
Il territorio del Polesine è ricco di stimoli ma fatica a crescere. Un progetto di Eurogiornalisti per uscire dalla nicchia
Il Polesine, questo illustre sconosciuto. È una lingua di terra che si estende da ovest ad est per circa 1800 kmq, che si identifica con la provincia di Rovigo. Si trova tra il basso corso dei fiumi Adige e Po e comprende il delta del Po. La provincia è composta da 50 piccoli Comuni, con una popolazione totale di circa 250mila abitanti. Solo Rovigo ne fa 51mila. Una realtà, se vogliamo, piuttosto piccola ma che ha tanto da dare.
Il Polesine e l’ambiente

L’intera area è un habitat naturale ben conservato dove le attività umane sono amalgamate con la natura. L’agricoltura è ben sviluppata, vista l’enorme quantità di terra a disposizione “rubata” al mare Adriatico, mentre la pesca è fiorente ed integrata con i ritmi naturali. È una terra in evoluzione. Negli ultimi 400 anni il Po ha trasportato detriti e limo che hanno creato nuovi isolotti e strisce di terra allargando il delta.
L’abbondanza di canali navigabili e di fiumi, la ricchezza della flora e della fauna ed il rispetto dell’ambiente hanno permesso ai residenti di trarne notevoli benefici. Per questa ragione, le attività umane, l’agricoltura, la pesca, le industrie si sono imposte delle regole, che rispettano tutti, che preservano la bellezza dei luoghi e gli habitat, riducendo al massimo la contaminazione.
Il Polesine, la storia, la marineria e la Giostra
È una terra che ha fatto la storia. Greci, Veneti, Etruschi e Romani, nell’antichità hanno vissuto e plasmato questo territorio. Nel medioevo, Bisanzio, lo Stato Pontificio, Venezia, Gli Estensi dominarono questa lingua di terra fino a quando nel 1797 non fu ceduta all’Austria con Venezia, mentre veniva costituita la Repubblica Cisalpina. nell’Ottocento rientra a far parte del Regno d’Italia. Tanti popoli e tanti eventi hanno attraversato questi luoghi,
tante strutture e tanti segni ricordano questi passaggi.
Questa area è famosa per i grandi cantieri navali. Sulle sponde del Po vengono realizzate navi che solcano mari ed oceani, mentre la marineria locale, rigorosamente integrata con il territorio, utilizza, per la pesca e per muoversi nella miriade di canali, barche speciali che possono navigare in pochi centimetri di acqua. La pesca è in linea con l’ecosostenibilità.
Un aspetto poco noto è il distretto della Giostra. Qui si producono le giostre con cui si divertono adulti e bambini di mezzo mondo.
Il Polesine ed il turismo

È evidente che c’è un’offerta turistica unica nel suo genere. Perché nel Polesine si può fare turismo ecosostenibile ed ambientale, ma anche culturale e balneare. Molte anche le strutture ricettive ben attrezzate per tutti i gusti.
Un altro punto è l’enogastronomia. L’area è famosa per le cozze e le vongole che vengono allevate nel fiume, mentre l’agricoltura produce alimenti rinomati come il radicchio, il riso, la zucca e l’insalata, tutti con marchio IGP. Da qualche anno viene allevata anche l’ostrica rosa, una prelibatezza, mutuata dalla Francia ma migliore, che viene richiesta ed apprezzata da tutto il mondo.
Progetto Polesine Login ed Eurogiornalisti

Nonostante queste peculiarità, il Polesine vive una sorta di limbo, poiché è conosciuta e ricercata da pochi. Per promuovere il delta del Po, il network professionale Eurogiornalisti, con la Camera di Commercio e Confindustria di Rovigo e Venezia, ha organizzato nei giorni scorsi un workshop, invitando giornalisti da tutta Italia e dall’estero, per sviluppare strategie e realizzare percorsi di promozione che possano rilanciare e valorizzare maggiormente il Polesine. Nel corso della due giorni, i professionisti dell’informazione, divisi in gruppi, hanno visitato alcune zone. Sulla base di quanto osservato, ogni gruppo ha preparato una relazione che sarà la base per una nuova concezione di promozione del territorio.
Un evento sicuramente importante, che pone le basi per sviluppare nuovi progetti in questo senso per altre realtà. Tutto ciò è stato possibile grazie alla sinergia integrata tra informazione e territorio.
Il delta del Po è una terra unica, che va tutelata e valorizzata, è un microcosmo nel macrocosmo, dove la natura, secondo le sue regole, condivide i suoi spazi con l’uomo.


