Giornata mondiale delle Api: proteggiamole per salvare noi stessi e tutelare la biodiversità

Giornata mondiale Api: proteggendole salviamo noi e biodiversità
(© Visit Emilia)

Dalle api, secondo la FAO dipende circa il 75% delle colture alimentari mondiali che consumiamo quotidianamente. Le api rappresentano una voce importante anche per l’economia, ma crisi  climatica e pesticidi ne mettono a rischio l’esistenza. Le iniziative delle associazioni. Il dossier WWF

 

Le belle mele, le colorate fragole, i succosi pomodori e tanti altri alimenti che ogni giorno troviamo sulle nostre tavole, dipendono da loro: le piccole, virtuose, infaticabili api. E oggi 20 maggio, che si celebra l’VIII Giornata mondiale delle api, più che mai è forte l’appello a fare scelte di vita consapevoli che salvino le api e più in generale gli insetti impollinatori, proteggano la biodiversità e garantiscano la nostra sopravvivenza.

Qualche dato

Dalle api, secondo la FAO (Food and agriculture organization of the United Nations) dipende circa il 75 per cento delle colture alimentari mondiali che consumiamo quotidianamente; quasi un terzo della produzione agricola mondiale in termini di volume, che mangiamo dipende direttamente dall’opera di impollinazione delle api e sono ben 4mila le varietà di vegetali che esistono grazie ad essa. Questo è quello che in gergo ambientale si definisce “servizio ecosistemico”, cioè un beneficio che la Natura ci dona gratuitamente.

La produzione agricola mondiale direttamente associata all’attività delle api rappresenta un valore che si attesta tra 199 e 589 miliardi di euro

In termini economici, il valore dell’impollinazione è stimato in circa 153 miliardi di euro all’anno a livello mondiale, 22 miliardi a livello europeo e 3 miliardi a livello nazionale, mentre la produzione agricola mondiale direttamente associata all’attività delle api rappresenta un valore che si attesta tra 199 e 589 miliardi di euro.

Oltre al valore economico che ricaviamo dal servizio delle api, va considerato ancora di più quello, quasi inestimabile, della salute e benessere delle persone. Secondo uno studio pubblicato su Environmental Health Perspectives, la drastica riduzione dell’impollinazione sta già contribuendo a circa 500mila morti premature all’anno, a causa della diminuzione di frutta, verdura e frutta secca nella dieta. Uno squilibrio nella disponibilità di cibi sani, ricchi di vitamine e micronutrienti, come quelli garantiti dagli impollinatori, può aumentare l’incidenza di malattie croniche come diabete, tumori e patologie cardiovascolari. Ma a fronte di un problema così grave, le risposte politiche si dimostrano ancora troppo deboli.

Pesticidi, i grandi killer

Dunque, gli insetti impollinatori hanno un ruolo essenziale nell’equilibrio ecologico, nella tutela della produzione agricola e della biodiversità, garantendo la sopravvivenza di numerose specie vegetali e animali, ma anche la buona salute dell’economia mondiale.

I dati del Rapporto Ispra “Piante e insetti impollinatori: un’alleanza per la biodiversità” mettono però in guardia: oltre il 9% delle specie di api e altri insetti impollinatori è a rischio di estinzione. Sempre l’Ispra segnala una perdita del 30% delle colonie di api rispetto a dieci anni fa, un dato decisamente allarmante. Cosa mette a rischio la sopravvivenza delle api e degli insetti impollinatori?

Sono diversi i responsabili: cambiamenti climatici, uso intensivo di pesticidi chimici, inquinamento e perdita di habitat naturali. La crisi climatica rappresenta un doppio problema che non solo influisce sulla sopravvivenza degli impollinatori, ma altera anche le stagioni di crescita delle colture, il che significa che gli impollinatori potrebbero non essere disponibili al momento della fioritura della coltura e della sua conseguente necessità di impollinazione.

