Frutta e verdura: come recuperare 21mila ettari persi in Puglia

Nell’anno internazionale della frutta e verdura, Coldiretti propone agriaperitivo a km0 e vegan per festeggiare biodiversità contadina

 

Bisogna recuperare 21mila gli ettari di frutteto in Puglia, andati persi negli ultimi 10 anni a causa della cementificazione e dell’abbandono per rispondere alla svolta salutista dei consumatori trainata dall’emergenza sanitaria causata dal Covid. È quanto afferma Coldiretti Puglia, che ha organizzato l’agriaperitivo a Km0 e vegan nel dehors del mercato di Via Appia 226 a Brindisi, dove i contadini di Campagna Amica hanno preparato bicchieroni di frutta e succhi di melograno, vini Susumaniello rosato e Negroamaro bianco, oltre a bruschette vegetariane, insalate di cocomeri e pomodoro e fave fritte, tutti sigilli di biodiversità, per festeggiare assieme ai consumatori il 2021 che l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha dichiarato Anno internazionale della frutta e della verdura.

Il comparto ortofrutticolo in Puglia è pari al 16% circa della superficie ortofrutticola nazionale – aggiunge Coldiretti Puglia – con l’orticoltura ampiamente diffusa in tutte le provincie nelle aree irrigue.

Sono cresciute del 30% le vendite di frutta e verdura nei mercati contadini in Puglia anche grazie ai servizi di ritiro e di domicilio organizzati dagli agricoltori nei mesi scorsi per venire incontro ai limite di movimentazione dei consumatori dovute all’emergenza Coronavirus.

A spingere le vendite della frutta e della verdura locali è soprattutto – spiega Coldiretti Puglia – la garanzia della stagionalità e della maggiore genuinità e freschezza del prodotto che, non essendo soggetto a lunghi tempi di trasporto, dura di più e, conseguentemente, azzera gli sprechi, rispetto soprattutto a quello proveniente dall’estero, spesso anche di minore qualità. In molti Paesi, dall’Africa al Sudamerica, è, infatti, permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, senza dimenticare il fatto che le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. Il consiglio della Coldiretti per portare in tavola prodotti di qualità è dunque quello di acquistare direttamente dal produttore e di verificare comunque in tutti i punti di vendita sull’etichetta o sui cartellini l’indicazione obbligatoria della provenienza.

Al contempo è necessaria una grande azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale – conclude Coldiretti Puglia – per garantire che dietro tutti i prodotti agricoli e agroalimentari in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguardi l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore lungo la filiera per scongiurare la deflazione nei campi che nuoce sia agli agricoltori che ai consumatori.

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