
La Strategia di sviluppo urbano sostenibile della Città di Bari comincia a prendere forma con dei programmi decisamente molto ambiziosi. Infatti la giunta comunale ha appena approvato il Dossier Strategico del Comune di Bari relativamente al Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020 – “PON metro”.

Il futuro della città come è stato delineato dal PON Metro è così in linea con gli indirizzi del Programma approvato dalla Commissione Europea e condivisi con l’Agenzia per la coesione territoriale in qualità di Autorità di gestione (AdG). . Il PON metro 2014-2020 si inscrive nella più ampia strategia metropolitana di sviluppo di Bari, integrandosi con le azioni già programmate nel “Patto per lo Sviluppo della Città Metropolitana” siglato a maggio con la Presidenza del Consiglio.
La dotazione finanziaria del PON metro 2014-2020 è di oltre 892 milioni di euro, 588 dei quali di risorse comunitarie – 446 a valere sul Fondo di Sviluppo Regionale (FESR) e 142 sul Fondo Sociale Europeo (FSE) – cui si aggiungono 304 milioni di cofinanziamento nazionale. In particolare il Programma ha affidato alla Città di Bari la gestione di circa 90 milioni di euro di risorse finanziarie, di cui 86 milioni immediatamente disponibili e i restanti come “riserva di premialità” al raggiungimento degli obiettivi (target) di spesa fissati al 2018. Bari fa parte di un gruppo di 14 città metropolitane italiane (Torino, Genova, Milano, Bologna, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina e Palermo), individuate quali Autorità urbane (AU); e assumeranno il ruolo di Organismo intermedio (OI) sulla base di un apposito atto di delega da parte dell’Agenzia per la Coesione territoriale.
«I fondi del Pon Metro ci permetteranno di investire sul trasporto pubblico urbano, acquistando circa 50 nuovi autobus ecologici e realizzando un piano per la mobilità sostenibile che prevede nuove piste ciclabili, corsie preferenziali per gli autobus e 2 nuovi parcheggi di scambio. Abbiamo individuato i fondi per l’Agenzia della Casa e strumenti di sostegno all’abitare per rinnovare il patrimonio ERP, riqualificheremo la Manifattura dei Tabacchi e rafforzeremo gli strumenti di welfare e di politica attiva del lavoro. Una importante parte dei finanziamenti invece saranno investiti sull’agenda digitale e la dotazione di sensori e dispositivi di telecontrollo per una gestione più efficiente del territorio, nei settori della mobilità e dei rifiuti sul modello della Smart City », commenta soddisfatto il sindaco Antonio Decaro, convinto che la Città Metropolitana sapra affrontare e superare entro 10 anni i grandi nodi della sostenibilità:: il clima, la mobilità, la coesione sociale, l’innovazione, il lavoro.
Nei prossimi giorni partirà il percorso di concertazione con il partenariato economico-sociale, per la redazione del Piano Operativo che dettaglierà i singoli interventi che compongono le 4 azioni integrate che compongono il PON Metro, identificando risorse, tempi e modalità di attuazione.Ecco nel dettaglio le 4 azioni integrate individuate nel dossier Strategico:
1. Mobilità Sostenibile – In attuazione di quanto definito dalla Città di Bari nel proprio Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES), l’azione mira a ridurre il consumo della CO2 della città con interventi in materia di Mobilità sostenibile e di efficientamento del Trasporto pubblico locale. Quest’ultimo punterà sulla sinergia tra gli spostamenti urbani ed extra-urbani, sul potenziamento della rete ciclabile intraurbana ed extraurbana, dei parcheggi di scambio e dei servizi di condivisione, sul ridisegno delle aree pedonali, su un maggiore accesso alla mobilità ferroviaria.
2. Agenda Digitale e Bari urban service Hub (BUSH) – Il Bari urban service HUB (BUSH) erogherà servizi dematerializzati destinati a cittadini e imprese e strumenti di supporto per la pianificazione e il controllo urbano. Ad esempio sarà possibile centralizzare i dati relativi al consumo di acqua ed energia provenienti da edifici e gestire la pubblica illuminazione adottando strategie di efficientamento energetico, sostituendo gli attuali punti luce con sistemi smart e ad alta efficienza. Sistemi di videosorveglianza e sensoristica renderanno sicuro il territorio, mentre paline intelligenti e percorsi turistici interattivi arricchiranno l’offerta turistica. Per la mobilità, grazie all’utilizzo di parcometri intelligenti, sistemi di e-ticketing per la sosta tariffata, i permessi e il trasporto pubblico, ad una gestione centralizzata della rete dei semafori intelligenti e un efficace sistema di city logistics, sarà possibile ottimizzare il traffico urbano sulla base delle informazioni provenienti in tempo reale dai sistemi di monitoraggio. Colonnine di ricarica di veicoli elettrici e integrate con la smart-grid incentiveranno la mobilità elettrica. Nell’ambito della raccolta dei rifiuti, l’utilizzo di sistemi di tracciamento permetterà una innovativa gestione delle raccolte stradali e un potenziamento del modello porta a porta con sistemi RFID ubicati sui contenitori e i mezzi.
3. Riattivazione urbana e Innovazione sociale – L’azione è rivolta alle aree semiperiferiche e periferiche, con il duplice obiettivo di realizzare interventi di ricucitura urbana e riqualificazione sociale recuperando, per esempio nel quartiere Libertà che farà da apripista, strutture in semi- o totale abbandono come l’ex manifattura tabacchi, e “offrirle” come opportunità a giovani imprese attive nel settore del commercio, dei servizi, delle filiere dell’innovazione sociale e culturale, oppure, in continuità con gli investimenti già avviati sul Job Centre Porta Futuro 1 e sull’Incubatore di Impresa Porta Futuro 2, a soggetti vulnerabili.
4. Welfare mix integrato e Agenzia della Casa – Coerentemente con quanto previsto dalla Legge Regionale n. 3/2016 (Reddito di Dignità), l’azione mira al rafforzamento della presa in carico dei nuclei familiari in difficoltà, soprattutto sul versante delle politiche abitative e col potenziamento dell’Agenzia della Casa: quindi co-housing sociale, recupero e manutenzione del patrimonio pubblico attraverso pratiche di auto-costruzione e laboratori cantiere; ma anche empori sociali, distretti di economia solidale ecc., anche attraverso la riconversione degli ex mercati rionali da ridefinire nella mission e nella vocazione attraverso i soggetti del terzo settore e delle reti dell’associazionismo


