Nuovo Governo, il “Conte bis” sarà ecosostenibile?

Dopo aver ricevuto l’incarico di formare il governo, Giuseppe Conte ha tenuto un breve discorso. E non sono mancati accenni alla sostenibilità ambientale. I commenti di politici, amministratori locali ed associazioni 

“Voglio un Paese che primeggi a livello internazionale nella tutela dell’ambiente, nella protezione della biodiversità e dei mari, che si alimenti prevalentemente con le energie rinnovabili e valorizzi beni comuni e patrimonio artistico e culturale, che integri stabilmente nella propria agenda politica il benessere equo e sostenibile, che rimuova diseguaglianze di ogni tipo”.

Convocato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Giuseppe Conte ha accettato ‘con riserva’ l’incarico di formare un governo. Consultazioni avviate verso quello che – ha spiegato Conte – “non sarà un governo dei contro, ma per il bene dei cittadini, per modernizzare il Paese e rendere la nazione più competitiva, giusta, solidale e inclusiva”. Con un pensiero al “Mezzogiorno finalmente rigoglioso”.

Ma com’è stata accolta questa apertura “ecosotenibile” del premier che punta al bis?

Nuovo Governo: la cabina di regia proposta dal WWF

“Auspichiamo che nelle riflessioni sul nuovo governo, al di là dei nomi e degli equilibri partitici su cui l’associazione non intende esprimersi, si dedichi la massima e maggiore attenzione a gettare le basi per un programma che veda nella transizione ambientale ed equa il fulcro delle scelte politiche”. Così si esprime il WWF, evidenziando come “in questi anni abbiamo assistito all’accelerazione della crisi climatica in tutto il mondo e anche il nostro Paese è stato colpito da fenomeni estremi, dalle alluvioni alle tempeste e forti ondate di calore. Anche in Italia c’è una vera e propria emergenza inquinamento sottaciuta e sottostimata. Sono questioni che devono ricevere la massima attenzione nei luoghi delle decisioni politiche, a livello multilaterale, europeo e nazionale, ma che indicano anche la strada possibile di una nuova prosperità che deve nascere dall’individuare soluzioni radicali, sinergiche e sistemiche, a partire dalla decarbonizzazione e dall’uso efficiente e attento delle risorse, integrando gli aspetti ambientali con quelli sociali ed economici”.

In sostanza, è in corso una rivoluzione energetica e industriale di enorme portata. “Invece di limitarsi a versare lacrime di coccodrillo sulle possibili conseguenze negative, occorre prevenirle operando per massimizzare e accelerare i vantaggi sociali e ambientali. Per questo, il WWF propone, anche in collegamento con la Cabina di Regia Benessere Italia, l’immediata creazione di un Tavolo per la giusta transizione presso la Presidenza del Consiglio, tavolo che deve coinvolgere tutti gli stakeholders per raccogliere le diverse istanze, ma soprattutto creare una visione generale del ruolo e delle prospettive dell’Italia nell’economia sostenibile del futuro”.

Nuovo Governo: tra ambiente e politica

Le reazioni al discorso di Conte
Le reazioni al discorso di Conte

Soddisfatto del discorso del premier incaricato il senatore pugliese Pd Dario Stèfano, vicepresidente del gruppo PD al Senato. “Sono felice – spiega – che il Presidente del Consiglio appena incaricato, Giuseppe Conte, abbia voluto nelle sue prime dichiarazioni da subito riconoscere importanza e centralità alla tematica ambientale legando questo impegno ad altri due aspetti prioritari ad esso saldamente collegati quali l’istruzione e la ricerca”.

Poi, un riferimento al partito. “Come PD, siamo convinti della necessità e ineludibilità di un Green New Deal che riporti la tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali della nostra Carta costituzionale e la renda lente focale per declinare al meglio i piani di investimento pubblico e sostenere la piena attuazione della economia circolare e della eco-innovazione.

Oltre alla promozione, però, il nostro impegno è rivolto anche alla prevenzione. La lotta al dissesto idrogeologico, la predisposizione di una strategia per la riconversione delle imprese, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per le bonifiche e per la ricostruzione delle aree terremotate, sono infatti i temi che abbiamo portato nel documento che contiene le linee di indirizzo del nuovo governo e che intendiamo convintamente affrontare.

Sono battaglie, queste, che, grazie anche alla concomitanza dell’avvio della nuova Commissione europea, avremo la possibilità di inserire nella nuova programmazione economica e sociale, spingendo così – conclude – verso un vero rilancio e rinnovamento anche l’Unione europea, che deve diventare alleato strategico anche per vincere la sfida della sostenibilità ambientale”.

Nell’ambito prettamente politico, non si parla di programmi ma si scende in piazza sul fronte Lega – Fratelli d’Italia. Non c’è l’analisi dell’idea di governo, perché l’accordo PD-Cinque Stelle non viene riconosciuto. “È questo il momento giusto per scendere in piazza, insieme a tutti coloro che vogliono manifestare il loro dissenso, indipendentemente dal partito che votano, senza bandiere ma solo con il nostro tricolore, contro un governo innaturale e frutto di giochi di Palazzo“, è il commento del deputato pugliese di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato.

Nuovo Governo: la cultura

Tornando al discorso tenuto da Conte, non è passato inosservato il passaggio legato al patrimonio artistico e culturale da valorizzare. “Ovviamente – evidenzia Ines Pierucci, assessore alla Cultura del Comune di Bari – la cultura attraversa le bellezze artistiche e architettoniche di una città e queste hanno un legame stretto con l’ecosostenibilità. Tanto è vero che nel 2020 organizzeremo un festival dell’architettura che attraversa il tema dei saperi e dell’arte urbana che si chiamerà ‘Bordi, limiti e frontiere’, proprio per l’apertura che la cultura dei saperi garantisce al discorso ambientale e architettonico di una città. Lo sviluppo di un territorio – ribadisce Pierucci – dipende anche dalla cultura. Da sempre i posti dove si legge e dove c’è più cultura sono luoghi economicamente più sviluppati e socialmente più ricchi”.

Una risposta indiretta anche alla provocazione di Giuliano Volpe, componente e presidente emerito del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici, che appena ricevuta la notizia dell’accordo sul Conte bis, aveva postato: “Attendo con ansia che parlando del nuovo Governo spuntino anche le parole ‘cultura’, ‘patrimonio culturale’, ‘paesaggi’ finora pericolosamente assenti nei 5 e nei 10 punti ‘irrinunciabili’ indicati da entrambe le parti”. Almeno a parole, il tema è entrato nell’agenda politica. Resta da vedere se diventerà anche qualcosa di scritto e concreto.

Articoli correlati