366 casi di morte prematura, provocata da impianti a fonti fossili per la produzione di energia. Unica indiziata: Enel. Ad accusare l’azienda è Greenpeace (clicca qui per leggere l’articolo), secondo cui l’azienda numero uno in Italia per produzione di energia è anche la prima per emissioni di CO2, dunque la più nociva per il clima. All’attacco degli ambientalisti, Enel ha risposto per vie legali, schierando la sua legione di avvocati ma, un faccendiere barese ha provato a suggerire al Presidente di Enel Andrea Colombo come difendersi dall’inchiesta che Greenpeace ha lanciato sui crimini ambientali della sua azienda. L’intrallazzatore, Pinuccio, alias Alessio Giannone, istruisce Enel su come distogliere l’attenzione dei media dalle prove raccolte a suo carico dall’associazione ambientalista e, rivelando di essere il suggeritore occulto di Enel, Pinuccio rende un favore alla campagna www.FacciamoLuceSuEnel.org con cui Greenpeace chiede al killer del clima n.1 nel nostro Paese di abbandonare la produzione di energia a carbone e investire in rinnovabili. Ambient&Ambienti ha pubblicato il filmato della telefonata notturna che Pinuccio ha fatto ad Andrea Colombo – sono ormai celebri quelle dell’intrigante barese ai potenti del mondo come Monti e il ministro Fornero per la riforma del lavoro, al Papa per chiedergli un favore, a Berlusconi per augurargli buon compleanno e a Sarkozy confortarlo per la sua sconfitta elettorale. «Evidentemente la Presidenza di Enel ha deciso di non seguire i suggerimenti di Pinuccio – commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – altrimenti non avrebbe reagito con una querela ai dati sulla mortalità prematura causata dalle sue centrali a carbone diffusi da Greenpeace. Sapevamo che l’azienda dispone di legioni di avvocati; peccato non disponga di buoni argomenti per controbattere alle nostre accuse, per aprire un confronto pubblico dinanzi al Paese».


