Per città più vivibili miglioriamo la mobilità urbana

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L'offerta di mezzi pubblici a Bari è due volte e mezzo meno di quella di Milano. Il dato emerge dalla campagna di Legambiente Clean Cities

Arriva a Bari Clean Cities Campaign 2022, la campagna itinerante di Legambiente per chiedere città più sane e il radicale miglioramento della qualità dell’aria. Presentati i dati dello Stress Test sulla mobilità urbana e lanciato il nuovo dossier regionale “Comuni Bicicloni”

 

Promuovere con forza una nuova mobilità urbana: più elettrica, più sicura e più condivisa, cercando di spingere i processi politici locali verso misure di mobilità sostenibile e rendendo permanenti quelle eventualmente adottate in fase di emergenza. È questo lo scopo di Clean Cities, la campagna itinerante di Legambiente che, attraverso 14 capoluoghi da Nord a Sud dell’Italia, vuole monitorare e sviluppare il senso comune delle nuove forme di spostamento all’interno delle nostre città.

Bari è la nona tappa di Clean Cities Campaign e Legambiente presenta lo Stress Test Mobilità del capoluogo pugliese, una serie di indicatori dello stato dell’arte di inquinamento atmosferico e risposta politica delle istituzioni per contrastarlo. I dati sono stati presentati nel corso del convegno Clean Cities – la sfida delle città pugliesi sulla mobilità sostenibile”, moderato dal presidente di Legambiente Puglia Ruggero Ronzulli, a cui hanno partecipato Vincenzo Campanaro, direttore scientifico arpa Puglia, Eugenio Di Sciascio, vicesindaco e assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici Comune di Bari, Tiziana Brigante, vicesindaca e assessora ai Lavori Pubblici, Mobilità ed Infrastrutture Comune di Brindisi, Marco De Matteis, assessore mobilità urbana sostenibile Comune di Lecce, Andrea Poggio, responsabilità mobilità sostenibile Legambiente, Loredana Modugno, responsabile pianificazione strategica e mobilità sostenibile di Legambiente Puglia, Roberto Antonacci, presidente Legambiente Eudaimonia Bari.

Mobilità urbana e qualità dell’aria: a che punto è la Puglia?

Il convegno è stata l’occasione per analizzare i dati relativi alla mobilità urbana e alla qualità dell’aria ma anche per mettere a confronto le città capoluogo di Provincia pugliesi, così da aprire un confronto e collaborare per inseguire e raggiungere i limiti di emissione indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Le città capoluogo di provincia si devono fare motore e traino di una nuova visione di mobilità sostenibile in città e provinciale. – ha sottolineato Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia – Oggi con i fondi del PNRR sarà fondamentale cogliere la sfida di una nuova visione e pianificazione strategica dei territori e della mobilità dolce per creare le città dei 15 minuti e soprattutto spingere sull’intermodalità, la sharing mobility, la micromobilità, ecc. Questo è ciò che ci chiede anche l’OMS con i nuovi obiettivi consigliati sul tema dell’inquinamento atmosferico, perché le città devono essere sempre più sicure per la salute dei cittadini».

Sul fronte dell’inquinamento atmosferico i dati non sono molto confortanti. Come già mostrato nel dossier Mal’aria 2022 di Legambiente, le centraline che misurano l’inquinamento urbano mostrano come il PM10, 22 mg/m3 anziché 15, dovrà essere ridotto del 31% entro il 2030, ma soprattutto il PM 2,5, 13 ug/m3 anziché 5, del 60% e gli ossidi d’azoto (NO2), 21 ug/m3 anziché 10, del 52%. Si deve reagire subito perché soprattutto l’NO2 è indicativo di inquinamento da diesel.

Il tasso di motorizzazione resta stabile ma resta ancora elevato il rapporto auto/abitante che coglie un valore di 64 auto ogni 100 abitanti, quando il limite indicato è quello di 35 auto per cento abitanti. E serve intervenire in maniera decisa anche sugli incidenti stradali, investendo in sicurezza, poiché si registrano 4 morti ogni 100mila abitanti all’anno (anziché sotto i 2,6) e 500 feriti in incidenti stradali ogni 100mila abitanti all’anno, quando il limite indicato è di 400.

