Pesci a rischio, con #iocambiomenù un progetto per salvarli

WWF Italia e la scienziata ambientale Lisa Casali lanciano un progetto da realizzare a tavola per salvare i pesci a rischio estinzione

Tutelare i pesci dei nostri mari, è questo il senso di un progetto che vede insieme una scienziata ambientale esperta di cucina sostenibile e WWF Italia. La scienziata si chiama Lisa  Casali, mentre il nome del progetto è #iocambiomenù. Un progetto tutto social, veicolato dal blog Ecocucina, di cui la Casali è autrice e tutto votato alla salvaguardia degli habitat marini, per il benessere delle future generazioni. Destinatari sono gli chef, i ristoratori e il grande pubblico

Mediterraneo poco sostenibile, allarme pesci

La scienziata ambientale e blogger Lisa Casali

Il progetto parte da una situazione allarmante: Il 78% degli stock ittici del Mediterraneo è sovrasfruttato, mentre a livello mondiale sono sempre di più le specie sottoposte a una forte pressione di pesca (basti pensare che circa il 33% degli stock ittici globali sono sovrapescati, mentre il 60% viene sfruttato al massimo delle proprie capacità). Aggiungiamo la mancanza di informazione su questa situazione e la vendita non sempre trasparente di prodotti ittici e possiamo farci un’idea di cosa potrebbe capitare al nostro patrimonio ittico. In Italia, in particolare, alcune specie di pesci sono a rischio estinzione proprio perché pescate in esuberanza: tra queste, l’anguilla, la cernia bruna, il pesce spada e la rana pescatrice, non andrebbero assolutamente acquistate né servite al ristorante, almeno fino a quando le condizioni degli stock ittici monitorati non saranno tornate a livelli di normalità.

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Pesci a rischio, in agguato truffe ai consumatori

L’anguilla, ad esempio, è inserita già da anni nella lista rossa dei pesci in via di estinzione perché non nasce in allevamento ma catturata sulle nostre coste o acque interne quindi portata negli allevamenti. Pesca illegale e uso di reti a strascico pregiudicano l’esistenza della cernia rossa e della rana pescatrice, mentre la popolazione di pesci spada è in fortissimo declino nel Mediterraneo più che altrove perché la pesca si concentra sugli esemplari giovani che non hanno il tempo di riprodursi. Sorte identica a quella delle verdesche, vittime spesso della cattura accidentale nella pesca di tonni e pesci spada, ma più  spesso catturate intenzionalmente perché le loro carni sono simili a quelle del pesce spada e vendute come tali.

Questo spiega l’impegno della scienziata Lisa Casale e di WWF Italia per ridurre la disinformazione (che si traduce in un serio rischio di truffe ai danni dei consumatori) e  sostenere chi fa cucina, ma anche chi la racconta, la recensisce, la valorizza.

#iocambiomenu

Tra le specie a rischio, l’anguilla (© Erling Svensen – WWF)

« Scegliere di contribuire alla tutela di un pesce e non metterlo in carta è un gesto moto concreto per la sostenibilità, un’opportunità per impegnarsi ma anche per educare i consumatori meno attenti», spiega nel suo blog la Casali, che insieme a WWF ha contattato associazioni di categoria (chef, ristorazione), chef influenti, testate, per fare informazione e sensibilizzare a consumi più consapevoli. E per dare un senso all’iniziativa, la Casali invita chiunque a contribuire con scelte  consapevoli pubblicando sul suo blog una foto con l’#iocambiomenu.

Scelte consapevoli per salvare i pesci a rischio

WWF Italia (che ha pubblicato una sua Seafood Guide) e Lisa Casali hanno quindi stilato un vademecum per orientarsi consapevolmente nella scelta del pesce da portare a tavola. In generale, per i prodotti ittici, sarebbe sempre utile effettuare alcune semplici ma efficaci scelte di consumo:

1.         Prediligere specie meno comuni, di provenienza locale, pescate dalla piccola pesca artigianale;

2.         Fare attenzione ad acquistare pesce adulto (rispettare le taglie minime) che ha quindi già avuto il tempo di riprodursi;

3.         Leggere sempre l’etichetta recante le indicazioni di provenienza e metodo di cattura, previste per legge;

4.         Quando disponibile, scegliere pesce con certificazione di pesca o acquacoltura sostenibile.

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