
Una pista ciclopedonale che inizia dalla stazione FS di Ortona e arriva fino a Vasto Marina, lungo l’ex tracciato ferroviario a ridosso del mare. E’ la ciclovia “La via verde” della Costa dei trabocchi: percorre uno dei tratti più suggestivi dell’Adriatico, un susseguirsi di scenari mozzafiato tra trabocchi, spiagge e riserve naturali, lungo un percorso di circa 42 Km.
Da una parte il mare, dall’altra la strada e una sbirciata ai paesini che poi calano a riva. Davanti, un tappeto verde che a tratti sembra intrecciarsi e confondersi con il colore dell’acqua. E ad accompagnare il percorso, le antiche macchine da pesca tipiche delle coste abruzzesi, garganiche e molisane. Pedalare così è un piacere (anche e soprattutto) per gli occhi: è la Via Verde, la ciclovia che percorre uno dei tratti di costa più suggestivi dell’Adriatico, a pochi metri dal mare, immersi nella natura della Costa dei Trabocchi.
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Il percorso della Via verde
Un’infrastruttura dedicata alla mobilità sostenibile, a ciclisti e camminatori che offre testimonianze storiche e riserve naturali: 42 km di percorso, 9 Comuni, 25 trabocchi. In larga parte si ripercorre il tratto di ferrovia dismesso (gallerie comprese) e, pertanto, si pedala (quasi sempre) in sicurezza. Ci sono, infatti, solo un paio di tratti in cui si è costretti a spezzare il percorso e fare una deviazione sulla statale: tra Torino di Sangro e Casalbordino a causa di un’erosione in zona lago Dragoni e un tratto di necessaria viabilità ordinaria tra Punta Aderci e Vasto, riprendendo la Via Verde in località Vignola.
I trabocchi
Il tour parte da Ripari di Giobbe, al confine nord di Ortona e, sotto lo sguardo vigile del castello aragonese, in direzione sud si affronta una manciata di minuti di percorso, raggiungendo la zona porto: da qui, dopo un altro breve tratto di strada condiviso con le auto, si svolta a destra e comincia il vero e proprio percorso, caratterizzato anche dalla presenza di varie gallerie come quella in zona Acquabella e Torre del Moro.
Il primo itinerario della Via Verde raggiunge San Vito Chietino, ammirando già una serie di trabocchi (un’antica macchina da pesca tipica delle coste garganiche, molisane e abruzzesi) tra cui quello di San Giacomo, con la possibilità di immortalare il panorama in punti fotografici come la spiaggia di Maruccio.
Il secondo tratto unisce l’ex stazione di San Vito Chietino e l’ex ferrovia di Fossacesia, in una vivacità di colori assicurata anche dal promontorio dannunziano, la contrada Vallevò e i numerosi trabocchi che si incrociano nel percorso.
L’ultima parte dell’itinerario senza interruzioni (prima della breve sortita sulla Statale) va dall’ex stazione di Fossacesia fino all’ex stazione di Torino di Sangro, attraversando l’abitato di Fossacesia Marina e il fiume Sangro. Poi, con la massima attenzione e confidando nella velocità limitata delle auto in transito, un paio di chilometri di Statale e l’avvio del pezzo più “naturalistico”: dopo il lungomare di Casalbordino si arriva fino all’ex stazione di Vasto, passando attraverso la Riserva di Punta Aderci: una Riserva naturale, ricca di biodiversità e specie protette, che conserva un ambiente incontaminato. Non una semplice ciclovia, un viaggio – a due ruote – verso la bellezza.