Bari, luci e ombre

Discreta l’offerta di trasporto “rapido di massa” per la città di Bari, che si limita al momento alle linee ferroviarie e al recupero parziali di ferrovie locali, con cadenze ancora insufficienti. Sono previste nuove linee e nuovi treni, in alcuni casi già previsti nei piani di investimento statali, ma mancano totalmente i tram anche se sono in arrivo quattro nuove linee BRT (Bus Rapid Transit). Quasi 30 chilometri di corsie preferenziali, 89 fermate nuove di autobus elettrici rapidi su corse riservate: si tratta di fondi PNRR, quindi speriamo presto disponibili (Fonte dati: Pendolaria Legambiente 2022).

Bari resta indietro però sulla mobilità ciclabile. Anche se in pochi anni si è già giunti a 50 km l’obiettivo è quello di arrivare a 203 km. Importante l’offerta di mezzi pubblici (32 km*vetture/ab), pur non considerando in questo dato il trasporto ferroviario: 2 volte e mezza meno Milano, tre volte meno di altre città europee. Grazie ai treni urbani, buona l’offerta di TPL elettrico rinnovabile, partiamo dal 17%, e ora, con l’aiuto del governo e degli investimenti del PNRR è prevista una implementazione di bus elettrici anche se si è molto lontani dall’obiettivo del 100% elettrici entro il 2030. La sharing mobility, riparte dai monopattini (più di 1.800 in servizio), speriamo nei prossimi anni ritorno delle auto elettriche, delle bici e degli scooter (Fonte dati: Ecosistema Urbano 2020 e CittaMEZ 2021).

Mobilità, spazi aperti, aree verdi, i traguardi da raggiungere

Questi ultimi due anni di pandemia hanno purtroppo evidenziato le criticità presenti nella nostra città e per migliorare la qualità di vita dei cittadini bisogna concentrarsi su 3 punti: mobilità, spazi aperti, aree verdi e piante.

roberto antonacci legambiente eudaimonia
Per Roberto Antonacci, presidente del Circolo Legambiente Eudaimonia, “Non intervenire significa essere poco innovativi e condannare la città e i cittadini ad uno stile di vita fortemente negativo con esternalità sfavorevoli sulla spesa sanitaria” (foto Facebook)

«Il Circolo Legambiente Eudaimonia Bari chiede all’Amministrazione Comunale di intervenire con coraggio all’ampliamento di aree pedonali nella città che promuovono una mobilità dolce; – ha affermato Roberto Antonacci, presidente del Circolo di Bari – nuove aree verdi e ri-progettazione di aree con soluzioni basate sulla natura (NBS); delimitare zone della città a bassa emissione di gas (LEZ) che incentivano la presenza di cittadini con relativo incremento dei volumi di affari delle attività commerciali. Un cittadino che vive la propria città con benessere tende a spendere di più. Non intervenire significa essere poco innovativi e condannare la città e i cittadini ad uno stile di vita fortemente negativo con esternalità sfavorevoli sulla spesa sanitaria”.

Legambiente Puglia ha poi colto l’occasione per presentare il lancio del questionario per il nuovo dossier sui “Comuni Bicicloni”, che sarà inviato ai comuni pugliesi da lunedì 21, il rapporto dedicato all’uso delle due ruote nelle città per mettere in evidenza lo stato della mobilità sostenibile, prendendo in esame tutti i parametri che caratterizzano la ciclabilità e più in generale la mobilità dolce.

Legambiente lancia anche la petizione on line Ci siamo rotti i polmoni. No allo smog!” per chiedere al Governo risposte urgenti nella lotta allo smog, a partire dagli interventi sulla mobilità e l’uso dello spazio pubblico e della strada. QUI per firmare la petizione.

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