
Tutti i sindacati e il mondo della scuola compatti contro l’ultima ordinanza di Emiliano. Calienno (CISL): “Aumentata la dispersione scolastica”. Primo sciopero dei COBAS venerdì 29 gennaio
Partono gli scioperi subito dopo l’emanazione della contestatissima Ordinanza n. 21 con cui il Governatore della Puglia Michele Emiliano ufficializza anche per le scuole secondarie di II grado la facoltà per le famiglie di decidere come i loro figli seguiranno le lezioni scolastiche, se a scuola o in casa. L’effetto immediato dell’ordinanza, fanno notare i dirigenti scolastici, sarà una presenza minimale in aula, risultato del dimezzamento della popolazione studentesca come da DPCM, cui si aggiungeranno intere classi che seguiranno “a distanza”.
Sciopero: partono i COBAS
La protesta concreta parte dai sindacati SI COBAS – SLAI COBAS che indicono per venerdì 29 gennaio uno sciopero dell’intero comparto scuola. Docenti, operatori scolastici, personale amministrativo, tutti sono chiamati ad astenersi dal servizio per l’intera giornata, e non solo negli istituti di istruzione superiore ma anche nelle scuole elementari e medie, a testimonianza di una scelta – quella della scuola “on demand” – quasi all’unanimità considerata dannosissima per alunni, insegnanti e famiglie, e pericolosa per il tipo di didattica che si è venuto a instaurare.
Dopo quindi le durissime note della CGIL – che preannuncia varie forme di mobilitazione, e della UIL, che indice per lunedì 25 gennaio una manifestazione sotto il palazzo della Giunta regionale pugliese, ecco il primo tangibile atto di protesta da parte dei COBAS.
CISL: a breve azioni concrete di protesta

E non si fa attendere la presa di posizione della CISL Scuola. “Un fatto gravissimo, non più tollerabile – commenta Roberto Calienno, segretario generale Cisl Scuola Puglia. Va precisato – continua Calienno – che non esiste una modalità di ‘didattica mista’, esiste una forma di didattica in ‘presenza’ e un’altra ‘digitale integrata’ come indicato con chiarezza dalle linee guida dello scorso 7 agosto” , e aggiunge che una conseguenza grave e non presa nella dovuta considerazione è il fenomeno della dispersione scolastica, cui non si può porre rimedio con le attività aggiuntive di recupero per il semplice fatto che queste ultime non possono essere svolte. “Infine – sono ancora parole di Calienno – , le scuole italiane non dispongono di reti in grado di sopportare l’eccessivo traffico dati generato dalle troppe trasmissioni in simultanea. I docenti sono stanchissimi e comunque hanno fatto molto di più di quanto è nelle loro possibilità utilizzando, spessissimo, anche i dispositivi digitali personali”.
Anche la CISL Scuola preannuncia un pacchetto articolato di azioni che verranno illustrate a breve in una conferenza stampa.


