Giovinazzo, l’ex istituto Vittorio Emanuele II verso la rinascita

Nel 2012 il "Vittorio Emanuele II" partecipò al censimento "I luoghi del cuore" del FAI, classificandosi al 37mo posto

Nel censimento 2012 del Fai, il Fondo Ambiente italiano, arrivò al 37° posto: per 3.065 persone era il “luogo del cuore” da recuperare. Ora, per l’ex istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo (Bari), sembra arrivato davvero il momento di una seconda vita. Lontana dal degrado e dall’abbandono in cui versa da decenni.

Una nuova vita – L’ex convento settecentesco di proprietà della Provincia di Bari diventerà, infatti, un polo attrattivo multifunzionale da destinare ad attività di pubblica utilità. Lo ha deciso il presidente, Francesco Schittulli, che non si è limitato a un semplice annuncio: la sua giunta ha approvato un atto di indirizzo per la realizzazione di interventi di recupero e ri-funzionalizzazione degli spazi dell’istituto. L’opera – come sta avvenendo spesso per progetti simili – sarà finanziata attraverso la formula del project financing (o finanza di progetto) che consente il coinvolgimento di soggetti privati nella fase di finanziamento, oltre che nella realizzazione e gestione delle opere stesse.

L’ex Istituto Vittorio Emanuele rappresenta uno degli edifici di maggiore rilevanza del territorio provinciale dal punto di vista storico – architettonico con un estensione di circa 20 mila metri quadri comprendenti la chiesa di san Domenico, atri scoperti, un corpo di fabbrica su due livelli (oltre ai locali scantinati) ed un chiostro delimitato da porticati su un sottosuolo che può rappresentare un’ulteriore risorsa turistica.

Il presidente della Provincia di bari Francesco Schittulli ha annunciato che l'ex istituto Vittorio Emanuele II ospiterà un centro giovanile, eventi culturali e di svago

Una struttura storica e anche una risorsa turistica – «L’istituto è un complesso monumentale a pochi chilometri da Bari, dall’aeroporto e dalle principale arterie stradali – sottolinea il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli – che ben si presta alla creazione di un bene attrattivo con finalità turistiche, culturali e sociali a disposizione della comunità di Giovinazzo e non solo. Tale intervento – prosegue Schittulli – consentirà di restituire l’immobile alla collettività grazie ai suoi invidiabili spazi da destinare ad un centro giovanile, eventi culturali e di svago in generale».

Nel 2012 il "Vittorio Emanuele II" partecipò al censimento "I luoghi del cuore" del FAI, classificandosi al 37mo posto

Un glorioso passato – L’edificio fu sede del convento dei padri Domenicani fino al 1809 e poi divenne il “Regio Ospizio Ferdinando I”. Parte integrante dell’istituto, dal 1819, è la Chiesa di San Domenico in stile neoclassico, che conserva tele del De Musso, una fonte battesimale e la “Pala di San Felice in cattedra”, opera di Lorenzo Lotto. Intorno al 1990 l’edificio venne chiuso e attualmente ospita alcuni presidi della Asl di Bari, che ne ha ristrutturato alcuni ambienti. «Per questo abbiamo chiesto da tempo alla Asl Ba, che nel 2006 ebbe in concessione dalla Provincia alcuni spazi della struttura, di poter rientrare in pieno possesso dell’immobile». spiega Schittulli. Un recupero sulla falsariga dei laboratori urbani, fiore all’occhiello della Regione (in realtà un po’ appassito dopo le ultime polemiche di stampa per alcuni progetti fallimentari), con l’obiettivo di dare nuova linfa a strutture altrimenti inutilizzate. «In questo progetto – conclude il presidente della Provincia – coinvolgeremo in maniera attiva e diretta il Comune di Giovinazzo al fine di salvare dal degrado e dall’oblio una struttura da decenni in stato di abbandono a causa di una sciatteria indescrivibile e mortificante per tutta la regione Puglia. Infatti, se il “Vittorio Emanuele” si fosse trovato in un Comune del centro nord, sarebbe già un fiore all’occhiello oggetto di visite e attenzioni da parte di turisti e risorsa occupazionale per i giovani».

 

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