Senz’altro un ruolo significativo lo ricoprono i pesticidi. Nel 2018 l’Unione europea ha vietato l’uso all’aperto di tre neonicotinoidi – pesticidi noti per i loro effetti devastanti sulle api – ma resta consentito il loro utilizzo nelle serre e in molti Paesi, tra cui l’Italia, sono state concesse deroghe che ne permettono ancora l’impiego. Il recente ritiro da parte della Commissione UE del Regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi (SUR) ha rappresentato un passo indietro tanto nella protezione della biodiversità quanto, come conseguenza, nella tutela del nostro diritto alla salute

Le associazioni da anni sono impegnate con campagne per la loro messa al bando, come Greenpeace, che ricorda come anche la firma del 5×1000 sulla dichiarazione dei redditi può contribuire ad alimentare le iniziative anti-pesticidi

Il dossier WWF

Oltre il 40% degli impollinatori invertebrati rischia l’estinzione a livello globale, mentre in Europa, quasi la metà degli insetti impollinatori è in declino e un terzo è minacciato di estinzione. Sono alcuni dei dati contenuti nel dossier del WWF “Il futuro in un volo d’ape: perché salvare gli impollinatori significa salvare noi stessi”, realizzato nell’ambito della campagna Our Future. Il documento mette in evidenza come la sopravvivenza di api, farfalle, bombi e altri insetti impollinatori sia oggi minacciata da modelli agricoli insostenibili che necessitano di pesticidi, crisi climatica e perdita di habitat naturali.

E con la loro sopravvivenza è a rischio anche la nostra. Così, all’interno del dossier si possono trovare anche consigli di azioni concrete con cui ognuno di noi può contribuire: con scelte di consumo più consapevoli, coltivando piante amiche delle api, riducendo l’uso di pesticidi nei giardini privati, sostenendo l’apicoltura locale e l’agricoltura biologica, partecipando al monitoraggio degli insetti con attività di citizen science e promuovendo politiche agricole più rispettose della natura.

API© naturepl.com Pete Oxford WWF
Api e impollinatori garantiscono la riproduzione del 90% delle piante da fiore selvatiche (© naturepl.com Pete Oxford WWF)

Oltre alla riproduzione di circa i due terzi delle colture alimentari, api e impollinatori garantiscono la riproduzione del 90% delle piante da fiore selvatiche. Non solo. Come riporta il dossier, il valore economico dell’impollinazione è molto più elevato di quello derivante dai prodotti diretti dell’apicoltura (es. miele, polline, propoli, ecc.). Valutando una sola colonia di api, si stima una produzione di oltre 1.000 euro in frutti e bacche impollinate, contro i 240 euro ricavati dai prodotti dell’alveare. Una ricchezza in tutti i termini, ribadisce il dossier WWF, messa in serio pericolo dai pesticidi.

«La crisi degli impollinatori non è un problema che riguarda solo la Natura, è una crisi che finisce per colpire direttamente noi: la nostra salute, il nostro benessere, la nostra sicurezza alimentare», sottolinea Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del WWF Italia. «È indispensabile un cambio di rotta decisivo che in primis deve essere definito dalle nostre istituzioni: vietare le sostanze chimiche più dannose, aumentare le superfici agricole dedicate alla conservazione della natura, sostenere l’agricoltura biologica e promuovere l’agroecologia».

Cosa fa l’Unione Europea per proteggere le api?

In questo scenario critico, l’approvazione della Nature Restoration Law da parte dell’Unione europea rappresenta un passo cruciale per invertire la rotta. Questa legge punta a ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell’UE entro il 2030, inclusi gli habitat agricoli essenziali per gli impollinatori. L’articolo 10 del Regolamento impegna tutti gli Stati membri dell’Unione europea a mettere in atto azioni per fermare il declino degli insetti impollinatori (Apoidei, Sirfidi e Lepidotteri) e rende obbligatoria la realizzazione di un monitoraggio costante per verificare lo stato di conservazione delle diverse popolazioni di insetti. Per il WWF, è fondamentale che questa norma venga attuata con ambizione e concretezza, garantendo il recupero ecologico del paesaggio rurale e sostenendo pratiche agricole “nature positive” amiche della biodiversità. Senza interventi strutturali e vincolanti, il declino degli impollinatori continuerà a minacciare il nostro futuro alimentare e ambientale.

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