Lama Balice, cambiare subito la governance per restituire dignità al parco

Incontro operativo alla Regione Puglia sul futuro di Parco Lama Balice

Percorso condiviso per dare identità e sviluppo a uno scrigno di biodiversità. Nostra intervista al direttore del parco Nicola Lavermicocca: “Cambiare la governance è un’opportunità per tutti”

 

A un mese di distanza dalla prima riunione, un altro passo in avanti verso la trasformazione giuridica del Parco urbano di Lama Balice. È il risultato dall’incontro tra l’assessore regionale all’Ambiente Serena Triggiani e il presidente della IV Commissione consiliare Ambiente Francesco Paolicelli, l’assessore del Comune di Bari al Clima e alla Transizione ecologica Elda Perlino, il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci, il direttore del Parco Nicola Lavermicocca e gli uffici del Servizio Parchi, in cui si è condivisa la strategia di attuazione del nuovo percorso di governance, con il preliminare e necessario riconoscimento dello stato giuridico di Ente Parco.

Questo potrebbe avvenire già entro l’anno se la modifica venisse inserita nella Finanziaria regionale che va approvata entro il 31 dicembre.

Istituito con la Legge regionale n. 15 del 05 giugno 2007, Lama Balice è gestita attraverso una convenzione tra il Comune di Bari, il Comune di Bitonto e la Città metropolitana di Bari. Ma proprio questa condizione è un pesante freno operativo. Non solo per la gestione e lo sviluppo di un perimetro verde che in 500 ettari tra i comuni di Bari, Modugno e Bitonto rappresenta un importante scrigno di biodiversità, ma anche per una seria coscienza ambientale delle tre amministrazioni baresi e della Regione Puglia.

Come dire, senza la piena funzionalità del Parco, tutto è affidato alla volontarietà di chi opera, non solo nella valorizzazione di un territorio prezioso dal punto di vista floro-faunistico e geologico-palentologico ma anche, per esempio, nelle azioni di prevenzione antincendio.

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Visione comune sul futuro del parco

“Finalmente, dopo anni di confronto, si è giunti alla definizione del percorso comune che porterà a raggiungere il prestigioso obiettivo per i territori coinvolti. Siamo a un passo da un importante traguardo per il futuro del Parco di Lama Balice che finalmente – ha detto l’assessore Serena Triggiani – sarà riconosciuto a tutti gli effetti, secondo legge regionale, Parco naturale. Abbiamo una visione comune sul futuro di Lama Balice e oggi lo abbiamo messo nero su bianco, condividendo nel merito modalità e tempi, perché questa realtà abbia l’identità che merita e benefici di tutti i diritti contemplati dalla normativa sugli Enti parco. Ringrazio per l’impegno tutti gli attori Istituzionali coinvolti, il Comune di Bari, il Comune di Bitonto e la Città metropolitana di Bari, che fino ad oggi hanno sostenuto con grande dedizione, insieme a Regione Puglia con gli Uffici regionali del Servizio parchi, un percorso che consentirà a questo patrimonio di biodiversità uno sviluppo sostenibile di lungo periodo. È un’area che rappresenta non solo una ricchezza ambientale e agricola ma che permetterà una crescita sostenibile a tutto tondo per le comunità del territorio”.

L’assessore Elda Perlino ha espresso “grande soddisfazione per la condivisione del percorso individuato teso al riconoscimento dello stato giuridico di ente parco che consentirà una piena valorizzazione e fruizione del parco di Lama Balice, dotandolo di una governance efficiente e volta alla piena applicazione degli orientamenti di tutela dei siti naturali”.

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Parco di Lama Balice (Ph B.Minafra)

Perlino, che ha la delega anche alla Forestazione urbana, alla Tutela dei Corridoi ecologici e al Verde pubblico, sottolinea la necessità di “riconoscere dignità al parco di Lama Balice attraverso personale assunto e uffici esclusivamente dedicati alla gestione di questo scrigno di biodiversità nel cuore del territorio della città metropolitana, sul modello di quanto previsto dalla normativa nazionale. Attraverso il riconoscimento dello status di ente parco regionale, infatti, potremo valorizzare appieno questo territorio unico, che conserva uno straordinario patrimonio di flora e fauna autoctone oltre a una stratificazione geologica di grande interesse – penso anche alla presenza delle impronte di dinosauri – e che deve essere conosciuto e tutelato nell’interesse dell’intera comunità. L’auspicio che sento di formulare è che questa sinergia con la Regione Puglia, frutto di una sensibilità comune, possa portare a vedere la luce nella gestione di un polmone verde della città e dei Comuni limitrofi, nell’ottica della sostenibilità ambientale che è obiettivo regionale e comunale”.

Molto contento della volontà di riformare la legge istitutiva del parco di Lama Balice, si è detto il sindaco di Bitonto Ricci: “E’ un parco che caratterizza, da un punto di vista naturalistico e paesaggistico, l’identità del nostro territorio e questo è un ulteriore passo avanti per la tutela dell’ambiente nell’interesse della nostra comunità”.

