
È quanto sta accadendo nel cantiere lungo l’iconica costa nella città di Monopoli. Le proteste di alcuni cittadini sui social che stanno assistendo alle operazioni
Continuano le polemiche, sempre più accese, sui lavori che sono in corso da oltre un anno in località Portavecchia a Monopoli.

In queste ore sui social si sta scatenando l’ira dei monopolitani e di una parte dell’opposizione in Consiglio Comunale perché è iniziata la distruzione del muro di delimitazione dell’arenile. Questa demolizione sta provocando, com’era prevedibile, polvere, materiale di risulta e macerie di ogni tipo, che senza alcun apparente contenimento starebbero finendo rovinosamente in mare e nell’aere circostante, inquinandoli pericolosamente.

Le acque dell’iconica spiaggia di Portavecchia, lo scorcio tra i più apprezzati e fotografati dai turisti e dai monopolitani, divenuto nel corso degli anni l’immagine simbolo di Monopoli, sono ora torbide, i danni ambientali sarebbero evidenti.
Ovviamente sono subito partite le segnalazioni. Qualcuno ha già provveduto a formalizzare una denuncia per reati ambientali in Capitaneria di Porto.
Il consigliere comunale Pietro Brescia di Riprendiamoci Monopoli ha subito condiviso le foto sui social denunciando quanto ha visto. Proteste anche da parte dello storico della città, il prof. Stefano Carbonara.

«Il cantiere della Portavecchia – spiega Brescia – desta sempre tante perplessità e preoccupazioni, non solo per i ritardi e le variazioni in corso d’opera, ma soprattutto anche per la sicurezza e l’ambiente. Turisti che entrano tranquillamente nel cantiere, camminano addirittura sui muri con il rischio di cadere, perché manca una guardiania necessaria per questo tipo di cantiere che abbraccia il mare, e le persone non le fermi con una recinzione spesso neanche messa bene e con cartelli ben visibili. Poi, abbiamo gli sversamenti in mare che non sembra opportunamente protetto come previsto nel progetto con un sistema di palancole che dovevano fare da muro tra battigia e terraferma del cantiere. Insomma, tanti disagi e domande a cui spesso non arrivano risposte».

Se quindi l’assenza di barriere in mare può provocare danni all’ambiente, l’assenza di controllo del cantiere può rappresentare un grave pericolo alla sicurezza pubblica: infatti, ieri, domenica 26 aprile, come segnalato sempre da Brescia, sono state immortalate alcune persone, forse turisti o monopolitani, che hanno attraversato il cantiere indisturbati, camminando sul muro che sarà abbattuto. Approfittando del sole del caldo, qualcuno, sempre ieri, è entrato in acqua, nell’area del cantiere.

Ora, essendo un cantiere complesso, perché è sul mare, ci sarebbero alcune accortezze da tenere per evitare l’inquinamento dell’area: le normative di riferimento prevedono il monitoraggio ambientale con sonde multiparametriche, prima, durante e dopo il cantiere, per accertare le condizioni dell’ambiente marino nelle varie fasi, e la presenza di barriere galleggianti antiinquinamento.
È evidente che in questa situazione di incertezza e assenza di informazioni certe e verificabili, le notizie possano giungere in maniera confusa, e si perde tempo prezioso, mentre la contaminazione dell’ecosistema procederebbe inevitabilmente.
Per capire quindi come si evolverà la vicenda e per accertare gli eventuali illeciti e reati, bisogna attendere le prossime azioni delle Autorità competenti. Nel frattempo, la Portavecchia deve tornare ad essere fruibile quanto prima per il bene della cittadinanza, per il bene dei commercianti, per il bene dei bagnanti e per il bene dei turisti.


