
Sono a Rodi Garganico, a piedi. Sto cercando un passaggio in autostop verso sud quando un camion, una cabina con una piattaforma vuota dietro, con sette ragazzi sopra, sdraiati sui sacchi a pelo a forma di cuscino, e due ragazzi/contadini della Capitanata, bruni, con lucidi occhi neri saraceni, mi passarono davanti agli occhi sfrecciando con il loro camion rosso. Mi sono avvicinato e in corsa gli ho chiesto gridando: «Dove andate? C’è posto?». Ho sentito una voce nell’aria: «C’è posto per tutti! Salta su!». I due ragazzi/contadini/autisti mi hanno visto dagli specchi retrovisori prima e dai finestrini abbassati poi. Hanno rallentato per farmi salire. Non ho fatto in tempo a poggiarmi sulla piattaforma d’acciaio che il camion è ripartito.
Barcollo. Mi sono rotolato un po’ verso il centro; uno dei ragazzi/viaggiatori che erano sul retro mi ha allungato la mano aiutandomi a sedermi tra loro. «Dove state andando?», ho chiesto. «Noi verso Carpino! – ha risposto uno di loro – Andiamo ad informarci sul Carpino Folk Festival che si inaugura il tre agosto prossimo,…» Bello!… Uno di loro mi passa una bottiglia fredda di birra: «Rinfrescati…» Sotto il sole è stato un sollievo.
Ho tirato due sorsi nell’aria frizzante della Foresta Umbra, fresca e umida. Uno dei ragazzi col berretto a visiera lunga ha esclamato con un grido di gioia: «Yahooo…l’estate è cominciata!». Abbiamo trovato tutti un passaggio su questo camion vuoto che va verso sud a caricare grano. Ogni tanto i due ragazzi/contadini si fermano per darsi il cambio alla guida. Guardo i miei compagni di viaggio. I due ragazzi/contadini hanno berretti blu con la visiera lunga per ripararsi dal sole. Stanno scendendo giù in Capitanata nella Piana del Tavoliere dove già da tempo si raccoglie il grano.
Ogni estate scendono giù e si immergono, ogni giorno, per settimane, nel cuore giallo delle spighe di grano. I sette ragazzi/viaggiatori sono studenti e giocatori di calcio. Masticano caramelle alla frutta. Cantano al vento accompagnati da una eco anni settanta. Stanno scendendo verso sud in autostop: «…e voi dove andate?» chiedo. «Noi vogliamo andare nel Salentooo…!», urlano nel vento caldo turbolento. « A farci cosa?» «Non lo sappiamo. Che importa?…La Puglia è bella da vivere così…».
Santa maria di Leuca è il punto dove mare adriatico e jonio fondono le loro acque«Da dove arrivate?» Uno di loro si gira verso di me e pronuncia a gran voce: «…FRANCIAAA…. Io vengo dalla Francia, Grenoble. I miei genitori sono pugliesi, ma vivono a Grenoble». «Perché sei sceso qui, in Puglia?» «Non ne potevo più della neve, del ghiaccio, del freddo, della pioggia, del vento d’inverno che fischia nelle orecchie e taglia la faccia per mesi. Ho bisogno di sole, aria calda, sabbia bollente sotto i piedi, mare salato. E’ una necessità fisica e psichica…. mio padre mi ha sempre raccontato del sud dell’Italia, della Puglia, delle coste, delle spiagge… io l’ho sempre immaginata, vista in foto, in video, ma adesso è la prima volta che la vedo, la vivo, la respiro…Io ho una amica italiana che ho conosciuto a Lione. Erasmus…». «Lei di dovè?», chiedo. «E’ di Santa Maria di Leuca; mi ha invitato a casa sua, al mare. Lei è bellissima, occhi neri, capelli lunghi e lucenti. Immagino che sarà una bellissima estate…»
Hei, siamo arrivati a Carpino!… chi scende di voi ?…ha detto uno dei due ragazzi/contadini. Rallentano, due di loro sono scesi. «…Ciaooo…Buon Festival…». Siamo ripartiti verso San Marco in Lamis. Verso le due del pomeriggio. Sotto un sole cocente. Dopo l’attraversata nella Foresta Umbra, fresca e umida, in pochi minuti l’aria e il paesaggio si è trasformato. Da verde è diventato giallo, da umido a secco, da fresco a caldo, caldissimo. Il camion rosso si è tuffato nella distesa, a perdita d’occhio, di giallo grano e azzurro cielo. Viaggia veloce, in discesa, nella unica linea scura che segna la strada. Non c’è nessuno in giro a quell’ora. Solo noi, il sole, il grano, il cielo terso e il vento veloce e caldo che mi secca le narici. Uno dei due ragazzi/contadini grida dalla cabina del camion: «…mettetevi una bandana sul viso coprendovi il naso…così riuscirete a respirare meglio… Date le spalle al vento… Si va verso Suuuudd…Yahooo…l’estate è cominciata!…».


