Ferrovia Artica: a rischio diritti umani ed ambientali per i Sami

A rischio i diritti umani ed ambientali della popolazione Sami per la grande tratta ferroviaria che collegherebbe Finlandia e Norvegia.

Ferrovia Artica: continua a far discutere, ormai da tempo, il progetto di costruzione della linea ferroviaria tra la Finlandia e la Norvegia.

Il tragitto dovrebbe coprire una distanza di oltre 500 chilometri, dal Villaggio di Babbo Natale Rovaniemi fino al Mare di Barents, ed è stato scelto il Porto di Kirkenes, in Norvegia appunto, come stazione d’arrivo.

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Ferrovia Artica tra Finlandia e Norvegia: trasporti e turismo

La Ferrovia Artica che dovrebbe collegare Rovaniemi con Kirkenes attraversando la Lapponia

Il progetto della Ferrovia Artica è ancora su carta e – a dire il vero – si pensa di renderla effettiva per il 2030, con una scadenza lontana dal punto di vista temporale, ed una spesa che dovrebbe sfiorare i 3 miliardi di euro.

L’obiettivo di questo grande collegamento ferroviario ha chiaramente risvolti di carattere economico. Trasporto di materie prime, prodotti e capitale umano sono fondamentali per muovere l’economia locale, che si basa molto sul turismo “natalizio” – ma che in realtà è attivo tutto l’anno – e che aumenterebbe notevolmente il flusso da tutta la Scandinavia verso il Centro Europa e fino a Paesi più orientali.

In particolare la Russia, la Cina e il Sud Est Asiatico guardano con forte interesse al Nord Europa e ai rapporti commerciali che ne seguono. In ballo ci sono i giacimenti minerari e di gas, di forte presenza nel Nord Europa.

Ferrovia Artica: in difesa della cultura Sami e della biodiversità

La Ferrovia Artica rientra dunque nell’ordine del progresso tecnologico e dello sviluppo della mobilità e delle comunicazioni. Nulla di male, se non fosse che va a minare la cultura Sami. E i Sami sono allo stato attuale l’unico popolo indigeno rimasto in Europa.
La costruzione della ferrovia andrebbe ad incunearsi tra le maglie della popolazione Sami, provocando danni non indifferenti alle colture locali, all’allevamento delle renne, all’intensa attività di pesca.

Asa Larsson Blind, presidentessa del consiglio Saami

Il Consiglio Saami – organizzazione no profit diretta da Asa Larsson Blind che cura gli interessi della popolazione Sami – sta portando avanti una campagna di difesa del popolo indigeno, affermando con forza che la Ferrovia Artica non solo danneggerebbe l’ecosistema locale – già di per sé minata dai cambiamenti climatici – ma violerebbe i diritti umani degli stessi Sami, riconosciuti anche dalle Nazioni Unite.

L’ampliamento delle rotte commerciali dal Mare Artico verso il Centro Europa e l’Est Asiatico genererebbe una fioritura anche del settore industriale; altro elemento di contaminazione dei villaggi indigeni e che aggraverebbe il processo (già da alcuni decenni) del disboscamento delle foreste e inaridimento dei terreni.

Quello che il Consiglio Saami auspica è una presa di coscienza delle conseguenze drammatiche che la tratta ferroviaria avrebbe sulle terre dei Sami, nonché la possibilità di avere voce in capitolo sulle decisioni da prendere e che riguardano direttamente gli indigeni scandinavi.
Ennesimo dibattito tra interesse socio-ambientale, da un lato, e interesse economico-politico, dall’altro.

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