La vita dei pendolari, purtroppo, non migliora, ma si fa sempre più incerta. Quest’anno, infatti, a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti in diverse regioni, i disagi per i fruitori del trasporto pubblico su ferro sono largamente aumentati, complici governo e amministrazioni regionali.
Riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento sono le criticità evidenziate dal rapporto Pendolaria di Legambiente. Dal rapporto si evince come dal 2009 ad oggi i finanziamenti destinati al trasporto pubblico ferroviario, appena sufficienti a conferirgli un margine di decorosità, siano stati diminuiti del 22%. Il governo Monti, inoltre, non fornisce certezze per il trasporto pendolare in Italia: per il prossimo anno i fondi sono destinati ancora a ridursi. La diretta conseguenza di questa situazione sono tagli ai servizi, aumento del prezzo dei biglietti, stop agli investimenti per l’acquisto dei treni.
«Quella dei treni per i pendolari è una vera e propria emergenza nazionale – dichiara il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – di cui nessuno sembra intenzionato a occuparsi. Negli ultimi anni il servizio in larga parte delle Regioni è andato peggiorando per la riduzione e l’incertezza delle risorse, che ha portato ad avere treni sempre più affollati, in ritardo e con le solite vecchie carrozze. È vergognoso – continua Zanchini – che gli stanziamenti erogati dalle Regioni per questo servizio siano stati talmente risibili da risultare in molti casi inferiori alle spese per i gruppi consiliari».
Per poter dar voce al quotidiano disagio dei pendolari, Legambiente ha organizzato per il prossimo 18 dicembre una giornata di mobilitazione, in occasione della quale si chiedono più treni, nuove carrozze, servizi migliori; sarà inoltre presentato dettagliatamente il rapporto Pendolaria, di cui si può consultare on-line la poco lusinghiera classifica delle peggiori linee ferroviarie.


