Nucleare, il futuro prossimo dell’energia

centrale nucleare cruas_francia_foto ResoneTIC per Pixabay
La centrale nucleare Cruas in Francia (foto ResoneTIC per Pixabay)

Associazione Italiana Nucleare e industrie chiedono al Governo una svolta strategica

 

Una roadmap per integrare centrali nucleari e rinnovabili, garantire autonomia energetica e sostenere la competitività industriale del Paese. Sono queste le richieste dell’Associazione Italiana Nucleare e delle industrie nel corso della giornata annuale dell’AIN al Governo.

Al Teatro Eliseo a Roma si sono riuniti istituzioni, stakeholder, esperti internazionali e rappresentanti delle industrie energetiche per discutere le sfide e le opportunità del nucleare nel rilancio del sistema energetico italiano, Con l’obiettivo di tracciare una tabella di marcia per il futuro, il dibattito ha messo in luce l’urgenza di politiche energetiche concrete e ambiziose per riportare il nucleare al centro della strategia nazionale.

Tra le priorità, la creazione di una cabina di regia per il potenziamento delle infrastrutture di base e una Autorità di Sicurezza Nucleare indipendente e con risorse adeguate, essenziale per fornire un quadro normativo moderno e garantire procedure di regolamentazione e autorizzazione rapide e certe per i nuovi impianti nucleari. È emerso inoltre la necessità di costituire un soggetto industriale che selezioni e sviluppi in Italia le tecnologie avanzate più promettenti per il nostro Paese come gli Small Modular Reactors (SMR), che potrebbero essere operativi in Europa già entro il 2030, rappresentando una soluzione innovativa e modulare per il futuro dell’energia. Un altro punto cruciale è l’investimento nella formazione, valorizzando il potenziale italiano che già forma il 10% degli ingegneri nucleari europei. Ogni gigawatt di nucleare installato, secondo i dati, potrebbe generare 10.000 posti di lavoro altamente qualificati e un impatto economico di 4,3 miliardi di euro di PIL, sottolineando il contributo strategico di questo settore alla crescita del Paese. Infine, è indispensabile puntare su una comunicazione trasparente con i cittadini, per superare pregiudizi e diffidenze legate al nucleare. Questo obiettivo richiede un’informazione chiara e un coinvolgimento diretto delle comunità, affinché il nucleare venga percepito come una soluzione concreta alle sfide energetiche e ambientali.

“Senza il nucleare, il Paese rischia di perdere la sua competitività industriale e di peggiorare la sua autonomia energetica”, ha dichiarato Stefano Monti, Presidente dell’AIN. Secondo i dati del London Stock Exchange Group (LSEG), in Italia il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica nel 2023 è stato pari a 127 euro per megawattora, ovvero il 30 % in più della Germania e della Francia e il 50 % in più della Spagna. In USA questi prezzi sono addirittura da 2 a 3 volte inferiori. Questa situazione non solo danneggia le famiglie, ma minaccia oltre 3.000 aziende energivore italiane, attive in settori strategici come siderurgia, chimica, ceramica, vetro e produzione di cementoLa transizione verde è un obiettivo imprescindibile”, ha sottolineato Monti “ma non può essere affidata solo alle rinnovabiliServe una strategia che integri nucleare e rinnovabili, con un approccio pragmatico e tecnologicamente neutrale. È giunto il momento di rimuovere le ambiguità residue e avviare in tempi brevi un programma che coniughi la ricerca e sviluppo con la realizzazione di impianti nucleari di ultima generazione per la produzione di energia, in tempi congruenti con le necessità del Paese. È necessario inviare un messaggio chiaro alle nuove generazioni, sempre più favorevoli al nucleare, delle quali c’è un assoluto bisogno per potenziare i vari settori”.

Perché il nucleare sarebbe la risposta

Il nucleare può essere sostenibile?

Secondo i dati trasmessi dall’AIN, il nucleare rappresenta una delle soluzioni più efficienti e sostenibili per il futuro del Paese. Una pastiglia di combustibile nucleare di soli 5 grammi è in grado di produrre la stessa quantità di energia di 360 m3 di gas o 400 kg di carbone o 350 kg di petrolio, dimostrando un’efficienza energetica senza eguali.

Dal punto di vista ambientale, il nucleare occupa uno spazio 100 volte inferiore rispetto al solare e all’eolico per produrre la stessa quantità di energia, offrendo così un’alternativa più compatta e meno invasiva per il territorio, fondamentale in un Paese densamente popolato come l’Italia.

A livello occupazionale, il nucleare rappresenta una leva strategica per lo sviluppo. Nell’UE, il piano per raggiungere 150 GW di capacità nucleare entro il 2050 creerà oltre un milione di posti di lavoro stabili, contribuendo in modo significativo alla crescita economica e alla sostenibilità sociale del continente. Oggi nel mondo sono in esercizio 415 reattori nucleari di potenza distribuiti in 31 Paesi. Nell’Unione Europea a 27, sono attivi 100 reattori nucleari in 14 Paesi membri, che assicurano circa il 50% dell’energia elettrica decarbonizzata. Tra questi Paesi, però, non figura l’Italia, che al momento resta esclusa dai benefici diretti di questa tecnologia.

Nonostante ciò, l’Italia partecipa alla European Nuclear Alliance, nata nel 2023 e composta da 16 Paesi, con lo status di osservatore. L’Italia partecipa anche con circa 50 organizzazioni alla SMR Industrial Alliance lanciata quest’anno dalla Commissione Europea. Questo posizionamento sottolinea la necessità di un impegno più deciso per tornare ad essere protagonisti nel settore, abbandonando l’attuale marginalità e sfruttando appieno le opportunità offerte dalla tecnologia nucleare avanzata.

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