
Sistemi di contenimento dei rifiuti e monitoraggio dello stato di salute dello specchio acqueo è quanto richiedono le Autorità, come previsto dalla legge
Dopo le denunce e le numerose segnalazioni di intorbidimento dello specchio acqueo di Portavecchia pervenute nei giorni scorsi, causato probabilmente dallo sversamento di materiale movimentato dal cantiere di riqualificazione dell’area, la Guardia Costiera di Monopoli ha emesso un’ordinanza che obbliga l’impresa appaltatrice e le imprese esecutrici a prendere i dovuti provvedimenti per tenere in sicurezza il sito e l’ecosistema marino.

Si aggiunge così un altro tassello alla ormai lunga scia di polemiche sui lavori di riqualificazione del quartiere INA Casa – Portavecchia, che da oltre un anno stanno tenendo in apprensione i residenti, ormai pochi, e le attività commerciali, chiuse dal 5 marzo 2025 data inizio dei lavori.
Questi lavori avrebbero dovuto ripascere la famosa spiaggia di Portavecchia, fermare il fenomeno erosivo, abbassare il livello stradale e riqualificare il quartiere e l’iconico scorcio della città, conosciuto ormai in tutto il mondo e fotografato da tutti. Il cantiere, aperto con fondi del PNRR, avrebbe dovuto chiudersi entro 350 giorni dalla sua apertura. La promessa era che Portavecchia sarebbe stata più bella e più attrattiva, riportandola al fascino di 200 anni fa. Ma, come si sa, ritardi, incombenze, maltempo, ulteriori e vari imprevisti, modifiche al progetto e adeguamenti in corso d’opera, addebitati agli enti di turno, il cantiere è ancora “in alto mare”.

Nonostante l’area sia di fatto blindata e circondata da alti pannelli che nascondono il mare, il panorama e il cantiere, l’area è “attenzionata” da molti cittadini, tra la curiosità e il disappunto per un lavoro poco gradito alla cittadinanza, che andrà a stravolgere l’attuale, e molto amata, configurazione.
Il “costante controllo” dei cittadini e di parte della politica, soprattutto dell’opposizione, ha permesso di scoprire alcune situazioni che sono state prontamente denunciate sia sui social e sia alle autorità competenti.
Alcuni giorni fa, proprio il consigliere comunale di Riprendiamoci Monopoli Pietro Brescia ha documentato un evidente sversamento di materiale nello specchio acqueo della Portavecchia, che ha colorato di marrone una parte le acque; oltre a ciò, ci sono anche foto e video di turisti che transitano nel cantiere e bagnanti che lì fanno il bagno e prendono il sole.

Queste situazioni, che pare siano avvenute ripetutamente, hanno spinto la Guardia Costiera ad intervenire con l’ordinanza n. 20 del 2026. Nel testo si legge che si dovranno seguire le “seguenti prescrizioni: l’attività dovrà svolgersi esclusivamente in ore diurne, con visibilità buona e condizioni meteomarine favorevoli prendendo conoscenza delle ordinanze in vigore nella zona di cui al rende noto; sospendere immediatamente i lavori qualora dovessero emergere situazioni anche solo potenzialmente pericolose per la vita umana in mare e/o la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino nella loro più ampia accezione; Adottare tutte le misure atte ad evitare qualsiasi forma di inquinamento e/o anti intorbidimento del mare, escludendo la dispersione di qualsiasi tipo di materiale che possa provocare alterazioni biologiche delle acque interessate e/o compromettere lo specchio acqueo; in caso di caduta accidentale in mare di materiali, provvedere al loro immeditato recupero; installare, preventivamente all’inizio dei lavori da eseguirsi nelle immediate vicinanze dello specchio acqueo, panne di contenimento e sonde di torbidità (al fine di sospendere immediatamente i lavori in caso di alterazioni anche accidentali e/o temporanee); rispettare integralmente le prescrizioni all’uopo impartite da tutte le Amministrazioni/Enti a vario titolo coinvolti nel corpo delle istruttorie svolte per l’esecuzione dei lavori in argomento; nonché tutte le ulteriori prescrizioni dettate da Amministrazioni/Enti per i quali è onere del richiedente munirsi delle pertinenti eventuali autorizzazioni/nulla osta.”.

È ora evidente che se la Guardia Costiera obbliga il responsabile dei lavori ad ottemperare alcuni precisi oneri previsti dalle normative vigenti, è perché alcune adempienze non sarebbero state eseguite all’apertura del cantiere, come un sistema di monitoraggio ambientale, che potesse accertare lo stato di salute dell’area, panne di contenimento per eventuali rifiuti e sversamenti in mare del materiale prodotto nel cantiere, e sistemi di controllo per la sicurezza dell’area.
Errori gravi, quindi, che ora stanno di fatto rallentando, se non fermando nuovamente i lavori, a discapito di tutti. È necessario altro tempo per potersi mettere in regola, è evidente. Nel frattempo, i comitati degli esercenti e i gruppi organizzati dei residenti della zona chiedono a gran voce all’amministrazione comunale di accelerare i tempi, ma ottengono rassicurazioni poco convincenti e oggettivamente anche poco credibili. Quasto cantiere potrebbe compromettere per il secondo anno l’imminente stagione delle già provate attività commerciali della zona e questa volta non basteranno i ristori per potersi mantenere in vita.
Ci sono due domande che continuano a porsi i cittadini: ma questi monumentali lavori erano strettamente necessari? I danni economici e i danni ambientali non si potevano prevedere con una pianificazione adeguata e rispettando le normative vigenti?
Ora bisogna fare presto per salvare il salvabile ed evitare il tracollo.


