione, diamo il giusto spazio anche al rapporto “Ecomafia 2024” di Legambiente, che vede la Campania in cima per i reati ambientali, seguita dalla Sicilia e poi dalla Puglia. A livello di province, Bari si colloca al terzo posto dopo Napoli e Avellino. L’emergenza c’è e va gestita.

“L’audizione – affermano in una nota congiunta Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia ed Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità – deve rappresentare un punto di svolta concreto nella lotta alla criminalità ambientale in questa regione. Con un focus specifico sulla situazione in provincia di Foggia, Legambiente avanza quattro proposte: 1) rafforzare, con risorse e tecnologie adeguate, il sistema dei controlli; 2) istituire presso il Consiglio regionale un Osservatorio Ambiente e legalità, con cui dare continuità al confronto e al  coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine, associazioni ambientaliste, sviluppando anche attività d’informazione e sensibilizzazione; 3) finalizzare il Fondo regionale esclusivamente alle bonifiche delle aree agricole inquinate dai traffici illegali di rifiuti, incrementandone la dotazione da 2 a 10 milioni di euro; 4) tenere alta l’attenzione a livello nazionale sulla grave situazione ambientale causata dai traffici e dagli smaltimenti illegali di rifiuti in provincia di Foggia, anche attraverso l’avvio delle procedure necessarie per istituire un Sito d’interesse nazionale. Dal convegno dell’11 marzo è nata la Carta dei valori e delle proposte – concludono Salzedo e Fontana – sottoscritta da 50 realtà attive sul territorio per creare una strategia contro ecomafiosi e trafficanti di rifiuti, in cui ciascuno, nella chiarezza dei ruoli e delle responsabilità, sia chiamato a fare la propria parte nell’interesse esclusivo dell’ambiente, della salute delle persone e della buona economia.”.

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