
Legambiente: “Fermare i progetti di fotovoltaico flottante nelle lagune di Lesina e Varano, vanno a scapito della natura”
In questi giorni, nella provincia di Foggia, è in corso un dibattito sulla politica energetica e sulle ricadute che le scelte in materia avranno sul territorio.
Il processo di decarbonizzazione in Puglia richiede decisioni coraggiose, in linea con gli impegni assunti a livello europeo e recepiti nella pianificazione energetica nazionale, che prevedeva l’eliminazione graduale delle centrali a carbone entro il 2025. Una scadenza che il governo vorrebbe ora spostare al 2038. Parallelamente, nella provincia di Foggia si discute del rinnovamento degli impianti da fonti rinnovabili e dei progetti per nuovi insediamenti.
Legambiente: Fotovoltaico flottante inaccettabile
Per Legambiente, entrambi i temi richiedono un’attenta valutazione all’interno della costruzione del PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) e del Piano per l’individuazione delle Aree idonee, secondo le condizioni indicate dall’associazione nelle sue osservazioni.
Un’attenzione particolare meritano le lagune di Lesina e Varano, dove sono previsti progetti di impianti fotovoltaici flottanti. Per Legambiente si tratta di proposte inaccettabili, dal punto di vista naturalistico, ambientale e socioeconomico.
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Le zone umide costiere, infatti, sono riconosciute dalla Commissione Europea come ecosistemi chiave per la resilienza climatica: offrono protezione naturale contro innalzamento del mare, mareggiate e inondazioni (COM(2021) 82 final – EU Strategy on Adaptation to Climate Change) e sono tra i più efficienti serbatoi di carbonio del pianeta, capaci di immagazzinare fino a due volte più CO? delle foreste tropicali (EEA, 2022).
Un ecosistema già compromesso dalla crisi climatica
Le lagune, con le fasce dunali e l’agricoltura circostante (habitat prioritari come 1150* Lagune costiere, 2250* dune costiere con Juniperus spp., 2270 dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster), devono essere tutelate, salvaguardando equilibri ecologici, idrologici e idrodinamici già messi a rischio dalla crisi climatica. Esse svolgono un ruolo vitale nella conservazione delle risorse idriche, contrastando l’intrusione salina che minaccerebbe l’agricoltura locale. Comprometterle per interessi industriali sarebbe un vero suicidio.
Le soluzioni di Legambiente
In habitat così fragili occorre ridurre drasticamente le pressioni antropiche, soprattutto l’apporto eccessivo di scarichi e fertilizzanti. Anche le attività agricole e quelle tradizionali come la pesca e l’acquacoltura vanno incentivate e sostenute nel rispetto degli equilibri ecologici (per prevenire i ripetuti fenomeni di eutrofizzazione) e per tutelare le risorse ittiche, per fare sopravvivere la piccola pesca artigianale nei laghi costieri, così come si riesce a fare nelle Aree Marine Protette.
Per queste ragioni, Legambiente chiede alle autorità competenti di fermare i progetti di fotovoltaico flottante nelle due lagune, bloccando le procedure istruttorie e le richieste di concessione demaniale. Le lagune del Gargano hanno bisogno di tutt’altro: una riflessione seria e condivisa con cittadini, istituzioni, associazioni e comunità scientifica sulle sfide ecologiche che le minacciano. Non tutta la natura può essere piegata alle esigenze industriali: le risorse ecologiche della fascia costiera sono fondamentali per l’economia del Gargano.


