Parchi naturali: banche genetiche viventi

«La conservazione della biodiversità animale è una sfida che l’uomo non deve perdere se vuole vincere la partita contro il cambiamento climatico. Il supporto scientifico che un moderno parco zoologico può offrire ad animali estinti o minacciati, fa la differenza tra la scomparsa e la sopravvivenza delle specie. Dovremo diventare sempre di più una banca genetica vivente e un centro di informazione rivolto al grande pubblico»

Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo (VR), ha aperto così il quinto Convegno Nazionale della Ricerca nei Parchi, che conta oltre duecento ospiti fra ricercatori e partner. L’obiettivo è fare il punto su un anno di indagini scientifiche dedicate al benessere animale, in aree protette e in parchi zoologici.

Nel futuro del Parco c’è la Fondazione Arca (Animal Research and Conservation Action), alla quale faranno riferimento tutti i progetti di sostegno in situ sono in attivo. Tra questi, un’iniziativa in Sudafrica. Il 20 ottobre partiranno per il Sudafrica Elena Stagni e Gabriella Fazio, due medici veterinari che lavorano con l’ Università di Padova, per realizzare il progetto di ricerca Animal Welfare index in collaborazione con il Parco Natura Viva.

«È stato proprio il Governo sudafricano a chiederci aiuto per colmare il vuoto normativo sulle condizioni di benessere di tutti quegli elefanti in Sudafrica che sono impiegati per intrattenere i turisti con il contatto ravvicinato», afferma Barbara De Mori, docente di Bioetica e Benessere animale dell’ Università di Padova e Responsabile del Progetto. «Questi animali devono poter vivere in buone condizioni ed è necessario educare i turisti ad una maggiore consapevolezza. Con questo progetto sarà possibile avere uno strumento scientifico e un percorso educativo per cambiare una situazione che è finalmente all’attenzione dell’opinione pubblica».

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