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L’inoperatività del Parco in regime di convenzione

Per capire quali problemi il Parco abbia bisogno di superare e come una nuova forma giuridica possa essere utile, abbiamo parlato con il direttore Nicola Lavermicocca.

Direttore Lavermicocca, cosa può cambiare con la trasformazione giuridica?

Banalizzo ma l’esempio concreto può essere efficace per capire cosa non funziona nella convenzione tra Comune di Bari (ente capofila), Comune di Bitonto e Città metropolitana di Bari che oggi regola il Parco. Se devo comprare le chiavi della sede (un caso concreto e reale), devo mandare una nota alla Ripartizione comunale che gestisce il Peg del Parco e attendere il riscontro prima di adottare un atto direttoriale del Parco con la quantificazione della spesa a cui deve seguire l’adozione della Determinazione dirigenziale della Ripartizione Comunale, previo visto della contabilità/conformità espressa dal Servizio Ragioneria. A questo punto, se tutto è ok, il via libera arriva al Parco che dispone comunicazione in favore di una ditta per l’acquisto delle chiavi. Se invece non arriva l’ok, per ragioni connesse al Bilancio o per incoerenza con un suo regolamento (posto che il Parco non è tenuto a conoscere le procedure comunali o eventuali suoi provvedimenti, adempimenti…), bisogna attendere l’adozione delle modifiche di Bilancio oppure rinunciare all’azione di spesa.

La sede, in questo caso, resterebbe senza chiavi per settimane o mesi…Si tratta di arrivare a una semplificazione burocratica?

Sì ma efficace. Al momento siamo davanti ad una “ingessatura procedimentale” quando invece il Parco dovrebbe rispettare il principio di efficienza ed efficacia. Se l’ente autonomo ha una propria personalità giuridica si assume la piena responsabilità amministrativa, di bilancio e di esecuzione. Avere un ente autonomo significa atti indipendenti e responsabilità degli stessi, non mediare tra altri enti, tra delibere esterne o volontà politiche o d’indirizzo che non conoscono nemmeno le esigenze del Parco. Faccio un altro esempio. Quest’estate, incluso Ferragosto, con 30 volontari abbiamo fatto la sorveglianza boschiva contro gli incendi, che spesso hanno distrutto Lama Balice. I volontari mi hanno chiesto una pettorina per essere identificabili come Sentinelle del Parco e subito riconoscibili come operatori della campagna Aib-2024. Ho fatto tutta la trafila burocratica ma nei fatti i ragazzi sono rimasti senza una maglietta del Parco. Nel Peg della Ripartizione del Comune di Bari, non era prevista la voce acquisto beni.

Perché dal 2007 quando il Parco è stato istituito ad oggi non si è mai fatta questa evidentemente necessaria trasformazione? Sono passati 15 anni…

Tutto si basa sulla volontà delle persone. Ma è ovvio che non si può continuare così. Abbiamo problemi seri da affrontare, siano gli incendi, le discariche abusive, la lotta ai cinghiali o il contrasto alla peste suina. Dobbiamo correre non galleggiare.

In altre parole, gestite il Parco in un limbo operativo.

Manca la governance per far camminare l’area protetta con le proprie gambe. Ed è ciò che è emerso nell’incontro alla Regione, che ora deve cambiare lo status avendo istituito il Parco.

Ripulitura con i volontari delle discariche abusive nel parco di Lama Balice

Per capire meglio, il parco dell’Alta Murgia ha una modalità operativa diversa?

Assolutamente, perché è una derivazione del ministero dell’Ambiente e ha fondi di bilancio, modalità operative e di reclutamento del personale propri. Nei parchi regionali tutto è affidato su base volontaria.

In pratica state facendo da apripista per altri parchi nella vostra stessa condizione.

Abbiamo iniziato questo percorso due anni fa incontrando l’allora assessore Maraschio e l’Ufficio Parchi regionale alla presenza dei sindaci di Bari e Bitonto il 28 febbraio 2022. Siamo stanchi di galleggiare e vorremmo che venisse attuato quanto stabilito dalla Costituzione dove si dice che la “Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

L’Ente Parco dovrebbe essere dotato di personalità giuridica autonoma in linea con i profili dettati dalla Legge n. 394/1991 e L.R. n. 19/1997 dove all’art. 9, co. 1, si prevede che “La gestione delle aree naturali protette è affidata, con riferimento alle dimensioni delle aree perimetrate, alle Province, alle Comunità montane, alla città metropolitana e agli enti locali, che la svolgono, di norma, tramite la costituzione di enti di diritto pubblico, a prevalente partecipazione provinciale, della Comunità montana, della città metropolitana e dell’ente locale, istituiti con decreto del presidente della Giunta regionale”.

Senza dimenticare che l’ambiente non si tutela su basi volontarie ma servono continuità e piena operatività.

Se non facciamo tutti la nostra parte, non avremo svolto il nostro ruolo. Sarebbe come esserci voltati dall’altra parte. Cambiare la governance è un’opportunità per tutti.

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