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No all’amianto. Sì al fotovoltaico

Alla società vicentina Elite Ambiente spetterà il compito di eliminare 6 coperture di amianto

Continua imperterrita la lotta all’amianto, sia per quanto riguarda le istituzioni nazionali, sia per quel che concerne la campagna mossa già tempo fa da  Ambient&Ambienti, a partire dal Dossier Amianto del settembre 2010. L’ultima notizia in ordine di tempo fa tappa a Venezia, più precisamente a Marghera, di fatto appendice meridionale della conurbazione di Mestre: è in atto un’ingente azione di bonifica nella zona del porto.

Una veduta di Porto Marghera

La situazione-La società vicentina Elite Ambiente – al cui interno opera il gruppo Ethan – opererà una manovra di rimozione delle sei coperture di amianto poste sul grande capannone della TranspedSpa, situata, appunto, a Porto Marghera; tali coperture – la cui lunghezza singola è pari a 200 metri – corrispondono ad una superficie assai ampia, addirittura 32.000 metri quadrati, per un peso totale di 480 tonnellate. L’intervento nella sua totalità, comunque, non prevede solo l’asportazione delle lastre di amianto, ma queste ultime saranno sostituite dall’installazione di pannelli fotovoltaici dalla capacità complessiva di 2 megawatt; un’operazione che, per questo, richiederà – secondo le previsioni – circa quattro mesi di lavoro. Va inoltre detto che l’amianto rimosso verrà trasferito in Germania dalla stessa azienda, affinché sia smaltito. L’operazione è molto importante a livello regionale e non solo: come afferma l’amministratore delegato di Elite Ambiente e presidente del gruppo Ethan, Antonio Casotto, «si tratta di una tra le più imponenti operazioni di bonifica dell’amianto effettuate nel Veneto», sulla scia di altri interventi simili che l’hanno preceduto nel tempo nel panorama italiano.

Il VEGA, Parco scientifico-tecnologico di Venezia, ospita molte aziende che operano nel campo dello sviluppo sostenibile

Un territorio in crescita – In questi ultimi anni Marghera si sta trasformando, sia nella zona urbana che in quella industriale: per quanto riguarda la prima, si sta registrando un’evoluzione da “periferia-dormitorio” di Venezia e Mestre verso una realtà con una propria fisionomia; anche dal punto di vista economico e industriale si registra l’intenzione di guardare al futuro, in un’ottica di sviluppo sostenibile che rispetti l’ambiente e che al tempo stesso salvaguardi l’occupazione. Ne sono testimonianza la presenza del VEGA Science and Technology Park di Venezia– un parco scientifico-tecnologico che ospita molte aziende che operano nel settore – ed il fatto che, dal 1998, è stato portato avanti il progetto SIMAGE per il monitoraggio della qualità dell’aria nella zona industriale e la gestione delle emergenze di contaminazione chimica a seguito di incidenti industriali verificatisi in passato. L’iniziativa è e dev’essere un punto di svolta, poiché, come ha detto l’assessore comunale alle Attività produttive all’Ambiente, Antonio Paruzzolo, – nell’ambito del “Tavolo di lavoro interassessorile per il consolidamento, lo sviluppo e la riconversione di Porto Marghera” – «lo sviluppo si Porto Marghera ha bisogno di idee forti, di linee guida chiare», e questa, senza ombra di dubbio, è un’iniziativa in linea con le ambizioni dichiarate.

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